Chi paga l’assistenza fiscale sul modello 730? Lo Stato. Ma quanto paga davvero e come è cambiato nel tempo.
Questo è un breve racconto di una storia fatta di adeguamenti, tagli, tetti di spesa e riforme che hanno spostato il peso del sistema su CAF e professionisti.
Le origini del Modello 730: la semplificazione fiscale dal 1993
Il modello 730 nasce nel 1993 per la dichiarazione dei redditi 1992. È stato ideato come parte di un progetto di semplificazione fiscale per i lavoratori dipendenti e pensionati, sostituendo il precedente modello 740 semplificato.
Scopo principale della dichiarazione era conguagliare direttamente in busta paga o pensione eventuali rimborsi o debiti d’imposta senza attendere la normale liquidazione tributaria. Per questa attività lo stato aveva previsto un rimborso pari a Lire 20.000 per una dichiarazione singola ed il doppio per una dichiarazione congiunta.
L’evoluzione dei compensi ai CAF e il visto di conformità
Con l’introduzione del visto di conformità per il sistema dei CAF regolato dall’art. 38 del D.Lgs. 241/1997 i compensi passarono a Lire 25.000 per una dichiarazione singola e il doppio per la congiunta.
Negli anni il modello 730 è stato sempre più apprezzato dai contribuenti per la rapidità dei rimborsi tributari ed i CAF hanno assunto un peso rilevante nella semplificazione degli adempimenti fiscali come intermediari dell’Amministrazione finanziaria.
Il compenso ai CAF è rimasto stabile fino al 2010 anche se ha avuto un incremento frutto dell’adeguamento ISTAT (come è giusto che sia).
Storico rimborsi 2007-2010 (prima della riforma)
Di seguito si riportano gli importi degli ultimi quattro anni prima della riforma del 2011.
- 2007 euro 15,17
- 2008 euro 15,92
- 2009 euro 16,03
- 2010 euro 16,29
La stagione dei tagli: dal 2011 all’era del 730 Precompilato
Nel 2011 i CAF hanno subito il primo taglio, il sistema viene semplificato al ribasso:
- euro 14 per dichiarazione singola.
- euro 26 per dichiarazione congiunta e soppressione degli adeguamenti Istat.
Arriviamo poi al 2015 quando sotto il governo Renzi il 730 precompilato cambia tutto (ma non in meglio per i compensi).
Con il DM 29 dicembre 2014, che accompagna il debutto del precompilato, i compensi diventano a fasce:

Il problema dei tetti di spesa e la riparametrazione dei rimborsi
Il nodo vero del problema sono i tetti di spesa, il governo Renzi, nell’istituire il 730 precompilato, prevedeva che i cittadini avrebbero optato in massa per questa possibilità, per cui i CAF avrebbero ridotto notevolmente il numero delle dichiarazioni elaborate, pertanto ha previsto un tetto nel capitolo di spesa nel bilancio dello stato relativo ai rimborsi ai CAF così suddiviso:
- 2016 euro 297.897.790
- 2017-2018 euro 246.897.790
- 2019 e successivi euro 216.897.790
Poiché i modelli 730 elaborati dai CAF sono in continuo aumento e il tetto del rimborso per lo stato è fisso, ogni anno l’importo viene riparametrato ed abbiamo tagli che si aggirano intorno al 50% dell’importo stabilito.
Responsabilità crescenti e tagli della Legge di Bilancio 2026
A rendere economicamente più pesante la situazione è stato anche il nuovo sistema sanzionatorio in caso di errori nell’elaborazione del modello 730, che ha fatto lievitare enormemente i premi assicurativi obbligatori dei CAF.
Ciliegina sulla torta, la legge di bilancio 2026 ha ridotto di un ulteriore 10% i compensi ai CAF con valore retroattivo applicato dalle dichiarazioni elaborate nel 2025.
Perché il lavoro dei CAF è diventato più complesso?
A conti fatti, il compenso odierno è inferiore a quello di 30 anni fa, la previsione di una diminuzione dei modelli elaborati dai CAF, pensata dal governo Renzi, non si è realizzata, anzi nel tempo il modello 730 è diventato sempre più complesso inserendo dei quadri che prima erano esclusivi del modello redditi PF:
- redditi di capitali esteri;
- plusvalenze mobiliari e altri oneri;
- lavoratori senza sostituto d’imposta:
- dichiarazioni senza il quadro C;
- quadri M e T per redditi soggetti a tassazione separata o imposte sostitutive.
In conclusione, tanto lavoro, aumento delle responsabilità e molta amarezza nel non vedersi riconosciuto un ruolo fondamentale nella semplificazione tributaria e di intermediazione tra il cittadino e l’Agenzia delle Entrate.
Sergio Silvani
