9 Agosto 2026
La solidarietà ha un valore che va oltre la donazione
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La solidarietà ha un valore che va oltre la donazione

Perché le erogazioni liberali sono sempre più importanti

Viviamo in una società in cui, ogni giorno, migliaia di persone scelgono di aiutare gli altri. C’è chi sostiene un’associazione di volontariato, chi contribuisce ai progetti di una fondazione, chi decide di finanziare la ricerca scientifica, chi aiuta una scuola, un’università, un ente culturale o una realtà impegnata nell’assistenza delle persone più fragili.

Sono gesti spesso silenziosi, compiuti senza clamore, ma che rappresentano uno straordinario patrimonio di solidarietà e partecipazione civile.

Dietro una semplice donazione, infatti, si nasconde molto più di un contributo economico. C’è la volontà di condividere responsabilità, di partecipare alla crescita della collettività e di sostenere iniziative che difficilmente potrebbero essere realizzate senza il contributo dei cittadini.

È proprio per questo motivo che il legislatore ha scelto, nel tempo, di incentivare tali comportamenti, riconoscendo specifiche agevolazioni fiscali a favore di chi effettua le cosiddette erogazioni liberali.

L’argomento riveste oggi particolare interesse anche perché l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato nel mese di luglio 2026 la guida “Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026 – Erogazioni liberali”, un documento estremamente completo che raccoglie in un’unica pubblicazione tutte le principali disposizioni riguardanti le donazioni fiscalmente agevolate.

La guida illustra, con un linguaggio chiaro e operativo, i soggetti che possono beneficiare delle erogazioni, le modalità per effettuare correttamente le donazioni, la documentazione da conservare, le percentuali di detrazione o deduzione spettanti e i diversi limiti previsti dalla normativa. Si tratta di uno strumento particolarmente utile sia per i contribuenti sia per gli operatori del settore, perché consente di orientarsi tra una disciplina articolata e in continua evoluzione.

Ma che cosa sono, concretamente, le erogazioni liberali?

Si tratta di donazioni effettuate in maniera spontanea e gratuita, senza ricevere alcun bene, servizio o vantaggio economico in cambio. È proprio l’assenza di una controprestazione a caratterizzare la natura “liberale” della donazione. Diversamente da quanto avviene quando si acquista un bene o si paga un servizio, nelle erogazioni liberali il contribuente sostiene una spesa esclusivamente per favorire un interesse di carattere sociale, culturale, scientifico, educativo, sportivo o assistenziale.

Proprio perché queste iniziative producono un beneficio non solo per il singolo ente che riceve la donazione ma per l’intera collettività, il sistema tributario riconosce, nei casi previsti dalla legge, la possibilità di recuperare parte della somma donata attraverso la dichiarazione dei redditi.

Detrazione e deduzione: quali sono le differenze

Le agevolazioni fiscali possono assumere due forme diverse: la detrazione e la deduzione. Sebbene i due termini vengano spesso utilizzati come sinonimi, in realtà individuano meccanismi completamente differenti.

La detrazione riduce direttamente l’imposta da pagare. Se, ad esempio, un contribuente ha diritto a una detrazione di 190 euro, l’IRPEF dovuta diminuirà esattamente di quell’importo.

La deduzione, invece, interviene prima del calcolo dell’imposta e riduce il reddito imponibile sul quale verranno applicate le aliquote IRPEF. Il vantaggio economico dipenderà quindi dal reddito del contribuente e dalla relativa aliquota fiscale.

In alcuni casi la normativa consente di scegliere tra detrazione e deduzione, mentre in altri individua esclusivamente uno dei due regimi. È importante ricordare, tuttavia, che quando una stessa erogazione può beneficiare di entrambe le agevolazioni, queste non sono cumulabili: il contribuente dovrà scegliere quale applicare, senza poter ottenere un doppio beneficio fiscale per la medesima donazione.

Chi può beneficiare delle agevolazioni fiscali

Le opportunità offerte dalla normativa sono molto più ampie di quanto comunemente si immagini. Non riguardano soltanto le donazioni a favore degli Enti del Terzo Settore, ma comprendono una pluralità di soggetti che operano nei più diversi ambiti della vita sociale.

La guida dell’Agenzia delle Entrate dedica infatti specifiche sezioni alle erogazioni effettuate in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche, delle istituzioni scolastiche e universitarie, degli enti di ricerca, delle attività culturali e artistiche, degli enti dello spettacolo, delle organizzazioni di volontariato, delle istituzioni religiose, delle fondazioni musicali, delle ONLUS e degli altri Enti del Terzo Settore iscritti nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), oltre ad altre particolari fattispecie previste dalla legislazione tributaria.

I requisiti da rispettare per ottenere il beneficio fiscale

La disciplina delle erogazioni liberali, tuttavia, non si limita a riconoscere un beneficio fiscale. Stabilisce anche una serie di condizioni che devono essere rigorosamente rispettate affinché il contribuente possa effettivamente usufruire dell’agevolazione. Conoscere questi requisiti significa evitare errori che potrebbero compromettere il diritto alla detrazione o alla deduzione, trasformando un gesto di generosità in un’occasione mancata.

Le donazioni in natura: quando non si dona solo denaro

Tra gli aspetti meno conosciuti della disciplina vi è sicuramente la possibilità che l’erogazione liberale non consista esclusivamente in una somma di denaro. Quando si parla di donazioni, infatti, si pensa quasi sempre a un bonifico o a un versamento effettuato a favore di un ente benefico. La normativa fiscale, invece, in alcune ipotesi riconosce il beneficio anche quando la liberalità consiste nella cessione gratuita di beni, ossia nelle cosiddette erogazioni liberali in natura.

Naturalmente non tutte le donazioni di beni possono beneficiare delle agevolazioni fiscali. La possibilità deve essere espressamente prevista dalla norma che disciplina la specifica tipologia di erogazione. È il caso, ad esempio, di alcune liberalità effettuate a favore delle attività culturali e artistiche e di quelle destinate agli Enti del Terzo Settore, per le quali la legge consente di considerare agevolabili anche i beni ceduti gratuitamente e non soltanto il denaro.

Anche in queste situazioni, tuttavia, il legislatore richiede particolare attenzione. Il bene donato deve poter essere identificato con precisione e il suo valore deve essere determinato secondo criteri oggettivi. Generalmente si fa riferimento al valore normale desumibile da listini, tariffari o mercuriali; per alcune categorie di beni, come opere d’arte, oggetti di antiquariato, gioielli o altri beni di particolare pregio, può essere necessario ricorrere alla stima di un professionista. Il contribuente deve inoltre acquisire dal soggetto beneficiario una ricevuta contenente la descrizione analitica dei beni ricevuti e il relativo valore, documentazione indispensabile per dimostrare sia l’effettività della donazione sia la congruità della valutazione attribuita al bene.

Pagamenti tracciabili e documentazione da conservare

Un altro principio fondamentale, comune alla quasi totalità delle erogazioni liberali, riguarda la tracciabilità dei pagamenti. Da diversi anni il legislatore ha scelto di subordinare il riconoscimento delle agevolazioni fiscali alla possibilità di ricostruire con certezza il percorso della donazione. Per questo motivo, quando l’erogazione viene effettuata in denaro, il pagamento deve avvenire mediante strumenti tracciabili, come bonifici bancari o postali, carte di credito, carte di debito, carte prepagate, assegni bancari o circolari e gli altri sistemi di pagamento previsti dalla normativa. Le donazioni effettuate in contanti, invece, non consentono di beneficiare della detrazione o della deduzione, anche se il destinatario rientra tra quelli ammessi dalla legge.

La tracciabilità, però, da sola non basta. È altrettanto importante conservare la documentazione che dimostra l’avvenuta donazione. In linea generale il contribuente deve poter esibire la ricevuta del bonifico o del versamento, l’estratto conto della carta utilizzata oppure la ricevuta rilasciata dall’ente beneficiario. Da tali documenti devono risultare con chiarezza il soggetto che ha effettuato la donazione, il beneficiario, la modalità di pagamento utilizzata e, soprattutto, il carattere di liberalità dell’erogazione, elemento che distingue la donazione da qualsiasi altro pagamento.

Le diverse agevolazioni previste dalla normativa

La guida dell’Agenzia delle Entrate richiama inoltre l’attenzione su un altro aspetto spesso trascurato. Le agevolazioni previste per le erogazioni liberali non sono tutte uguali. Le percentuali di detrazione, gli eventuali limiti di spesa, la possibilità di optare per la deduzione e la documentazione richiesta possono infatti cambiare sensibilmente a seconda del soggetto destinatario della donazione. Per questo motivo è sempre opportuno verificare preventivamente quale disciplina trovi applicazione nel caso concreto, evitando di dare per scontato che tutte le liberalità siano assoggettate alle medesime regole.

Le novità della dichiarazione dei redditi 2026

Particolare attenzione deve essere riservata anche alle novità introdotte a partire dal periodo d’imposta 2025. Per numerose agevolazioni fiscali il legislatore ha infatti previsto specifiche limitazioni per i contribuenti con redditi complessivi superiori a 75.000 euro, collegando l’effettiva spettanza della detrazione anche al reddito e al numero dei figli fiscalmente a carico.

Si tratta di una disciplina trasversale che interessa molte delle erogazioni liberali previste dall’ordinamento e che rende ancora più importante una corretta valutazione della posizione fiscale del contribuente prima della presentazione della dichiarazione dei redditi.

Donare significa investire nella collettività

Al di là degli aspetti tributari, tuttavia, sarebbe riduttivo considerare le erogazioni liberali soltanto come uno strumento per ottenere un risparmio fiscale.

Il vero significato di una donazione va ben oltre il beneficio economico riconosciuto dalla legge.

Ogni contributo, piccolo o grande che sia, rappresenta una scelta di responsabilità e di fiducia nei confronti della società.

Significa sostenere la ricerca scientifica che può migliorare la qualità della vita di tutti, favorire l’inclusione sociale delle persone più fragili, contribuire alla tutela del patrimonio culturale e artistico, promuovere lo sport, la formazione dei giovani, la scuola e l’università, oppure rafforzare il prezioso lavoro svolto quotidianamente dal mondo del volontariato.

Le agevolazioni fiscali non devono quindi essere considerate il motivo principale che spinge a donare, ma piuttosto uno strumento attraverso il quale lo Stato riconosce e valorizza un comportamento che produce un beneficio collettivo. Incentivare la solidarietà significa infatti rafforzare quel legame di partecipazione tra cittadini e comunità che costituisce uno degli elementi fondamentali di una società coesa e inclusiva.

Conoscere le regole, conservare correttamente la documentazione e verificare i requisiti richiesti dalla normativa consente di compiere una scelta consapevole, evitando errori e potendo usufruire, quando spettanti, delle agevolazioni previste dall’ordinamento tributario.

Ma il valore più importante di un’erogazione liberale rimane quello che nessuna dichiarazione dei redditi potrà mai quantificare: la consapevolezza di aver contribuito, con un gesto concreto, a costruire una società più solidale, più giusta e più attenta ai bisogni degli altri.

 

Fede Di Matteo

Responsabile Assistenza Fiscale CAF Silpa

 

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