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22 Aprile 2026
Cassazione Ministero condannato al risarcimento per mancata assistenza allo sfratto
Costume e Società

Cassazione: Ministero condannato al risarcimento per mancata assistenza allo sfratto

Con l’ordinanza n. 24053/2025, la Corte di Cassazione ha condannato il Ministero dell’Interno a pagare un risarcimento di oltre 183mila euro a favore di un privato, proprietario di un capannone, occupato e in attesa di rilascio.

Il proprietario lamentava che da quattro anni non riusciva ad ottenere l’assistenza della forza pubblica per eseguire il provvedimento di sfratto disposto dal Magistrato.

Quello che rileva è il principio affermato dalla Suprema Corte: la forza pubblica non ha discrezionalità sull’esecuzione degli ordini del giudice. Solo “l’assoluta impossibilità per forza maggiore” può giustificare un diniego temporaneo.

Le “difficoltà intrinseche dell’esecuzione” o la “scelta discrezionale” di rimandare non costituiscono un motivo valido per negare l’assistenza. Diversamente, ciò costituirebbe, secondo la sentenza, una violazione della Convenzione Europea dei Diritti Umani.

L’amministrazione può decidere soltanto le modalità tecniche e i tempi ragionevoli dell’intervento.

Ma questi tempi non possono diventare irragionevolmente lunghi, altrimenti ne deriva una responsabilità a carico della pubblica amministrazione verso il proprietario.

Il risarcimento si calcola sul valore locativo dell’immobile, cioè quanto il proprietario avrebbe incassato affittando la casa.

Serve la dimostrazione del danno da parte del locatore, nel senso che il giudice può liquidarlo in via equitativa solo se davvero è impossibile provarlo.

Francesco Salimbeni

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