L’INPS attiva SISDA e digitalizza la riforma
L’INPS compie un passo decisivo nell’attuazione della Riforma della Disabilità, avviando ufficialmente i nuovi servizi digitali dedicati al Progetto di vita, il percorso personalizzato che mette al centro i bisogni, le aspettative e gli obiettivi della persona con disabilità. La novità è stata annunciata il 6 agosto 2026 attraverso un comunicato stampa dell’Istituto, con il quale, nel rendere noti i Messaggi n. 2550 e 2551 del 4 agosto 2026, con cui si annuncia il rilascio dei nuovi servizi digitali, dedicati al Progetto di vita, previsti dal decreto legislativo 62/2024, nell’ambito della Riforma della disabilità, si rende operativo l’ingresso del Sistema Informativo Salute, Disabilità e Anziani (SISDA).
Il Progetto di vita rappresenta il cuore della riforma introdotta dal decreto legislativo. Per la prima volta, l’intero iter di presa in carico viene digitalizzato, con l’obiettivo di:
- ridurre gli adempimenti burocratici,
- velocizzare la comunicazione tra INPS, Ambiti Territoriali Sociali (ATS) e Regioni,
- garantire un percorso realmente integrato e personalizzato.
Ridurre gli adempimenti
Come evidenziato nel comunicato INPS, i nuovi servizi “favoriscono lo scambio delle informazioni tra INPS, Ambiti Territoriali Sociali (ATS) e altri stakeholder, al fine di ridurre gli adempimenti e rendere il percorso più integrato, rapido e vicino alle esigenze della persona”.
Il Messaggio n. 2550 spiega che i cittadini residenti nelle province coinvolte nella sperimentazione, possono ora presentare online l’istanza per l’elaborazione del Progetto di vita, attraverso il servizio telematico “SISDA – trasmissione istanze per il progetto di vita”. Il servizio consente all’INPS di inviare automaticamente all’Ambito Territoriale Sociale (ATS) competente il certificato definitivo di disabilità, il questionario WHODAS e i dati di contatto della persona. Il documento chiarisce che: “i residenti nelle province interessate dalla sperimentazione… possono inoltrare domanda per l’elaborazione di un progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato… inviando telematicamente il certificato tramite un apposito servizio messo a disposizione dall’INPS”.
I servizi digitali, creati allo scopo, e inseriti nella piattaforma SISDA, sono due: uno per i cittadini, uno per gli ATS.
1. SISDA – Trasmissione istanze per il Progetto di vita
È il servizio rivolto ai cittadini con disabilità residenti nelle province coinvolte nella sperimentazione. Consente di:
- presentare online l’istanza di avvio del Progetto di vita,
- trasmettere automaticamente la documentazione all’ATS competente,
- attivare il procedimento di valutazione multidimensionale.
Il comunicato chiarisce che la persona può “chiedere all’INPS di trasmettere la documentazione all’ATS competente per il comune di residenza”, avviando così formalmente il percorso.
2. SISDA – Consultazione istanze per il Progetto di vita
È il servizio riservato agli operatori degli Ambiti Territoriali Sociali e agli enti individuati dalle Regioni. Permette di:
- consultare le istanze ricevute,
- gestire il procedimento,
- coordinare la valutazione multidimensionale,
- costruire il Progetto di vita in modo integrato con INPS e servizi territoriali.
Requisiti minimi alternativi
L’INPS, sul suo sito istituzionale, chiarisce a chi è rivolta l’iniziativa, in particolare, specifica che: possono presentare l’istanza per l’elaborazione del “progetto di vita” i residenti delle province interessate dalla sperimentazione della riforma di cui al d.lgs 62/2024 in possesso dei seguenti requisiti minimi alternativi:
- un certificato che attesti la condizione di disabilità ai sensi del decreto legislativo 62/2024, nel quale sia presente almeno una delle seguenti condizioni:
- invalidità civile superiore al 33%;
- residuo visivo non superiore a 1/20 a entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione o residuo perimetro binoculare inferiore al 10%;
- minorazione sensoriale dell’udito per sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio. In particolare, deficit uditivo non inferiore a 75 decibel di media tra le frequenze 500, 1000 e 2000 Hz nell’orecchio migliore acquisito entro il 12° anno d’età;
- necessità di sostegno almeno di livello lieve ai sensi dell’art. 3, comma 2, legge 104/1992;
- per il minore – difficoltà persistenti a svolgere i compiti della propria età, ovvero ipoacusia con una perdita uditiva superiore ai 60 decibel nell’orecchio migliore nelle frequenze di 500, 1.000, 2.000 hertz;
- per i soggetti over 60 – difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età almeno di tipo lieve (corrispondenti a invalidità comprese tra il 33,3% ed il 66,6%);
Il possesso dei requisiti minimi sopra indicati costituisce una condizione necessaria per la presentazione dell’istanza. Si ricorda che la definizione della stessa è di competenza dell’ATS ed è collegata agli esiti della valutazione multidimensionale.
Esclusioni
Si precisa che, in attesa del consolidamento del quadro normativo complessivo riferito anche alla riforma anziani di cui al d.lgs. 29/2024, sono escluse dalla presentazione dell’istanza le persone anziane ultrasettantenni non autosufficienti che, in base all’allegato 3 del d.p.c.m. 159/2013, sono identificabili nei titolari di indennità di accompagnamento per invalidità civile o cecità assoluta.
L’INPS, chiarisce altresì che per utilizzare il servizio è necessario accedere mediante la propria identità digitale (SPID almeno di livello 2, CIE di livello 3.0 o CNS). In particolare, l’istituto sottolinea che: “Presentando l’istanza, la persona con disabilità richiede e autorizza l’INPS a trasmettere all’Ambito Territoriale Sociale (ATS) competente per il comune di residenza, o ad altro Ente individuato dalla normativa regionale, il certificato attestante la condizione di disabilità e le eventuali successive variazioni, il questionario Whodas e i dati di contatto forniti. In seguito, la persona con disabilità sarà contattata dall’Ambito Territoriale Sociale di riferimento per l’avvio del procedimento per l’elaborazione del “progetto di vita”.
Ricordiamo che la sperimentazione è stata introdotta per fasi, ad oggi, in attesa dell’introduzione su tutto il territorio nazionale, che dovrebbe avvenire il 1° gennaio 2027, le province coinvolte sono:
Dal 1° gennaio 2025
- Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì‑Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari, Trieste.
Dal 30 settembre 2025
- Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza.
Dal 1° marzo 2026
- Ancona, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Bergamo, Bologna, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Caserta, Catania, Chieti, Como, Cosenza, Crotone, Cuneo, La Spezia, Mantova, Massa Carrara, Messina, Milano, Pavia, Piacenza, Pordenone, Potenza, Ravenna, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Terni, Savona, Sondrio, Torino, Treviso, Udine, Venezia, Verona, Vibo Valentia.
Per i cittadini di queste province, il servizio è già operativo.
Carlo Fantozzi
