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18/05/2021
Lavoro e Previdenza

Istituzione Assegno Unico Universale, Approvata la Legge Delega

La data prevista per l’avvio dell’assegno è il 1° luglio, anche se il governo ha12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge per emanare i necessari decreti legislativi: una sfida!
Una considerazione preliminare: i problemi dell’Italia in merito all’invecchiamento della popolazione sono noti da tempo (il tasso di fertilità è ben al di sotto della media europea: 1,2 figli contro 1,55; terzultimo posto fra i Paesi UE). È dalla crisi del 2008 che siamo i recordmen europei della “denatalità” e quindi ogni intervento per invertire il calo demografico è benvenuto. Sarà sufficiente a porre un freno all’impoverimento demografico?
La legge prevede (art. 2, c. 1, lett. h) il graduale superamento o soppressione di diverse misure a sostegno della genitorialità attualmente vigenti quali l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, assegno di natalità, premio alla nascita, fondo di sostegno alla natalità, assegno per il nucleo familiare e assegni familiari, detrazioni fiscali (art. 12, commi 1, lettera c), e 1-bis, del TUIR).
L’assegno universale sarà riconosciuto mensilmente a tutti coloro che sono soggetti al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia, siano essi lavoratori autonomi o dipendenti, capienti o incapienti. Determinerà sicuramente un vantaggio per le famiglie dei lavoratori autonomi (attivi e pensionati che oggi non rientrano nella disciplina degli ANF, più favorevole di quella degli assegni familiari) e per coloro che non raggiungono la soglia per la capienza delle detrazioni fiscali. Vedremo come il governo lo tradurrà nella realtà.
Si tratta di una quota media mensile fino a 250 euro che verrà data:
– per ogni figlio nascituro a decorrere dal settimo mese di gravidanza. Per i figli successivi al secondo, l’importo dell’assegno è maggiorato;
– per ciascun figlio minorenne a carico;
– per ciascun figlio maggiorenne a carico e fino al compimento del 21° anno di età, con possibilità di corresponsione dell’importo direttamente al figlio, su sua richiesta, al fine di favorirne l’autonomia purché (si tratta di condizioni alternative) frequenti un percorso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea; svolga un tirocinio ovvero un’attività lavorativa limitata, con reddito complessivo inferiore a un determinato importo annuale; sia registrato come soggetto disoccupato e in cerca di lavoro presso un centro per l’impiego o un’agenzia per il lavoro, svolga il servizio civile universale;
– per ciascun figlio disabile anche dopo il compimento del ventunesimo anno di età, qualora risulti ancora a carico;
– per le madri di età inferiore a 21 anni l’importo è maggiorato.
L’assegno è riconosciuto ad entrambi i genitori, tra i quali viene ripartito in egual misura. In loro assenza, spetta a chi esercita la responsabilità genitoriale.
I genitori (o gli altri richiedenti) devono essere possedere cumulativamente i seguenti requisiti:
– avere la cittadinanza italiana o essere cittadini comunitari, o un suo familiare, con diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente, o essere cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca, di durata almeno annuale;
– essere soggetti al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
– essere residenti e domiciliati, con i figli a carico, in Italia per l’intera durata del beneficio;
– essere stato o essere residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, o essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, o a tempo determinato di durata almeno biennale.
Il beneficio è modulato sulla base della condizione economica del nucleo familiare, individuata attraverso l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) o sue componenti ma dovrà essere coordinato con altri strumenti a contrasto delle situazioni di marginalità sociale. Nella delega è scritto che sarà pienamente compatibile con il reddito di cittadinanza (e corrisposto congiuntamente ad esso con le modalità di erogazione del reddito di cittadinanza) e con la fruizione di eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali.

Antonio Chiaraluce

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