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22 Aprile 2026
Oltre il carcere: Formazione e Lavoro per ricominciare
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Oltre il carcere: Formazione e Lavoro per ricominciare

In Italia sono oltre 55mila le persone detenute. Hanno un’età media intorno ai 40 anni, sono per lo più uomini e in un caso su tre cittadini stranieri.

Tra loro, i giovani tra i 18 e i 29 anni rappresentano una quota compresa fra il 10 e il 12%: spesso arrivano da percorsi scolastici interrotti e da esperienze lavorative fragili o discontinue.

Nel Lazio le persone detenute sono quasi 6.500. Dietro questi numeri ci sono storie segnate da fragilità sociali, familiari ed economiche, che rendono il reinserimento una sfida difficile, ma decisiva.
Per questo il reinserimento non può essere pensato come qualcosa che comincia soltanto “dopo”.

Il reinserimento sociale parte all’interno del carcere

Il ritorno alla vita sociale e lavorativa si costruisce già durante la detenzione, attraverso orientamento, bilancio delle competenze, formazione e accompagnamento al lavoro. È qui che si misura la capacità di una società di non fermarsi alla pena, ma di offrire una possibilità reale di ricominciare.

Entrare o rientrare nel mercato del lavoro, per chi ha vissuto l’esperienza del carcere, non significa solo acquisire competenze tecniche. Significa recuperare fiducia, autonomia, motivazione.

Significa, soprattutto, tornare a immaginare un progetto di vita possibile.

Lavoro e riduzione della recidiva: un investimento per la collettività

Non a caso, molti studi confermano che l’accesso al lavoro riduce in modo significativo il rischio di recidiva. Investire nell’inclusione socio-lavorativa delle persone detenute non è dunque soltanto un gesto di attenzione verso i singoli, ma una scelta di responsabilità collettiva.

L’impegno della Regione Lazio: il bando PR FSE Plus 2021-2027

In questa prospettiva si colloca l’Avviso pubblico della Regione Lazio per la progettazione esecutiva di interventi formativi destinati a promuovere l’inclusione socio-lavorativa delle persone detenute, finanziato grazie alle risorse del PR FSE Plus 2021–2027, Priorità 3 “Inclusione sociale”.

Le risorse stanziate per questo bando ammontano complessivamente a un milione di euro e sostengono percorsi personalizzati di orientamento, formazione e inserimento lavorativo.

L’obiettivo è costruire risposte differenziate, capaci di tenere conto delle condizioni e dei bisogni delle persone, sia in esecuzione intramuraria sia in esecuzione penale esterna o a fine pena.

Progetto IntegRA: inclusione attiva e formazione a Viterbo

Nel Lazio i progetti approvati sono quattro. Tra questi c’è anche IntegRAInterventi formativi e di Rete per l’Inclusione Attiva, promosso e realizzato da CREDICI, Agenzia per il Lavoro ed ente di formazione da tempo impegnato nell’inclusione socio-lavorativa di persone in condizioni di fragilità.

Il progetto nasce in sinergia con l’Istituto Penitenziario di Viterbo “Nicandro Izzo” e coinvolgerà 30 persone: 15 detenuti a fine pena, entro i successivi 12 mesi, e 15 persone in esecuzione penale esterna.

L’obiettivo è accompagnarle in un percorso concreto di reinserimento sociale e lavorativo, costruito in modo personalizzato.

Costruire una rete territoriale per l’occupazione

Uno degli elementi più significativi dell’iniziativa è il lavoro di rete. Accanto all’Istituto penitenziario partecipano il Tribunale di Viterbo e altri soggetti pubblici e privati riuniti in un Comitato tecnico-scientifico.

È un passaggio fondamentale, perché il reinserimento non si improvvisa e non può essere affidato a un solo attore: richiede coordinamento, ascolto dei bisogni, conoscenza del territorio e capacità di creare opportunità reali.

Selezioni e orientamento: valorizzare la motivazione personale

Anche la selezione dei partecipanti avviene con questa attenzione: test di cultura generale e colloqui motivazionali, svolti in collaborazione con l’Istituto penitenziario, per garantire trasparenza e valorizzare la disponibilità personale a mettersi in gioco.

Il percorso formativo: dalla qualifica di Operatore di Magazzino al counselling

Il progetto dura 12 mesi e non si esaurisce nella sola formazione professionale. Comprende orientamento, bilancio delle competenze, tutoring specialistico e accompagnamento al lavoro.

Il cuore dell’intervento formativo è il corso finalizzato alla qualifica di Operatore di magazzino merci, con 440 ore complessive di formazione teorica e pratica, integrate da moduli sulla sicurezza sul lavoro, sulla comunicazione e sulla lingua inglese. A questo si aggiunge un percorso di counselling giuridico sui temi del diritto civile, penale e del lavoro.

Obiettivi e risultati: restituire dignità attraverso il lavoro

Gli obiettivi sono chiari: rafforzare competenze e autonomia, ampliare le opportunità occupazionali, ridurre il rischio di recidiva e promuovere un’inclusione sociale fondata sul lavoro e sulla dignità della persona.

I risultati attesi riguardano l’aumento dell’occupabilità e la creazione di opportunità concrete di inserimento lavorativo.

Ma il traguardo più profondo è forse un altro: costruire percorsi di inclusione autentica, capaci di incidere davvero sulla vita delle persone e sulla sicurezza della comunità.

Andare oltre il carcere significa, in fondo, questo: credere che il cambiamento sia possibile. Significa offrire strumenti, non illusioni; occasioni, non etichette. Significa restituire dignità, responsabilità e futuro.

Antonella Pagliuca

Responsabile Nazionale Formazione CREDICI

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