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12/04/2024
Economia

Fondo Impresa Donna si attende apertura sportello

Pubblicato il decreto che disciplina le modalità di azione del Fondo impresa femminile.
Con successivo provvedimento il Ministero indicherà termini e modalità per la presentazione delle domande di agevolazione.

Pubblicato il decreto interministeriale che rende operativo il Fondo Impresa Donna che mira a rafforzare gli investimenti e i servizi a sostegno dell’imprenditorialità femminile. L’obiettivo della misura è quello di incentivare la partecipazione delle donne al mondo delle imprese, supportando le loro competenze e creatività per l’avvio di nuove attività imprenditoriali e la realizzazione di progetti innovativi, attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.

Si dovrà attendere l’emanazione del provvedimento del Ministero per lo Sviluppo Economico che fisserà la data di apertura dello sportello epr accedere alle agevolazioni.

Il Fondo Impresa Donna è istituito nella Legge di Bilancio 2021 prevede una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, ai quali si aggiungeranno le risorse PNRR destinate all’imprenditoria femminile nell’arco di tempo tra il 2021 e il 2026. Il progetto costituisce un intervento cardine inserito tra le linee di intervento del Ministero dello sviluppo economico nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nell’ambito della missione “Inclusione e coesione”.
La dotazione di 33.800.000,00 (trentatremilioniottocentomila/00) euro per gli interventi agevolativi per la nascita delle imprese femminili e per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili, sarà così ripartita:
• un importo pari a 8.200.000,00 (ottomilioniduecentomila/00) euro è destinato agli interventi per l’avvio di nuove imprese. Nell’ambito della predetta dotazione è costituita una riserva pari al 60% delle risorse in favore delle imprese femminili costituite in forma di impresa individuale o di lavoratrice autonoma. Le risorse che, entro dodici mesi dalla data di apertura dei termini per la presentazione delle domande, risultino inutilizzate per le agevolazioni concesse nell’ambito di tale riserva, rientrano nella dotazione complessiva della medesima linea di intervento;
• un importo pari a 25.600.000,00 (venticinquemilioniseicentomila) euro è destinato agli interventi di sviluppo e consolidamento delle imprese femminili.
Con l’attuazione della misura a sostegno dell’imprenditoria femminile, il Ministero raggiunge un altro obiettivo del PNRR nei tempi stabiliti dal cronoprogramma, come già avvenuto per i bandi IPCEI sui progetti strategici altamente tecnologici nei settori delle batterie e dei semiconduttori, mentre è già stata avviata la riforma della proprietà industriale. Il testo ufficiale non è stato pubblicato, la bozza del decreto prevede tre assi: nascita e consolidamento a cui sono destinati 32,5 milioni il terzo diffusione della cultura imprenditoriale e formazione sono assegnati 6,2 milioni.
Il Fondo si rivolge a 4 categorie di beneficiari:
• cooperative e società di persone con almeno il 60% di donne socie. Inoltre, è d’obbligo che i legali rappresentanti o amministratori non siano mai stati condannati con sentenza definitiva per reati che costituiscono motivo di esclusione dagli appalti;
• società di capitale con quote e componenti del CDA per almeno due terzi di donne, sempre con il vincolo dell’assenza di condanne definitive per i reati che comportano esclusione degli appalti pubblici;
• imprese individuali la cui titolare è una donna e risulti non condannata in via definitiva per reati che costituiscono motivo di esclusione dagli appalti;
• lavoratrici autonome che presentano l’apertura della Partita IVA entro 60 giorni dalla comunicazione positiva della valutazione della domanda;
• persone fisiche che intendono avviare l’attività purché, entro 60 giorni dalla comunicazione positiva della valutazione della domanda, trasmettano documentazione sull’avvenuta costituzione.
Ai fini dell’ammissibilità dovranno essere rispettati i seguenti requisiti:
• avere una sede legale e/o operativa su tutto il territorio nazionale o la disponibilità di questa;
• essere costituite da meno di 12 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
• essere regolarmente costituite e iscritte nel registro delle imprese;
• essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
• non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
• aver restituito agevolazioni godute per le quali è stato disposto dal Ministero un ordine di recupero.
Le lavoratrici autonome devono essere in possesso unicamente della partita I.V.A., aperta da meno di dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, fatti salvi l’avvenuta iscrizione all’ordine professionale di riferimento, ove necessaria per l’esercizio dell’attività professionale interessata, nonché il possesso degli ulteriori requisiti.
Le attività che potranno essere finanziate sono industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, servizi, commercio e turismo.
Saranno finanziati i seguenti programmi di investimento le seguenti voci:
• immobilizzazioni materiali, con particolare riferimento a impianti, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica, purché coerenti e funzionali all’attività d’impresa,
• a servizio esclusivo dell’iniziativa agevolata;
• immobilizzazioni immateriali, necessarie all’attività oggetto dell’iniziativa agevolata;
• servizi in cloud funzionali ai processi portanti della gestione aziendale;
• personale dipendente, assunto a tempo indeterminato o determinato dopo la data di presentazione della domanda e impiegato funzionalmente nella realizzazione dell’iniziativa agevolata;
• esigenze di capitale circolante nel limite del 20 per cento delle spese complessivamente ritenute ammissibili, coerenti con l’iniziativa e per il pagamento di:
– materie prime, sussidiarie, materiali di consumo;
– servizi di carattere ordinario, strettamente necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa;
– godimento di beni di terzi, inclusi spese di noleggio, canoni di leasing;
– oneri di garanzia.
Per realizzare le iniziative si hanno a disposizione 24 mesi di tempo dalla data di concessione delle agevolazioni.
L’intervento del Fondo Impresa Donna si differenzia nel caso di nuove imprese e imprese già esistenti, vediamo le condizioni e le agevolazioni riservate:
• alle nuove imprese saranno erogati contributi a fondo perduto in base ai seguenti criteri:
– spese ammissibili di importo sino a 100.000 euro il contributo verrà concesso nella misura dell’80% e 90% per le donne in stato di disoccupazione che avviano una impresa individuale o un’attività di lavoro autonomo, fino a un importo massimo di 50.000 euro;
– spese ammissibili di importo superiore ai 100.000 euro e fino a 250.000 euro il contributo verrà concesso nella misura del 50%.
• alle imprese già esistenti, costituite da almeno un anno e massimo 3 anni, è previsto:
– un contributo a fondo perduto al 50% e il restante 50% sarà corrisposto attraverso un finanziamento agevolato a tasso zero della durata di 8 anni. Le spese ammissibili che verranno coperte corrisponderanno non oltre all’80%. Il tetto massimo è di 400.000 euro.
• alle imprese esistenti da tre anni e più è prevista la concessione di un:
– finanziamento agevolato a tasso zero della durata di 8 anni per le spese di investimento;
– contributo a fondo perduto sulle spese di capitale circolante.
Attraverso il Fondo Impresa Donna potranno essere concessi contributi a fondo perduto e in parte in finanziamenti agevolati con le seguenti caratteristiche:
• con una durata massima di otto anni;
• a tasso zero;
• rimborsabili, dopo dodici mesi a decorrere dall’erogazione dell’ultima quota dell’agevolazione, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate, scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno;
• non assistiti da forme di garanzia.

Le domande andranno presentate online attraverso la piattaforma di Invitalia e poi valutate secondo l’ordine di presentazione e seguendo specifici criteri. Invitalia infatti, esaminerà il progetto imprenditoriale, le potenzialità del mercato di riferimento e sarà data una premialità alle iniziative ad alta tecnologia. Esaurite le risorse, le agevolazioni saranno concesse in misura parziale rispetto all’importo ammissibile.

Federica Sorge
Caporedattore Economia.News

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