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20/04/2024
Editoriale

Editoriale n°41 – Aprile 2024

È vero, se ripercorriamo la storia capiamo come la guerra, con le sue conseguenze devastanti e spesso irreparabili, è sempre stata una costante ciclica nella storia dell’uomo. Una volta c’era il famoso combattimento corpo a corpo, poi pian piano la capacità bellica è aumentata fino ad arrivare ad oggi, in cui la capacità distruttiva delle armi di cui si dispone ha raggiunto livelli mai così elevati. Ed ecco perché diventa di importanza vitale adoperarsi per evitare che i conflitti bellici in corso possano diventare globali. Non c’è guerra che non porti inevitabilmente con sé la perdita di vite innocenti, e per me innocenti sono anche coloro che vestono con onore una divisa per proteggere i propri Paesi. Basta questo per capire perché sia importante adoperarsi per evitare la guerra e cercare soluzioni pacifiche ai conflitti in essere. Non c’è un cattivo ed un buono quando siamo davanti alla guerra, perché da ambo le parti la storia ci insegna che spesso si violano i diritti umani più basilari, dall’accesso all’istruzione e alla salute, alla libertà e alla sicurezza personale. Evitare la guerra significa difendere e promuovere i diritti umani universali. Ogni conflitto bellico porta con sé distruzione e macerie, con conseguenze psicologiche immani e difficilmente superabili per chi le ha subite e con conseguenze economiche estremamente interessanti e profittevoli per chi si candida ed è chiamato per la ricostruzione. Se penso al conflitto bellico in Ucraina, dove condanno senza se e senza ma l’intervento armato che lo ha fatto iniziare, temo gli effetti a catena che rischiano di estendersi oltre i confini nazionali, generando instabilità politica ed economica a livello globale. Ecco perché evitare che la guerra esca da quei confini diventa cruciale per scongiurare una catastrofe di portata immane. Le guerre sono un chiaro segnale della incapacità della diplomazia e della cooperazione internazionale che non riescono a scongiurarle, ed ancora più grave è quando queste non si adoperino realmente per farle cessare nel minor tempo possibile. Sono molto preoccupato di chi si è dichiarato intenzionato a inviare proprie truppe in territorio ucraino, ancora più preoccupato del fatto che si tratta di un Paese Nato, con le ovvie conseguenze che ciò porterebbe a tutti gli altri aderenti, e soprattutto perché si tratta di uno Stato che negli ultimi anni ha collezionato non pochi errori in campo internazionale e militare. La Francia è stata coinvolta in diversi interventi militari all’estero, alcuni dei quali hanno suscitato critiche per la loro efficacia e per le conseguenze impreviste. Il caso più emblematico è stato l’intervento in Libia nel 2011 per rovesciare il regime di Muammar Gheddafi, con il risultato di aver lasciato il Paese nel caos ed aver alimentato la diffusione dell’immigrazione clandestina verso il nostro continente, del terrorismo e delle milizie armate. Ma ci sono tanti altri casi che dovrebbero farci riflettere, come il coinvolgimento dei cugini d’oltralpe in conflitti regionali, come ad esempio in Africa subsahariana, dove c’è stata scarsa efficacia nel garantire la stabilità e nel risolvere i conflitti in modo sostenibile. Non sono isolati gli osservatori, ed esperti di politiche internazionali e militari, che ritengono che la Francia sia coinvolta in un numero eccessivo di operazioni militari senza avere una strategia che sia chiara e a lungo termine. Ed ancora, le frizioni tra la Francia e la Turchia sulle azioni nel conflitto in Siria e sulle tensioni nel Mediterraneo orientale devono farci ragionare. Ed allora non inseguiamo chi ha dimostrato in alcuni casi di preoccuparsi più del proprio ritorno economico rispetto alla pace, stabilità e bene comune. Siamo un Paese aderente alla NATO e la presenza della NATO riduce la probabilità di conflitti armati tra i suoi membri, poichéé l’aggressione verso uno stato membro comporterebbe conseguenze gravi e imprevedibili. Ciò contribuisce a mantenere la pace e la stabilità in Europa e oltre. Ma attenzione ad evitare che qualcuno, chissà chi, possa provocare reazioni che inevitabilmente avrebbero ripercussioni devastanti per tutti noi proprio per il rispetto di quel principio. Sveglia ragazzi, rendiamoci conto di quello che può succedere!!!

Massimo Maria Amorosini

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