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8 Ottobre 2026
Bonus colonnine 2026, rimborso fino all’80%: chi può ottenerlo e come fare domanda
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Bonus colonnine 2026, rimborso fino all’80%: chi può ottenerlo e come fare domanda

Un incentivo che copre l’80% della spesa

Rendere più semplice la transizione verso la mobilità elettrica significa non soltanto incentivare l’acquisto dei veicoli, ma anche creare le condizioni perché possano essere utilizzati e ricaricati facilmente.

È con questa logica che torna il Bonus Colonnine domestiche, la misura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy destinata alle persone fisiche residenti in Italia e ai condomìni.

Il contributo copre l’80% del prezzo di acquisto e posa in opera delle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici, come colonnine e wallbox.

Il tetto massimo è fissato a 1.500 euro per ciascuna persona fisica, mentre può arrivare fino a 8.000 euro quando l’installazione viene effettuata sulle parti comuni di un edificio condominiale.

Un’agevolazione significativa, soprattutto perché interviene direttamente sul costo che una famiglia deve sostenere per dotare la propria abitazione di un punto di ricarica.

Domande dal 22 settembre

Per l’annualità 2026 lo sportello, che ha aperto alle ore 12 del 22 settembre, resterà operativo fino alle ore 12 del 31 gennaio 2027.

La domanda dovrà essere presentata attraverso la piattaforma informatica gestita da Invitalia per conto del MIMIT. Per accedere sarà possibile utilizzare SPID, Carta d’identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS).

Un elemento importante riguarda il periodo nel quale devono essere stati effettuati gli interventi. Per accedere al contributo 2026 sono ammesse le infrastrutture la cui installazione sia stata completata tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026.

Il contributo, inoltre, non viene richiesto preventivamente: riguarda acquisti e installazioni già effettuati.

Non solo wallbox: quali spese vengono rimborsate

L’agevolazione non riguarda esclusivamente il costo della colonnina.

Tra le spese ammissibili rientrano infatti l’acquisto e la posa dell’infrastruttura di ricarica, l’installazione, gli impianti elettrici e le opere edili strettamente necessarie alla realizzazione dell’intervento.

Possono essere comprese anche le spese per gli impianti e i dispositivi di monitoraggio, la progettazione, la direzione dei lavori, la sicurezza, i collaudi e persino i costi necessari per la connessione alla rete elettrica attraverso l’attivazione di un nuovo POD.

Per essere ammesse al contributo, le infrastrutture devono essere nuove di fabbrica e di potenza standard. Nel caso dei privati devono inoltre essere destinate esclusivamente all’uso personale e non essere accessibili al pubblico. Nei condomìni devono invece essere destinate all’utilizzo collettivo dei condòmini, sempre senza accesso pubblico.

Attenzione ai pagamenti e ai documenti

Chi intende chiedere il bonus deve prestare particolare attenzione anche alla documentazione.

Per le persone fisiche sono richiesti, tra l’altro, documento di identità, codice fiscale, fatture relative all’acquisto e all’installazione e documentazione bancaria che dimostri l’effettivo pagamento.

I pagamenti devono essere effettuati attraverso un conto corrente intestato al beneficiario utilizzando bonifico bancario, SEPA Credit Transfer oppure carta di credito o debito intestata allo stesso beneficiario.

Altro aspetto da ricordare: il Bonus Colonnine non può essere cumulato con altre agevolazioni sulle stesse spese.

68 milioni fino al 2030

La novità più significativa è che l’intervento non si esaurisce nel 2026.

Il Governo ha inserito il Bonus Colonnine all’interno di una programmazione pluriennale che arriva fino al 2030, mettendo complessivamente a disposizione 68 milioni di euro.

Per il 2026 sono stanziati 15 milioni, ai quali si aggiungeranno altri 15 milioni per ciascuno degli anni dal 2027 al 2029 e 8 milioni per il 2030.

Una programmazione che consente di guardare alla mobilità elettrica non soltanto attraverso incentivi episodici, ma attraverso un percorso più lungo di sviluppo delle infrastrutture.

Transizione ecologica e industria italiana

C’è poi un secondo aspetto della misura che merita attenzione: il rapporto tra transizione ambientale e politica industriale.

Secondo i dati diffusi dal Ministero, il 54% delle infrastrutture di ricarica di nuova generazione installate in Italia viene prodotto nel nostro Paese.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha sottolineato proprio questa doppia valenza dell’intervento: sostenere i consumatori che investono nella mobilità elettrica e, contemporaneamente, alimentare la domanda per la manifattura nazionale, l’occupazione e le filiere tecnologiche italiane.

È un’impostazione che prova a coniugare due esigenze spesso considerate separatamente: la sostenibilità ambientale e la sostenibilità industriale.

La transizione funziona se è accessibile

La diffusione dell’auto elettrica dipenderà da molti fattori: prezzi dei veicoli, autonomia, disponibilità delle infrastrutture pubbliche, tempi di ricarica e sviluppo tecnologico. Ma poter ricaricare l’automobile direttamente a casa rappresenta certamente uno degli elementi capaci di rendere questa scelta più semplice.

Ed è qui che un incentivo fino all’80% può incidere concretamente.

La transizione ecologica, infatti, difficilmente può essere costruita soltanto attraverso obblighi e divieti. Ha maggiori possibilità di essere accettata quando cittadini e famiglie vengono messi nelle condizioni economiche di adottare le nuove tecnologie.

Il Bonus Colonnine 2026 va in questa direzione: ridurre il costo dell’investimento per le famiglie e, nello stesso tempo, sostenere una filiera tecnologica nella quale l’industria italiana mantiene una presenza significativa.

Dal 22 settembre la misura passerà dalla programmazione alla prova dei fatti. Per chi ha già installato o intende installare entro la fine dell’anno una wallbox o una colonnina domestica, sarà quindi importante verificare requisiti e documentazione e presentare correttamente la domanda.

 

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