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7 Ottobre 2026
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Assegno Unico 2026: nuove regole per i figli residenti nell’UE e un ISEE più favorevole alle famiglie

Le novità dell’Assegno Unico 2026 e le regole europee

L’Assegno Unico e Universale è ormai una delle principali misure di sostegno alle famiglie con figli. Nel 2026 sono state introdotte importanti novità e, lo scorso 3 settembre, l’INPS ha richiamato l’attenzione sulle nuove regole che riguardano in particolare le famiglie nelle quali genitori e figli vivono o lavorano in Paesi diversi dell’Unione europea.

Le indicazioni operative sono contenute nella Circolare INPS n. 81 del 24 luglio 2026 e riguardano soprattutto due situazioni: i figli residenti in un altro Stato membro dell’Unione europea e i cittadini di altri Paesi UE che lavorano in Italia pur non essendo residenti nel nostro Paese.

Figli all’estero e coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale

La prima novità riguarda proprio i figli residenti in un altro Stato dell’Unione europea che, ai fini del riconoscimento dell’Assegno Unico, possono essere considerati beneficiari se fiscalmente a carico secondo la normativa italiana.

La residenza del figlio in un altro Paese UE, quindi, non impedisce di per sé il riconoscimento dell’Assegno. Restano naturalmente ferme le altre condizioni previste dalla normativa: la prestazione spetta per ciascun figlio minorenne e, al ricorrere di determinate condizioni, può proseguire fino al compimento dei 21 anni; per i figli con disabilità non sono invece previsti limiti di età.

Quando la famiglia vive o lavora in più Paesi europei occorre comunque tenere conto delle regole comunitarie sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, che servono a stabilire quale Stato debba intervenire in via prioritaria nel pagamento delle prestazioni familiari.

È il caso, ad esempio, dei genitori che lavorano in Stati diversi o dei figli che risiedono in un Paese diverso da quello del genitore che lavora in Italia.

Distinzione tra diritto all’Assegno e composizione del nucleo ISEE

Su un punto l’INPS è molto chiaro ed è importante soffermarsi: la nuova regola sui figli residenti in un altro Stato UE non modifica le regole di composizione del nucleo familiare ai fini ISEE. Il fatto che un figlio residente in un altro Stato dell’Unione possa essere considerato ai fini del riconoscimento dell’Assegno Unico non significa, quindi, che debba automaticamente essere inserito nella DSU.

La composizione del nucleo familiare ai fini ISEE continua a seguire le proprie specifiche regole.

È una distinzione importante, perché diritto alla prestazione e individuazione del nucleo ISEE rispondono a criteri diversi e non devono essere sovrapposti.

Ed è proprio l’ISEE uno degli aspetti più importanti quando si parla di Assegno Unico.

La prestazione è universale e può essere riconosciuta anche in assenza di ISEE, ma è l’indicatore della situazione economica della famiglia a determinarne concretamente l’importo. In mancanza di un ISEE valido viene riconosciuto l’importo minimo previsto; con un ISEE aggiornato, invece, l’INPS può determinare la somma spettante in relazione alla situazione economica del nucleo e alle eventuali maggiorazioni.

Il debutto del nuovo “ISEE specifico” per le famiglie

Dal 2026 questo legame è diventato ancora più importante. La legge di Bilancio ha introdotto l’“ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione”, un nuovo valore che si applica ad alcune prestazioni erogate dall’INPS: Assegno Unico, Assegno di Inclusione, Supporto per la Formazione e il Lavoro, bonus asilo nido e bonus nuovi nati.Il nuovo calcolo è più favorevole soprattutto per le famiglie con figli.

La franchigia relativa all’abitazione principale è stata innalzata a 91.500 euro e arriva a 120.000 euro per i nuclei la cui abitazione si trova in un Comune capoluogo di città metropolitana.

A questi importi si aggiungono 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. Sono state inoltre rafforzate le maggiorazioni della scala di equivalenza in presenza di più figli nel nucleo familiare.

Non si tratta di una modifica soltanto formale: un valore ISEE più basso può incidere favorevolmente sull’importo dell’Assegno Unico e delle altre prestazioni per le quali viene utilizzato questo nuovo indicatore.

Da marzo 2026, infatti, l’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione viene utilizzato per il calcolo dell’Assegno Unico.

Rinnovo dell’ISEE, scadenze e ruolo fondamentale dei CAF

Per chi già percepisce l’Assegno Unico è importante ricordare una distinzione. In linea generale non occorre presentare ogni anno una nuova domanda quando quella già presentata risulta accolta.

L’ISEE, invece, deve essere rinnovato ogni anno se si vuole ricevere l’Assegno nella misura corrispondente alla situazione economica della famiglia.

Per gennaio e febbraio 2026 l’INPS ha utilizzato l’ISEE valido al 31 dicembre 2025; da marzo trova applicazione l’ISEE 2026. In assenza di un ISEE valido da marzo l’Assegno viene erogato negli importi minimi.

Per il 2026, la presentazione della DSU entro il 30 giugno ha consentito il ricalcolo degli importi da marzo con il riconoscimento degli eventuali arretrati.

Ecco perché la DSU non dovrebbe essere considerata un semplice adempimento burocratico.

La corretta indicazione dei componenti del nucleo familiare, dei redditi e dei patrimoni consente di ottenere un indicatore che rappresenti correttamente la situazione della famiglia e può incidere direttamente sull’importo delle prestazioni riconosciute.

Il ruolo del CAF diventa particolarmente importante proprio nelle situazioni meno semplici: figli maggiorenni, residenze diverse, componenti che vivono in altri Paesi o variazioni della situazione familiare, reddituale e patrimoniale richiedono spesso una verifica più attenta.

Gestione di omissioni o difformità nell’attestazione ISEE

Un altro aspect da non sottovalutare riguarda le attestazioni ISEE nelle quali l’INPS segnala omissioni o difformità nei dati reddituali o nel patrimonio mobiliare.

La presenza della segnalazione non rende di per sé nulla l’attestazione, ma richiede attenzione. Se i dati dichiarati sono effettivamente incompleti o non corretti, è possibile presentare una nuova DSU con le informazioni corrette; se invece la DSU è stata presentata tramite CAF e la difformità deriva da un errore materiale del CAF, può essere richiesta la rettifica.

Quando, al contrario, il cittadino ritiene corretti e completi i dati dichiarati, può utilizzare l’attestazione, fermo restando che l’ente erogatore può chiedere la documentazione necessaria a comprovarne la completezza e la veridicità.

Per l’Assegno Unico il tema è particolarmente delicato: l’INPS ha chiarito che la domanda può essere istruita e liquidata anche sulla base di un ISEE che presenti omissioni o difformità, ma la posizione deve essere regolarizzata entro la fine dell’anno.

In mancanza di regolarizzazione, può essere recuperata la parte dell’Assegno percepita in eccedenza rispetto all’importo minimo che sarebbe spettato in assenza di ISEE. Controllare l’attestazione, quindi, è importante quanto presentare la DSU.

Lavoratori UE non residenti in Italia e supporto dei servizi di assistenza

La Circolare n. 81/2026 introduce, inoltre, una novità per i cittadini di altri Paesi dell’Unione europea che lavorano in Italia senza esservi residenti. In presenza dei requisiti previsti, anche questi lavoratori possono avere diritto all’Assegno Unico.

In questo caso la prestazione è riconosciuta in proporzione alla durata effettiva dell’attività lavorativa svolta in Italia e la domanda deve essere rinnovata annualmente a partire dal 1° marzo.

Le novità del 2026 mostrano ancora una volta quanto siano strettamente collegati ISEE e prestazioni a sostegno delle famiglie.

CAF e Patronato mantengono naturalmente funzioni diverse: il CAF assiste il cittadino nella predisposizione della DSU e nella determinazione dell’ISEE, mentre il Patronato può assisterlo nella presentazione e nella gestione della domanda di Assegno Unico. Si tratta di attività distinte ma complementari.

Conoscere le nuove regole, verificare correttamente la composizione del nucleo, controllare eventuali omissioni o difformità e avere un ISEE aggiornato significa non soltanto poter accedere alle prestazioni previste, ma soprattutto riceverle nella misura effettivamente spettante.

Fede Di Matteo

Responsabile Assistenza Fiscale CAF Silpa

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