Al CNEL la celebrazione di mezzo secolo di impegno per i quadri italiani
Cinquant’anni di storia, di rappresentanza e di battaglie per i diritti e il riconoscimento del ceto medio produttivo italiano. Si è svolta lo scorso 16 ottobre al CNEL, la “casa dei corpi intermedi”, la cerimonia per i 50 anni della CIU Unionquadri, organizzazione che dal 1975 tutela e valorizza la figura dei quadri e delle alte professionalità del lavoro.
L’evento, intitolato “Un viaggio attraverso le trasformazioni del mondo del lavoro”, ha ripercorso le tappe fondamentali di un percorso iniziato in un periodo di grandi mutamenti economici e sociali.
Come ha ricordato il presidente della CIU Unionquadri, Gabriella Ancora, “la nostra storia nasce quando il ceto medio dei lavoratori, di fronte a un egualitarismo crescente, trovò la forza di farsi sentire”.
Dalla marcia dei 40.000 alla legge sui quadri
Fu proprio nel contesto di quella spinta civile e produttiva che, nel 1980, la “marcia dei 40.000” a Torino segnò un punto di svolta nella rappresentanza del lavoro qualificato.
Cinque anni più tardi, con la Legge 190 del 1985, venne istituita la figura del quadro, riconoscendo ufficialmente il valore professionale e manageriale di migliaia di lavoratori che operavano a cavallo tra impiegati e dirigenti.
“Da allora – ha ricordato Ancora – il cammino è stato tortuoso ma ricco di conquiste. Oggi il nostro ruolo si evolve con i tempi, in un mondo del lavoro attraversato da transizioni epocali: digitale, ecologica e demografica”.
Le grandi transizioni e il nuovo ruolo del middle management
Le tre transizioni citate dal presidente CIU – digitale, ambientale e demografica – sono oggi le coordinate del cambiamento globale. Entro i prossimi dieci anni, oltre 6 milioni di occupati usciranno dal mercato del lavoro, mentre la popolazione in età lavorativa si ridurrà del 34% entro il 2060 (dati INAPP).
In questo scenario, i quadri e i middle manager rappresentano la cerniera strategica per accompagnare le imprese nella trasformazione.
Secondo le elaborazioni ISTAT 2024, in Italia sono 530.429 i quadri occupati nel settore privato e dei servizi alle imprese, di cui 180 mila donne (30,4%). Il 72% possiede un titolo universitario e la retribuzione media annua lorda si attesta sui 69.938 euro, con un incremento dell’11% nell’ultimo decennio.
Formazione e competenze: la sfida delle professioni STEM
Il mismatch tra domanda e offerta di competenze resta però una criticità. La carenza di laureati in discipline STEM (scientifiche e tecnologiche) limita la disponibilità di talenti qualificati per le imprese.
“È indispensabile – ha sottolineato Ancora – rafforzare l’istruzione tecnico-professionale e il collegamento tra ITS e sistema produttivo, come proposto dalla CIU Unionquadri durante l’incontro a Palazzo Chigi sulla nuova legge di bilancio”.
Il ministro Zangrillo ha annunciato in quell’occasione l’intenzione di rendere strutturali gli investimenti sugli ITS anche oltre la fase di finanziamento del PNRR.
Quadri 4.0: da esecutori a gestori del cambiamento
La figura del quadro è oggi chiamata a un salto di qualità. Non più semplice esecutore, ma gestore del cambiamento, interprete delle strategie aziendali e promotore dell’innovazione.
Nelle PMI, spesso assume anche funzioni di direzione, sicurezza, gestione sindacale e compliance normativa, diventando un vero “ponte con l’imprenditore”.
L’intelligenza artificiale e l’automazione, se ben governate, possono liberare tempo e risorse per attività a più alto valore aggiunto.
In questa direzione, la CIU Unionquadri è stata recentemente nominata nell’Osservatorio Nazionale sull’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, con l’obiettivo di definire strategie etiche e sostenibili per l’uso dell’IA e monitorarne gli impatti sulle professioni.
Innovazione e valori umani
“L’innovazione non è mai neutra – ha scritto il ministro del Lavoro Marina Calderone in un messaggio inviato alla Confederazione – tocca l’organizzazione del lavoro, la sicurezza, i tempi di vita e la formazione delle competenze”.
Un concetto che sintetizza la filosofia della CIU Unionquadri: restare fedeli alla propria missione di rappresentanza, ma con lo sguardo sempre rivolto al futuro.
“Abbiamo mantenuto la nostra anima – ha concluso Ancora – adeguando la nostra azione al nuovo che emerge, continuando a dare voce a quel ceto medio professionale che è da sempre la spina dorsale del Paese”.
