Per il biennio 2026-2027 la misura destinata alle famiglie con ISEE fino a 15mila euro punta su un modello più semplice e proattivo. L’INPS incrocia i dati già disponibili, i Comuni verificano gli elenchi e comunicano l’assegnazione. Fava: ”L’amministrazione usa ciò che già sa per arrivare prima della richiesta”.
Una Pubblica Amministrazione che non chiede al cittadino informazioni che già possiede. È questo il principio alla base della nuova operatività della Carta “Dedicata a te”, la misura rifinanziata per il biennio 2026-2027 a sostegno dei nuclei familiari economicamente più fragili per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità.
La novità più significativa riguarda proprio le modalità di accesso: non sarà necessario presentare alcuna domanda né all’INPS né al Comune. Saranno le amministrazioni, utilizzando le informazioni già disponibili, a individuare i potenziali beneficiari.
Il meccanismo è stato illustrato nella Sala Cavour del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, alla presenza, tra gli altri, del ministro Francesco Lollobrigida e del presidente dell’INPS Gabriele Fava.
Si parte dagli ISEE già presentati
Il compito dell’INPS sarà quello di utilizzare il proprio patrimonio informativo per costruire gli elenchi dei cittadini che rispettano i requisiti previsti. “All’INPS tocca la parte che sa fare meglio, cioè leggere i dati”, ha spiegato Fava.
“Partiamo dagli ISEE già depositati. Li incrociamo, verifichiamo come sono composti i nuclei, mettiamo da parte chi riceve già un altro sostegno e rendiamo disponibili ai Comuni le liste dei possibili beneficiari”. Il principio è semplice: se un dato è già nelle disponibilità della Pubblica Amministrazione, non dovrebbe essere il cittadino a doverlo fornire nuovamente.
È un cambio di prospettiva importante. Non è più necessariamente la persona a dover conoscere la misura, verificare i requisiti, compilare una domanda e rispettare una scadenza: è l’amministrazione che, attraverso l’incrocio delle proprie banche dati, può individuare chi potenzialmente ha diritto all’intervento.
Chi può ricevere la Carta
Per il biennio 2026-2027 uno dei requisiti è avere un ISEE non superiore a 15mila euro. Rientrare in questa soglia, tuttavia, non comporta automaticamente l’assegnazione della Carta.
Le risorse e le carte disponibili sono infatti limitate e gli elenchi vengono costruiti secondo specifici criteri di priorità. La precedenza viene riconosciuta innanzitutto ai nuclei composti da almeno tre persone con almeno un componente nato entro il 31 dicembre 2012.
Seguono quelli, sempre di almeno tre componenti, nei quali sia presente almeno una persona nata entro il 31 dicembre 2008. Successivamente vengono considerati gli altri nuclei formati da almeno tre persone. All’interno di ciascuna categoria viene data priorità alle famiglie con ISEE più basso.
L’INPS procede quindi all’elaborazione delle informazioni, mentre i Comuni intervengono nella fase di verifica e comunicazione ai cittadini.
Nessuna corsa allo sportello
Per chi rientra nella platea dei beneficiari, dunque, non ci sarà una domanda da presentare. Una volta completato il confronto tra INPS e Comuni, gli elenchi definitivi consentiranno di procedere alla messa a disposizione delle carte.
I nuovi beneficiari saranno informati dal proprio Comune di residenza e potranno quindi procedere al ritiro.
Chi invece possiede già la Carta “Dedicata a te” e continua a rispettare i requisiti previsti potrà ricevere la nuova ricarica direttamente sullo strumento già in suo possesso. Il cittadino dovrà quindi assicurarsi soprattutto che la propria situazione ISEE sia correttamente aggiornata, mentre non dovrà presentare una specifica richiesta per ottenere il beneficio.
Una Pubblica Amministrazione che anticipa il bisogno
La procedura adottata per “Dedicata a te” assume un significato che va oltre la singola misura. “Per una famiglia che fatica, ricevere oggi una comunicazione invece di doverla sollecitare cambia radicalmente il rapporto con le istituzioni”, ha osservato Fava, spiegando che l’obiettivo è interpretare la prossimità come la capacità dell’amministrazione di “usare ciò che già sa per arrivare prima della richiesta”.
Un modello nel quale digitalizzazione e interoperabilità delle banche dati diventano strumenti per semplificare concretamente la vita delle persone, soprattutto di quelle che si trovano in condizioni di maggiore fragilità. Su questo aspetto è intervenuta anche la direttrice generale dell’INPS Valeria Vittimberga, sottolineando come la proattività rappresenti uno degli elementi centrali della trasformazione dell’Istituto.
«È proprio questa proattività – un elenco costruito a monte, un beneficio che arriva senza bisogno di presentare domande – a rappresentare il modo in cui l’Istituto interpreta oggi il proprio ruolo», ha spiegato.
L’INPS come infrastruttura delle politiche pubbliche
Secondo Vittimberga, il nuovo modello testimonia una trasformazione più ampia dell’INPS, sempre meno semplice ente erogatore di prestazioni e sempre più infrastruttura al servizio delle politiche pubbliche. L’obiettivo è mettere insieme banche dati, tecnologia e capacità amministrativa per rendere più rapida l’attuazione delle misure decise dalle istituzioni.
Un’impostazione già utilizzata, con modalità differenti, per interventi quali il bonus elettricità e il bonus elettrodomestici e che si inserisce nel più ampio processo di digitalizzazione delle politiche sociali e del lavoro, nel quale rientrano anche strumenti come SIISL, Assegno di Inclusione e Supporto per la Formazione e il Lavoro.
Nel caso della Carta “Dedicata a te”, la catena operativa diventa particolarmente chiara: l’INPS individua attraverso i dati i potenziali beneficiari, i Comuni verificano e comunicano, Poste Italiane rende disponibile la carta o la ricarica.
Al cittadino non viene chiesto di ricominciare ogni volta da zero.
Ed è forse questo l’aspetto più interessante della misura: utilizzare la tecnologia non soltanto per controllare requisiti e prestazioni, ma anche per intercettare un bisogno e semplificare l’accesso ai sostegni pubblici.
Una Pubblica Amministrazione realmente digitale, infatti, non dovrebbe limitarsi a trasferire online moduli e procedure. Dovrebbe riuscire a eliminare, quando possibile, proprio quei moduli e quelle procedure.
La Carta “Dedicata a te” prova a muoversi in questa direzione: meno adempimenti per le famiglie e una pubblica amministrazione chiamata a compiere il primo passo, utilizzando le informazioni che già possiede per far arrivare il sostegno a chi ne ha diritto.
