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05/07/2022
Editoriale

Editoriale n°16 – Marzo 2022

Come scelta editoriale abbiamo pensato di dare ampio spazio e risalto al tema della parità tra donna e uomo, analizzata in ogni suo aspetto. Una scelta per omaggiare anche noi quell’8 marzo in cui si celebra la Giornata Internazionale dei Diritti della Donna. Da sempre L’Esodo dedica ampio spazio alle tematiche di genere, e lo facciamo perché lo riteniamo doveroso cercando così, nel nostro piccolo, di contribuire con l’informazione affinché in Italia diventi normale pensare a donna e uomo su un piano assolutamente paritario, in ogni aspetto e campo della vita sociale, affettiva, lavorativa. Il mio stesso editoriale era stato pensato come una riflessione sull’essere donna e uomo oggi in Italia, evidenziando risultati raggiunti e criticità ancora presenti. I fatti bellici in Ucraina, con una invasione ed un conflitto che stentiamo ancora oggi a credere possibile, mi hanno portato a stravolgere la precedente idea di editoriale e non posso che esprimere a nome mio personale, e di tutta la redazione, la nostra solidarietà verso la popolazione civile che sta vivendo veri e propri momenti di smarrimento e paura. Dai primi giorni dei combattimenti si assiste a colonne di tante donne in cerca di espatrio. Vediamo nelle immagini televisive, ma anche in quelle senza censure né filtri sui social, le donne ucraine che in fretta e furia, con solo pochi effetti personali, lasciano le loro case per portare in salvo, all’estero, i propri figli. Donne che partono su treni, autobus, automobili, ma anche a piedi intraprendendo una lunga marcia per la salvezza. In questa fuga da un Paese in guerra sono quasi esclusivamente loro che partono, lasciando a casa gli uomini a combattere contro i russi per difendere la loro patria. Tante altre donne, quelle che non hanno figli, invece decidono di rimanere lì per essere d’aiuto in vario modo, imbracciando un’arma o fornendo assistenza logistica e sanitaria, od occupandosi di altri aspetti fondamentali per garantire la resistenza di un popolo che non vuole arrendersi. Abbiamo tutti visto le immagini di donne a Dnipro intente a preparare bottiglie molotov. Sono tutte lì, insieme, e sono casalinghe, professioniste, studentesse, insegnanti e così via. Accomunate dalla paura ma anche dall’orgoglio di essere utili, di poter contribuire al pari degli uomini a difendere il loro territorio, la loro città, le loro case. Queste donne, tutte queste donne di cui abbiamo parlato, sono l’ennesima conferma di quanto esista la parità di genere, di quanto sia doveroso anche riconoscerla. Un mondo, una società in cui questa parità sia davvero raggiunta, anche nelle varie posizioni apicali civili e militari, forse, ma lo speriamo vivamente, sarà un mondo in cui sempre meno assisteremo a quello che increduli vediamo oggi realizzarsi a poca distanza da noi, in Ucraina. Viva le donne e viva la pace.

Massimo Maria Amorosini

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