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01/08/2021
Lavoro e Previdenza

PNRR e Politiche Attive: tra opportunità e rischi

Sono innumerevoli le domande che ci si pongono in merito al futuro del mercato del lavoro. Quali saranno gli strumenti che l’Unione Europea metterà a disposizione per far fronte al periodo emergenziale che gli Stati Membri dovranno affrontare?

Di certo c’è consapevolezza che il mercato del lavoro ed il sistema sul quale esso poggia vanno rapidamente ripensati e ridisegnati.
Al momento il mercato ha assunto una dimensione alquanto statica, causa degli innumerevoli interventi supportivi e contenitivi da parte dello Stato (vedi CIG/FIS e blocco dei licenziamenti).
L’Italia è, per ragioni politico/istituzionale, l’unica nazione degli Stati Membri ad aver permesso l’estensione del blocco dei licenziamenti, ritardando così il fenomeno di massa a cui assisteremo nei prossimi mesi.
Di soluzioni con effetto immediato non ne esistono, tuttavia esistono azioni di sistema, concrete e durature nel tempo volte a potenziare il sistema lavoro italiano il quale ha il fondamentale compito di gestire le finanze che, attraverso il recovery plan, arriveranno sull’impoortante capitolo connesso al lavoro ed alla riqualificazione del personale.
Parliamo di 4,4 milidardi di euro.
Le risorse avranno un impatto notevole sul nostro sistema e non è affatto scontato che esso sia pronto a metabolizzarle e a trasformarle in servizi per il cittadino, lin economia reale, in occupazione.
Questo scenario, inoltre, deve fare i conti con un quadro normativo abbastanza rigido, che limita l’occupazione a tempo determinato, e che quindi impedisce agli imprenditori di usare gli strumenti contrattuali meno stabili da un lato, ma al tempo stesso necessari in questo momento storico/economico così incerto.
Parliamo nello specifico del decreto dignità.
Ed il ruolo delle Politiche Attive al lavoro quale sarà?
Al fine di superare gli antichi contrasti interni tra Presidenza e Direzione Generale, Anpal è oggetto di ri-organizzazione totale.
Il ministro Orlando ha deciso di rimuovere definitivamente il ruolo del Presidente di Anpal e di attribuire pieni poteri alla direzione generale che risponderà direttamente al ministero del lavoro.
E’ fatto comune e ormai condiviso che l’Italia è in netto ritardo sulla gestione delle politiche attive e sul coordinamento dei servizi per il lavoro pubblico/privato.
Le Politiche Attive del lavoro rappresentano una reale azione di sistema, un possibile correttivo il cui scopo è quello di offrire uno strumento concreto a chi cerca lavoro e alle Aziende che il più delle volte evitano di assumere personale a causa dell’eccessiva pressione contributiva legata al costo lavoro dello stesso.
Nel PNRR sono comtemplati una serie di interventi la cui finalità è proprio quella di supportare i cosiddetti jobseeker da un lato e le aziende dall’altro.
Inoltre pare sia stata considerata anche una riorganizzazione dei servizi: la presa in carico dei disoccupati di politiche attive avrà come finalità l’attivazione di servizi finalizzati alla costruzione di competenze e di percorsi di accompagnamento al lavoro.
In questo scenario, un ruolo fondamentale sarà ricoperto dai centri per l’impiego e dalle agenzie per il lavoro accreditate, le quali avranno il duro compito di affiancare il sistema pubblico in questo momento così delicato.
La cooperazione tra pubblico e privato, oltre che tra Ministero del Lavoro e le Regioni è indispensabile; in assenza di essa non basteranno tutte le economie messe a disposizione ad evitare una crisi occupazionale senza precedenti.

Virgilio Pagliaro

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