17 Luglio 2026
Fiducia, consumatori più prudenti ma le imprese tornano a guardare con ottimismo al futuro
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Fiducia, consumatori più prudenti ma le imprese tornano a guardare con ottimismo al futuro

A giugno 2026 il clima economico italiano presenta due facce. Da un lato, le famiglie mostrano maggiore cautela e riducono il proprio livello di fiducia; dall’altro, le imprese tornano a manifestare un moderato ottimismo, con un miglioramento diffuso in tutti i principali comparti produttivi. È questa la fotografia scattata dall’ultima rilevazione sulla fiducia di consumatori e imprese, che evidenzia come le aspettative delle aziende risultino oggi più favorevoli rispetto a quelle delle famiglie, ancora condizionate dalle incertezze economiche e dal potere d’acquisto.

Consumatori

più prudenti

L’indice di fiducia dei consumatori scende da 93,4 a 92,4 punti, interrompendo la fase di stabilizzazione registrata nei mesi precedenti. Il calo è determinato soprattutto dal peggioramento della percezione della situazione personale e delle condizioni correnti. Il clima personale passa infatti da 96,0 a 94,2, mentre quello corrente diminuisce da 98,0 a 96,2. Le famiglie continuano quindi a valutare con maggiore prudenza la propria situazione economica quotidiana, segnale che le tensioni sul costo della vita e le incertezze sul contesto economico continuano a influenzare le decisioni di spesa. Non mancano tuttavia alcuni elementi positivi. Migliorano infatti il clima economico, che sale da 86,2 a 87,6, e quello futuro, in lieve aumento da 87,2 a 87,4. Crescono inoltre le aspettative sull’andamento dell’economia nazionale, migliorano le previsioni sulla disoccupazione e aumenta la propensione al risparmio, indice della volontà delle famiglie di rafforzare la propria sicurezza finanziaria.

Le imprese recuperano fiducia

Il quadro appare decisamente più favorevole dal lato delle imprese. L’indicatore composito del clima di fiducia sale da 94,2 a 95,2 punti, confermando un miglioramento che interessa tutti i principali settori dell’economia. La crescita più marcata riguarda il commercio al dettaglio, dove l’indice passa da 101,3 a 105,5, segnale di aspettative particolarmente positive sulle vendite dei prossimi mesi. Molto positivo anche il risultato delle costruzioni, il cui indice cresce da 99,4 a 101,7, riportandosi sopra la soglia dei 100 punti e confermando la resilienza del comparto. Più contenuti, ma comunque significativi, gli incrementi registrati nella manifattura, che sale da 87,9 a 88,4, e nei servizi di mercato, dove l’indice passa da 96,8 a 97,2.

Settori con dinamiche differenti

Dietro il miglioramento complessivo emergono tuttavia situazioni differenti tra i vari comparti. Nella manifattura aumentano le aspettative sulla produzione e si riducono le scorte di magazzino, mentre peggiorano i giudizi sugli ordini acquisiti, segnale di una domanda ancora debole. Nelle costruzioni migliorano sia le valutazioni sull’attività in corso sia le prospettive future, confermando la fase positiva del settore. Nei servizi si osserva un quadro più articolato: migliorano le attese sugli ordinativi futuri, ma peggiorano i giudizi sull’andamento degli affari e sugli ordini già acquisiti. Particolarmente incoraggiante risulta invece l’andamento del commercio al dettaglio, dove tutte le componenti dell’indice mostrano un miglioramento, sia nella grande distribuzione sia nel commercio tradizionale, indicando una maggiore fiducia nelle prospettive dei consumi.

Due segnali da leggere insieme

I dati di giugno raccontano un’economia che continua a muoversi su due velocità. Le imprese sembrano guardare con maggiore fiducia ai prossimi mesi, sostenute da aspettative di crescita della produzione e delle vendite. Le famiglie, invece, mantengono un atteggiamento più prudente, influenzato soprattutto dalla percezione della propria situazione economica e dall’incertezza che continua a caratterizzare il contesto internazionale. Questa divergenza rappresenta uno degli elementi più interessanti dell’attuale fase economica. Da una parte il sistema produttivo mostra segnali di consolidamento, dall’altra la domanda interna resta condizionata dalla cautela dei consumatori, che continuano a privilegiare il risparmio rispetto alla spesa. Per i prossimi mesi sarà proprio l’evoluzione della fiducia delle famiglie a rappresentare uno degli indicatori chiave per comprendere se la ripresa potrà rafforzarsi e tradursi in un’accelerazione dei consumi, componente fondamentale della crescita economica italiana.

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