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05/07/2022
Editoriale

Editoriale n°3 – Febbraio 2021

L’Italia dei “furbetti” non si smentisce mai.
Di pochi giorni fa la pubblica denuncia del presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, che ha evidenziato un “malcostume” che anche in piena pandemia non ci ha risparmiato. Parliamo della noncuranza delle regole o, per dirla in maniera più diretta e chiara, della strafottenza che in tanti dimostrano verso il rispetto delle regole e del vivere civile in una comunità. Anelli ha reso pubblico il fatto che molte delle vaccinazioni effettuate per il Covid-19 non sono state fatte seguendo il rispetto delle disposizioni date, che prevedono una programmazione ispirata da criteri di opportunità, di salvaguardia dei più deboli, di accelerazione della nostra ripresa economica e produttiva.
Anche l’aver prontamente avviato una verifica da parte dei carabinieri dei Nas, che stanno acquisendo, in diverse Regioni, la documentazione per verificare se ci siano stati abusi e ipotesi di reato, evidenzia la gravità dei fatti. I primi ad essere stati additati come “furbetti” sono molti operatori, non sanitari, dipendenti di ospedali e strutture sanitarie, che hanno “approfittato” della loro “vicinanza” per trovare scorciatoie, salvo poi, per difendersi dagli attacchi, rivendicare il valore del lavoro del settore organizzativo e amministrativo delle strutture sanitarie. Ma non finisce qui, purtroppo. Il primato della “furbizia”, o meglio continuiamo a chiamarlo “malcostume”, spetta ad alcuni politici locali, ad alcuni parenti dei dottori, agli amici degli amici, a tutte quelle persone spinte da un malsano egoismo che li porta ad essere soltanto dei vili e arroganti soggetti che non rispettano le regole, e si approfittano del proprio ruolo. All’inizio della pandemia si era soliti sentire dire che da questa esperienza saremmo usciti come persone migliori, più attente all’ambiente che ci circonda, al nostro prossimo e alle relazioni sociali. Si dice anche che “nulla sarà più come prima”, ma in questo caso possiamo dire che nulla è cambiato, se non in peggio, perché qui si mette a rischio la salute delle persone più esposte e fragili per un egoistico tornaconto personale, inteso erroneamente come furbizia.

Massimo Maria Amorosini

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