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25/10/2021
Lavoro e Previdenza Primo Piano

LAVORO E POLITICHE ATTIVE. Cinque percorsi per ricollocare chi perde il posto di lavoro

Settembre dovrebbe rappresentare un mese cruciale per il rilancio delle politiche attive attraverso la dote europea con cui sta lavornado il Ministro Orlando.
Con un finanziamento complessivo di 4,9 miliardi, arriva “Gol” Garanzia per l’occupabilità dei lavoratori: si tratta del maxi piano del governo su cui il Ministero del lavoro sta lavorando al fine di sviluppare interventi di formazione e politiche attive finalizzate a garantire la riqualificazione e il re-inserimento dei soggetti che perdono o perderanno lavoro
Il fondo è destinato, per almeno il 75% a donne, disoccupati di lunga durata, persone con disabilità, giovani under 30, lavoratori over 55.
Inoltre, almeno 800 mila beneficiari dovranno essere impegnati in attività di formazione, di cui almeno 300 mila in percorsi di rafforzamento delle proprie competenze digitali.
Ma vediamo nel dettaglio come funzionerà il programma.
Potranno beneficiare di GOL i lavoratori in Cig, ma anche i beneficiari di Naspi e Dis-coll, del Reddito di cittadinanza, i lavoratori fragili o vulnerabili – come Neet, disabili, donne in condizioni di svantaggio, over 55 -, i disoccupati senza sostegno al reddito, e i cosiddetti ‘working poor’ cioè coloro che, pur lavorando, versano in condizione di precarietà e non dispongono di salari dignitosi.
Il commissario straordinario di Anpal, Salvatore Tangorra ha parlato di una vera e propria “minirivoluzione” delle politiche attive: secondo il commissario esso non rappresenterà un mero passaggio burocratico, ma consisterà nell’attivazione di percorsi mirati rispetto alle caratteristiche dell’utenza e finalizzato a migliorare le chances di occupabilità, soprattutto di chi è più in difficoltà
Nella sostanza il programma prevede cinque percorsi per garantire occupazione:

1. Reinserimento:
è il primo percorso previsto dal programma ed è rivolto a coloro che sono più vicini al lavoro e più facilmente occupabili. Si tratta infatti di prendere in carico lavoratori per i quali, sulla base delle caratteristiche osservabili, la probabilità di rimanere disoccupati per lungo tempo non è eccessiva e le competenze possedute possono essere spendibili sul mercato;

2. Aggiornamento o “upskilling”:
è il secondo percorso su cui Anpal e Ministero del lavoro stanno lavorando. Esso prevede interventi formativi di breve durata e dal contenuto professionalizzante, richiedendosi un’attività meno intensa per il necessario adeguamento delle competenze dei lavoratori coinvolti;

3. Riqualificazione o “reskilling”:
è il terzo percorso per i gruppi di lavoratori più distanti dal mercato del lavoro in cui è contemplata una robusta attività di formazione per avvicinare la persona in cerca di occupazione ai profilli richiesti dal mercato.
Qui la formazione professionalizzante è caratterizzata da un innalzamento dei livelli di qualificazione/Eqf rispetto al livello di istruzione

4. Lavoro e inclusione:
nel caso di bisogni complessi, deve essere attivata la rete di servizi territoriali come già avviene per il reddito di cittadinanza.
Per questo quarto gruppo di lavoratori, si tratta di attivare un percorso di “lavoro ed inclusione” dove sarà centrale la collaborazione con i servizi del territorio, quelli educativi, sociali, sanitari, di conciliazione. L’equipe multidisciplinare può essere anche attivata dai Centri per l’Impiego.

5. Ricollocazione collettiva:
quinto percorso destinato a rivolgersi a realtà che affrontano crisi aziendali. Il percorso guarderà a situazioni in cui è opportuno valutare i profili di occupabilità non per singoli ma per gruppi di lavoratori.

E’ il caso di situazioni di crisi aziendali che coinvolgono lavoratori ancora formalmente occupati, ma potenzialmente in transizione.
Alla luce della riforma degli ammortizzatori sociali andranno previsti specifici percorsi di politica attiva.
Insomma “personalizzazione” rappresenta la chiave di volta per garantire il successo di questa operazione su scala nazionale.

Bisognerà verificara la capacità delle strutture preposte ad erogare i percorsi se saranno abili a tradurre il programma, concettualmente valido, in interventi in grado di impattare positivamente sul territorio e sui lavoratori.

Virgilio Pagliaro

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