5 pratiche estetiche bizzarre (e rischiose) che le donne hanno davvero provato nella storia
Quando la bellezza era (quasi) una missione impossibile
Nel corso dei secoli, la bellezza ha richiesto sacrifici. Non solo in termini di tempo e denaro, ma anche di… salute.
Niente a che vedere con i tutorial su YouTube e le routine a base di skincare coreana.
Le donne del passato, pur di raggiungere gli ideali estetici dell’epoca, si affidavano a ricette casalinghe, rimedi artigianali e a volte a veri e propri strumenti di tortura.
Ecco 5 curiosità storiche che raccontano quanto potesse essere estremo il desiderio di apparire al meglio.
Con una buona dose di ingegno… e di incoscienza.
1. Il dentifricio regale a base di perle
Elisabetta I e il sorriso “abrasivo”
Nell’Inghilterra elisabettiana, un bel sorriso valeva tanto quanto un vestito sontuoso.
Per mantenere i denti bianchi, la regina Elisabetta I usava un dentifricio “regale”: una polvere fatta di perle schiacciate, mescolate con ossa, cenere e conchiglie.
Il risultato? Forse brillante, ma sicuramente aggressivo. Oggi sappiamo che questi materiali erano così abrasivi da corrodere lo smalto dentale. Tuttavia, all’epoca (e forse non solo allora) contava l’apparenza, non la salute.
E un sorriso “da regina” valeva qualche danno permanente.
2. Vene finte e pelle trasparente
Quando il pallore era il nuovo abbronzato
Nel XVII secolo, più eri pallida, più eri nobile. Per ottenere quell’incarnato “da porcellana” tanto ambìto, le donne arrivavano a disegnarsi finte vene blu su viso, collo e décolleté.
L’obiettivo? Simulare una pelle così chiara da lasciar intravedere il sangue sotto la superficie.
Un trucco raffinato e teatrale, che sottolineava lo status sociale, infatti le pelli abbronzate erano riservate ai contadini e al lavoro nei campi.
3. Elisir di giovinezza al mercurio
Il tonico vittoriano che prometteva eterni 25 anni
L’ossessione per la giovinezza ha radici antiche. Nell’Ottocento, il Laird’s Bloom of Youth (una delle prime creme antietà) prometteva miracoli in bottiglia.
Questo “elisir” era un tonico a base di alcol, erbe… e sostanze tossiche come arsenico e mercurio. Bevuto regolarmente, prometteva vitalità e carnagione rosea.
In realtà provocava gravi danni al fegato, intossicazioni e, in molti casi, dipendenza. Ma la promessa di fermare il tempo valeva il rischio. O almeno così credevano.
4. Onde perfette a colpi di fuoco
Il ferro arricciacapelli prima che esistesse la corrente
Durante la Reggenza (inizio XIX secolo), le acconciature con boccoli e ricci erano di gran moda. Ma come ottenere quell’effetto senza l’elettricità?
Con i papillotes, antenati metallici della piastra moderna, riscaldati direttamente sul fuoco. Per evitare ustioni, i capelli venivano prima avvolti nella cosiddetta curl-paper, una carta protettiva. Il rischio di bruciare la chioma (o le dita) era reale, ma le onde erano eleganti e durature.
5. Fossette su ordinazione
Quando il sorriso perfetto si costruiva con la forza
Negli anni ’30, avere le fossette sulle guance era sinonimo di fascino. Ma non tutte le avevano. Così nacquero i dimple maker, piccoli aggeggi da indossare sul viso che premevano costantemente sulla pelle per “modellarla” in modo artificiale.
Il dispositivo (spesso doloroso) si indossava anche durante la notte. Il risultato? A volte una leggera fossetta, più spesso un sonno disturbato. Ma con un sorriso più… intrigante.
Bellezza (in)sostenibile?
La bellezza, come la moda, cambia continuamente. Ma ciò che resta è la tenacia (e a volte la follia) con cui si cerca di raggiungerla.
Le storie che ci arrivano dal passato non sono solo curiose, sono uno specchio di desideri universali, che attraversano epoche, culture e continenti. Con un pizzico di assurdità, certo, ma anche con una sorprendente coerenza.
Oggi, per fortuna, possiamo guardare indietro e sorridere. Ma chissà, tra cent’anni qualcuno potrebbe ridere dei nostri filler e delle maschere a led.
