Per accedere a sgravi contributivi e incentivi pubblici non sarà più sufficiente avere i conti in ordine con l’Inps. I datori di lavoro dovranno dimostrare una regolarità sostanziale, che comprenda anche il pieno rispetto delle norme sulla tutela della salute, della sicurezza e delle condizioni di lavoro.
Lo chiarisce l’Inps con la Circolare n. 150/2025, che illustra le importanti novità introdotte dal decreto-legge n. 19/2024, intervenuto a modificare in profondità l’impianto della Legge Finanziaria 2007. I benefici contributivi vengono così legati a doppio filo all’assenza di violazioni ispettive, superando una visione meramente formale della regolarità aziendale.
Dalla regolarità formale a quella sostanziale
Fino ad oggi, il principale “lasciapassare” per ottenere agevolazioni era il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva). Con la riforma, questo non basta più.
Oltre alla correttezza dei versamenti contributivi e al rispetto dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, l’azienda non deve aver commesso violazioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro e di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
L’individuazione puntuale delle violazioni rilevanti sarà demandata a uno specifico decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ma il principio è già chiaro: la qualità del lavoro entra a pieno titolo tra i requisiti per beneficiare di fondi pubblici.
Cambia il perimetro delle violazioni rilevanti
Un passaggio di grande rilievo riguarda l’effetto delle violazioni accertate. L’Inps ricorda che, in base alla nota dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro n. 3 del 2017, fino ad oggi le violazioni comportavano il recupero dei benefici solo per i lavoratori interessati e per il periodo oggetto di irregolarità.
La riforma, invece, amplia il perimetro: diventano rilevanti anche le violazioni non riferite alla singola posizione lavorativa, rafforzando l’idea che gli incentivi siano collegati al comportamento complessivo dell’impresa e non a singoli episodi isolati.
Il ruolo del Portale Nazionale del Sommerso
La verifica della nuova regolarità sostanziale passerà attraverso il Portale Nazionale del Sommerso, una banca dati che incrocia le informazioni provenienti da tutti gli organi ispettivi.
L’obiettivo è duplice: contrastare il lavoro irregolare e garantire condizioni di concorrenza leale tra le imprese, evitando che chi non rispetta le regole possa beneficiare di agevolazioni pubbliche.
Un sistema di mitigazione per evitare effetti sproporzionati
Accanto a una maggiore severità nei controlli, il legislatore ha previsto anche un meccanismo di mitigazione del recupero dei benefici, per evitare conseguenze eccessivamente punitive.
In particolare:
- se il datore di lavoro regolarizza le omissioni contributive entro 30 giorni dalla notifica del verbale ispettivo, pagando l’intero debito o attivando una rateazione, i benefici già fruiti restano salvi;
- per le violazioni amministrative non sanabili, il recupero dei benefici viene limitato a una misura pari al doppio del valore della sanzione.
La ratio è chiara: evitare che irregolarità di modesta entità possano determinare la perdita totale di incentivi, con effetti sproporzionati sulla sostenibilità economica delle imprese.
Fase transitoria e autocertificazioni
In attesa che i sistemi informatici di Inps e Ispettorato del Lavoro dialoghino pienamente con il nuovo Portale Nazionale del Sommerso, l’Inps chiarisce che i datori di lavoro potranno continuare a utilizzare le autocertificazioni, attestando l’assenza di violazioni ostative al rilascio del DURC presso gli uffici territoriali competenti.
Una fase transitoria che consente alle imprese di adeguarsi gradualmente a un modello che segna un cambio di paradigma: gli incentivi non premiano più solo la correttezza contabile, ma anche la qualità del lavoro e la responsabilità sociale dell’impresa.
