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01/08/2021
Editoriale

Editoriale n°8 – Luglio 2021

Lo scorso 28 giugno tutta l’Italia è entrata ufficialmente in zona bianca, colore che indica che il nostro Paese è nella fascia considerata a minor rischio. Le notizie che con insistenza si susseguivano, unitamente ai “bollettini covid” che oramai da tanti mesi impazzano nelle innumerevoli chat whatsapp, da cui nessuno ahimè è immune, hanno trovato conferma con l’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza. Ma cosa cambia realmente? E’ come tanti ritengono un liberi tutti, un po’ come venne interpretata la fine dei lockdown con l’inizio dell’estate 2020? Un liberi tutti però che aveva portato ad un tragico nuovo capitolo della pandemia dopo la stagione estiva, portando con sé dolore, morte e insostenibile crisi economica.
Con la pandemia ci siamo abituati a familiarizzare con termini a noi fino a quel momento completamente sconosciuti. L’Immunità di gregge pensavamo fosse qualcosa legata esclusivamente agli ovini, e che non potesse essere riferita alle persone. Quella immunità di gregge che sappiamo oramai dover raggiungere per potere realmente ritenere meno rischioso il famigerato Covid-19, immunità dalla quale siamo però ancora molto lontani se pensiamo che è stata vaccinata poco più del 31% della popolazione italiana. E qui non possiamo che soffermarci sulla questione vaccini, la vera grande incognita se pensiamo che non hanno ancora avuto alcuna dose di vaccino quasi 2,7 milioni di over 60, e se valutiamo il tragicomico balletto della validità del vaccino astrazeneca e su a chi fosse meglio somministrarlo. Con queste premesse l’unica certezza è che dobbiamo mantenere attenzione e prudenza, pur riprendendoci la nostra libertà individuale che può trovare limite solo laddove possa diventare oggettivamente pericolosa per gli altri. Crollano quindi quasi tutte le restrizioni con le quali abbiamo convissuto nell’ultimo periodo, viene abolito il coprifuoco e siamo liberi di muoverci tranquillamente anche senza mascherine protettive all’aperto, mentre al chiuso rimangono obbligatorie. Si torna con più serenità nei bar e ristoranti, anche se all’aperto rimane l’obbligo del rispetto di un metro di distanza tra i tavoli ed al chiuso, tranne che nel caso di conviventi e familiari, allo stesso tavolo potranno sedere al massimo sei persone. Riaprono centri benessere, parchi a tema, centri sociali e culturali, ma soprattutto, dimostrando di essere in possesso di certificazione verde, via libera a nozze, battesimi e feste private. Avrà ragione il governatore della Campania Vincenzo De Luca che ha firmato un’ordinanza per mantenere l’obbligo di protezione (nei soli luoghi a rischio assembramenti), vietando anche la vendita di bevande alcoliche da asporto dopo le 22, o gli italiani sono responsabili e sanno da soli capire che mantenere la distanza interpersonale, evitare assembramenti e seguire regole di buonsenso igienico sono la via maestra da seguire? Difficile pensare che quanto accaduto possa essere facilmente rimosso dalle nostre menti, facile credere e sperare che la lezione sia servita e che non servano più coercizioni e limitazioni delle libertà individuali.

Massimo Maria Amorosini

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