12 Marzo 2026
730, Compensi ai CAF: dallo Stato "tariffa fissa" ai tetti di spesa che tagliano tutto
Economia

730, Compensi ai CAF: dallo Stato “tariffa fissa” ai tetti di spesa che tagliano tutto

Chi paga l’assistenza fiscale sul modello 730? Lo Stato. Ma quanto paga davvero e come è cambiato nel tempo.

Questo è un breve racconto di una storia fatta di adeguamenti, tagli, tetti di spesa e riforme che hanno spostato il peso del sistema su CAF e professionisti.

Le origini del Modello 730: la semplificazione fiscale dal 1993

Il modello 730 nasce nel 1993 per la dichiarazione dei redditi 1992. È stato ideato come parte di un progetto di semplificazione fiscale per i lavoratori dipendenti e pensionati, sostituendo il precedente modello 740 semplificato.

Scopo principale della dichiarazione era conguagliare direttamente in busta paga o pensione eventuali rimborsi o debiti d’imposta senza attendere la normale liquidazione tributaria. Per questa attività lo stato aveva previsto un rimborso pari a Lire 20.000 per una dichiarazione singola ed il doppio per una dichiarazione congiunta.

L’evoluzione dei compensi ai CAF e il visto di conformità

Con l’introduzione del visto di conformità per il sistema dei CAF regolato dall’art. 38 del D.Lgs. 241/1997 i compensi passarono a Lire 25.000 per una dichiarazione singola e il doppio per la congiunta.

Negli anni il modello 730 è stato sempre più apprezzato dai contribuenti per la rapidità dei rimborsi tributari ed i CAF hanno assunto un peso rilevante nella semplificazione degli adempimenti fiscali come intermediari dell’Amministrazione finanziaria.

Il compenso ai CAF è rimasto stabile fino al 2010 anche se ha avuto un incremento frutto dell’adeguamento ISTAT (come è giusto che sia).

Storico rimborsi 2007-2010 (prima della riforma)

Di seguito si riportano gli importi degli ultimi quattro anni prima della riforma del 2011.

  • 2007 euro 15,17
  • 2008 euro 15,92
  • 2009 euro 16,03
  • 2010 euro 16,29

La stagione dei tagli: dal 2011 all’era del 730 Precompilato

Nel 2011 i CAF hanno subito il primo taglio, il sistema viene semplificato al ribasso:

  • euro 14 per dichiarazione singola.
  • euro 26 per dichiarazione congiunta e soppressione degli adeguamenti Istat.

Arriviamo poi al 2015 quando sotto il governo Renzi il 730 precompilato cambia tutto (ma non in meglio per i compensi).

Con il DM 29 dicembre 2014, che accompagna il debutto del precompilato, i compensi diventano a fasce:

Il problema dei tetti di spesa e la riparametrazione dei rimborsi

Il nodo vero del problema sono i tetti di spesa, il governo Renzi, nell’istituire il 730 precompilato, prevedeva che i cittadini avrebbero optato in massa per questa possibilità, per cui i CAF avrebbero ridotto notevolmente il numero delle dichiarazioni elaborate, pertanto ha previsto un tetto nel capitolo di spesa nel bilancio dello stato relativo ai rimborsi ai CAF così suddiviso:

  • 2016 euro 297.897.790
  • 2017-2018 euro 246.897.790
  • 2019 e successivi euro 216.897.790

Poiché i modelli 730 elaborati dai CAF sono in continuo aumento e il tetto del rimborso per lo stato è fisso, ogni anno l’importo viene riparametrato ed abbiamo tagli che si aggirano intorno al 50% dell’importo stabilito.

Responsabilità crescenti e tagli della Legge di Bilancio 2026

A rendere economicamente più pesante la situazione è stato anche il nuovo sistema sanzionatorio in caso di errori nell’elaborazione del modello 730, che ha fatto lievitare enormemente i premi assicurativi obbligatori dei CAF.

Ciliegina sulla torta, la legge di bilancio 2026 ha ridotto di un ulteriore 10% i compensi ai CAF con valore retroattivo applicato dalle dichiarazioni elaborate nel 2025.

Perché il lavoro dei CAF è diventato più complesso?

A conti fatti, il compenso odierno è inferiore a quello di 30 anni fa, la previsione di una diminuzione dei modelli elaborati dai CAF, pensata dal governo Renzi, non si è realizzata, anzi nel tempo il modello 730 è diventato sempre più complesso inserendo dei quadri che prima erano esclusivi del modello redditi PF:

  • redditi di capitali esteri;
  • plusvalenze mobiliari e altri oneri;
  • lavoratori senza sostituto d’imposta:
  • dichiarazioni senza il quadro C;
  • quadri M e T per redditi soggetti a tassazione separata o imposte sostitutive.

In conclusione, tanto lavoro, aumento delle responsabilità e molta amarezza nel non vedersi riconosciuto un ruolo fondamentale nella semplificazione tributaria e di intermediazione tra il cittadino e l’Agenzia delle Entrate.

Sergio Silvani

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