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12/04/2021
Editoriale

Editoriale n°5 – Aprile 2021

Quanto contenuto nel decreto sostegni per la rottamazione cartelle si riduce ad una operazione di svuotamento dei magazzini dell’AdER che non aiuta nessuno. Il nulla è stato la conseguenza del grande clamore politico e mediatico d’attesa intorno all’importante decreto. Una delle novità che si aspettava con maggiore interesse del decreto Sostegni era sicuramente legata al fisco, o meglio alla battaglia che la Lega ha fatto sua dal momento del suo ingresso nel nuovo Esecutivo, anzi ancor da prima. Salvini, ma anche i suoi alleati del centrodestra, tanto al Governo quanto all’opposizione, aveva sbandierato come “già fatto” quello che era stato fortemente criticato come un ulteriore condono dal centrosinistra. Ma esiste più una coerenza e direi anche una opposizione in questo Paese da grande ammucchiata? Guardiamo un po’ i fatti e mettiamo da parte i proclami e le dichiarazioni. Il gigante ha partorito un topolino, e questo non è l’inizio di una fiaba ma piuttosto di un noir da tragica fine.

E’ proprio così, perché rispetto alla versione iniziale sulla quale tutti gli italiani stavano iniziando ad illudersi, si è ristretto sia il periodo temporale di riferimento sia la popolazione dei beneficiari dello stralcio automatico delle cartelle esattoriali. Il condono fiscale diventa automatico, ma non per tutti. Avrà valore solo per i debiti che sono stati presi in carico dall’agente della riscossione negli anni dal 2000 al 2010, e per di più soltanto per i contribuenti che hanno redditi inferiori a 30.000 euro. Grande delusione dunque per una drastica riduzione della tanto attesa misura, che ha stravolto le versioni del decreto Sostegni girate nelle scorse settimane, gettando nello sconforto più totale piccoli imprenditori e contribuenti già sull’orlo del baratro. Sembrerebbe che il tutto sia stato fatto soltanto per alleggerire il lavoro degli agenti della riscossione e per procedere a snellire il magazzino dei crediti dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, con le 16 milioni di cartelle che verranno stralciate e che per gran parte sono intestate a soggetti falliti, deceduti, imprese cessate o nullatenenti e quindi crediti difficilmente recuperabili. Su una cosa convengo con il Premier Draghi, su quanto ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del decreto sostegni ed in particolare sull’affermazione “lo Stato non ha funzionato”. Ma il problema è che così facendo lo Stato continua a non funzionare.

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