L’Istat aggiorna e amplia il sistema delle cosiddette “geografie funzionali”, strumenti fondamentali per leggere e interpretare il territorio oltre i confini amministrativi.
L’analisi, basata sui dati comunali aggiornati al 1° gennaio 2025 e sulla popolazione al 31 dicembre 2024, introduce e consolida classificazioni coerenti con gli standard europei:
- Zone urbane funzionali (FUA)
- Zone costiere
- Grado di urbanizzazione dei Comuni
- Sistemi locali del lavoro (SLL)
Queste chiavi di lettura permettono di analizzare fenomeni complessi – lavoro, salute, istruzione, ambiente – in relazione ai territori reali in cui si sviluppano.
Un Paese diviso tra città e aree rurali
I dati fotografano un’Italia profondamente articolata.
- 36,8% della popolazione vive in aree densamente popolate
- 45,4% in aree a densità intermedia
- 17,8% in aree rurali o scarsamente popolate
Ma se si guarda al numero di Comuni:
- il 65% dei Comuni è rurale
- solo il 4% rientra tra quelli densamente popolati
Un dato che evidenzia il forte squilibrio tra distribuzione territoriale e concentrazione della popolazione.
Nord e Sud: una frattura territoriale evidente
Le differenze regionali sono marcate.
- Campania (60,9%) e Lazio (55,3%) guidano per quota di popolazione in aree urbane dense
- Molise e Basilicata vedono oltre metà degli abitanti in aree rurali
- anche la Valle d’Aosta presenta una forte componente di popolazione in territori poco urbanizzati
Questa polarizzazione riflette dinamiche economiche, infrastrutturali e sociali consolidate.
Crescono le città: da 87 a 89, aumentano le “città estese”
Secondo la definizione europea, le città italiane passano:
da 87 nel 2011 a 89 nel 2021
Le regioni con più città sono:
- Puglia (13)
- Emilia-Romagna (11)
- Lombardia e Sicilia (9)
Ma il dato più significativo riguarda le cosiddette “città estese”, che passano da 2 a 11, includendo aree urbane sempre più ampie e integrate.
Accanto a Milano e Napoli, emergono nuove realtà come:
- Catania
- Bergamo
- Cagliari
- Caserta
Segno di una progressiva espansione delle aree metropolitane.
Le Zone urbane funzionali (FUA): dove vive il 60% degli italiani
Un elemento centrale dell’analisi è rappresentato dalle Zone urbane funzionali (FUA) , che includono città e relative aree di pendolarismo.
In Italia:
- sono 83 le FUA
- comprendono il 58,7% della popolazione
- coprono il 28% dei Comuni
Si tratta delle vere “aree di vita” degli italiani, dove si concentrano lavoro, servizi e mobilità.
Policentrismo urbano: le nuove reti tra città
Un fenomeno sempre più rilevante è quello del policentrismo.
Alcune grandi città attraggono flussi di pendolarismo non solo dai comuni limitrofi, ma anche da altre città:
- Roma con Guidonia, Tivoli e Anzio
- Palermo con Bagheria
- Bari con Bitonto
- Catania con Acireale
Questo crea vere e proprie reti urbane interconnesse, che ridefiniscono il concetto stesso di città.
Zone costiere: più resilienti al calo demografico
Le aree costiere mostrano una dinamica diversa rispetto al resto del Paese.
In molte regioni, tra cui:
- Lazio
- Emilia-Romagna
- Abruzzo
si registra una crescita della popolazione nelle zone costiere, in controtendenza rispetto al calo generale.
Queste aree risultano più attrattive grazie a:
- turismo
- economia del mare (blue economy)
- qualità della vita
Il grado di urbanizzazione: Italia sempre più polarizzata
Il Grado di urbanizzazione (Degurba), definito a livello europeo, conferma una tendenza chiara:
- aumento dei Comuni densamente popolati
- crescita delle aree rurali
- contrazione delle zone intermedie
Un fenomeno che riflette:
- la crescita delle grandi conurbazioni (Milano, Napoli)
- lo spopolamento delle aree interne
Un’Italia a due velocità: tra grandi poli e territori fragili
Il quadro che emerge è quello di un Paese sempre più duale:
- da un lato le grandi aree urbane, dinamiche e attrattive
- dall’altro le aree interne e rurali, in difficoltà demografica ed economica
Una frattura che incide su:
- accesso ai servizi
- opportunità di lavoro
- qualità della vita
Una nuova chiave per le politiche pubbliche
Le geografie funzionali non sono solo uno strumento statistico, ma una leva strategica.
Consentono infatti di:
- progettare politiche territoriali più efficaci
- intervenire su mobilità, ambiente e lavoro
- ridurre i divari tra territori
In un contesto europeo sempre più integrato, la capacità di leggere il territorio in modo funzionale diventa decisiva per governare le trasformazioni economiche e sociali.
Il futuro passa dalla lettura dei territori
L’Italia che emerge dai dati Istat è complessa, articolata e in trasformazione. Capire dove vivono le persone, come si muovono e quali relazioni costruiscono tra territori non è solo un esercizio statistico, ma una condizione necessaria per costruire politiche pubbliche più giuste, sostenibili e capaci di rispondere alle sfide del futuro.
