Ora possono volare in cabina aerea accanto a noi, ma attenzione al loro benessere.
Con una recente delibera approvata il 16 maggio 2025, l’ENAC – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile – ha introdotto una significativa novità per chi viaggia in aereo con il proprio animale domestico.
Sarà possibile portare con sé in cabina anche animali che superano il precedente limite di peso, fissato a 8-10 kg a seconda della compagnia.
Una scelta che riflette un cambiamento culturale, oltre che normativo, e che va incontro alle esigenze di sempre più persone che considerano il proprio animale parte integrante della famiglia.
Il presidente di ENAC, Pierluigi Di Palma, ha sottolineato come questa decisione rappresenti un passo importante verso una maggiore attenzione al benessere degli animali, senza però compromettere la sicurezza a bordo.
Le nuove regole consentono infatti alle compagnie aeree, se lo ritengono opportuno, di adottare specifiche procedure che prevedono l’uso di trasportini omologati, da fissare in modo sicuro in aree che non intralcino l’equipaggio o le uscite di emergenza.
Un cambiamento importante, ma da gestire con attenzione
Fino ad oggi, gli animali di taglia superiore agli 8 chili erano costretti a viaggiare nella stiva: una soluzione spesso problematica, sia per il freddo che si registra in quella parte dell’aereo, sia per lo stress che ne deriva.
È dunque indubbio che la possibilità di restare vicino al proprio compagno a quattro zampe rappresenti un passo avanti in termini di tutela e benessere animale.
Tuttavia, questa nuova possibilità richiede anche senso di responsabilità e consapevolezza.
Non va dimenticato, infatti, che per gli animali un viaggio in aereo può essere fonte di forte disagio: rumori insoliti, ambienti sconosciuti, lunghe attese e cambi di pressione possono creare stress, paura o malessere. Per questo motivo è importante che il viaggio sia valutato attentamente, specie in caso di tratte lunghe o con scali. Anche se il cane è autorizzato a volare, ciò non significa automaticamente che sia pronto a farlo.
Condizioni e limiti: cosa sapere prima di partire
Ogni compagnia aerea resta libera di decidere se adottare o meno le nuove linee guida. Attualmente, alcune prevedono la presenza massima di due cani per volo (uno in prima fila e uno in ultima), purché abbiano almeno sei mesi, non superino i 25 kg, siano in regola con le vaccinazioni e dotati di microchip.
È richiesto anche un certificato di idoneità al volo rilasciato da un veterinario, oltre al passaporto europeo o documento equivalente.
Gli animali devono viaggiare in trasportini adatti alla loro taglia, da sistemare in modo sicuro accanto ai sedili.
Non è invece consentito collocarli in prossimità delle uscite di emergenza. Inoltre, sebbene non obbligatoria, la presenza della museruola sarebbe opportuna per garantire una convivenza più serena con gli altri passeggeri, evitando situazioni di disagio legate ad abbaiare, ringhiare o comportamenti imprevedibili dovuti allo stress.
Viaggi brevi consigliati, attenzione ai voli lunghi
Se per le tratte brevi o nazionali la presenza in cabina è una valida alternativa alla stiva, per i voli internazionali più lunghi la questione si complica.
I tempi complessivi – tra check-in, attese, volo e sbarco, possono durare molte ore, durante le quali l’animale non potrà muoversi liberamente né espletare i propri bisogni fisiologici.
Questo potrebbe diventare fonte di disagio non solo per l’animale, ma anche per i passeggeri e l’equipaggio, soprattutto in assenza di soluzioni adeguate.
Viaggiare insieme rafforza il legame
Anche se può sembrare complicato, volare con il proprio animale domestico può trasformarsi in un’esperienza bellissima.
Con le giuste accortezze, un po’ di organizzazione e tanto amore, è possibile affrontare il viaggio nel rispetto del benessere del nostro compagno peloso.
Ogni animale è diverso.
Ci sono quelli che dormono per tutto il volo e quelli che abbaiano dal decollo all’atterraggio.
L’importante è ascoltarli, osservarli e cercare di anticipare i loro bisogni, mettendo sempre al primo posto la loro serenità.
Perché alla fine, il vero viaggio non è solo quello tra due città, ma quello che viviamo insieme, passo dopo passo, zampa dopo zampa.
Un passo di civiltà, nel rispetto di tutti
In ogni caso, questa nuova apertura va accolta come un segnale di civiltà e rispetto nei confronti degli animali, coerente con quanto stabilito dal nuovo articolo 9 della Costituzione italiana, che riconosce il valore della tutela ambientale e della biodiversità, inclusi gli animali.
Finalmente si comincia a riconoscere anche nel settore del trasporto aereo il ruolo affettivo e sociale degli animali domestici.
Ma proprio perché si tratta di esseri viventi, non possiamo limitarci a considerare solo il diritto dei proprietari di tenerli vicino durante il volo.
Occorre anche garantire che il viaggio sia pensato, organizzato e svolto nel pieno rispetto delle loro esigenze, dei loro limiti e del loro benessere psicofisico.
Non solo in aereo
Aumentano le battute di soccorso per cani caduti in montagna
A volte, per quanto desideriamo avere il nostro amico a quattro zampe sempre con noi, in ogni momento e situazione, rischiamo senza volerlo di metterlo in pericolo.
Ogni settimana, i volontari del soccorso alpino devono intervenire non solo per escursionisti sprovveduti in infradito, ma anche per recuperare i loro cani, spesso portati in quota senza la minima preparazione.
Sì, i cani sono i migliori amici dell’uomo… ma non sempre sono Sherpa tibetani.
Uno degli ultimi casi riguarda un Golden Retriever di 40 kg, caduto lungo un sentiero ripido in Val di Fassa. Il padrone, convinto che “tanto il mio Thor è abituato a camminare”, ha sottovalutato il terreno scivoloso e l’altitudine. Risultato? Thor è scivolato per 15 metri, fortunatamente senza gravi ferite, ma per riportarlo a valle sono serviti cinque uomini e una barella da montagna.
“Non è la prima volta che capita,” spiegano i tecnici del soccorso alpino. “Molti portano con sé cani anziani, non abituati a certi percorsi, senza acqua né protezioni per le zampe. Quando poi succede qualcosa, dobbiamo intervenire con le stesse risorse usate per salvare una persona.”
In aumento anche le richieste via telefono: “Abbiamo visto un cane stanco lungo il sentiero, potete venire a prenderlo?”
La montagna non è un parco giochi. E se un cane si fa male, difficilmente può dirvi dove sente dolore. Ed ancora, se non porteresti tua nonna su una ferrata, forse nemmeno il tuo bulldog francese dovrebbe essere lì.
Sabrina Greci
Presidente Foro Nazionale Consumatori
