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19/07/2024
Lavoro e Previdenza

Sicurezza sul lavoro, la necessità di un intervento integrato e della formazione

“Basta morti sul lavoro!” è l’appello di Papa Francesco, durante l’Omelia della messa di Natale, per rimarcare l’importanza di contrastare questa grave piaga nazionale con il costante impegno e la determinazione da parte di tutti.

Oggi più che mai garantire la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori rappresenta non solo un obbligo giuridico, ma un dovere morale e civile inderogabile, perché si parla di persone e il diritto alla salute è un principio morale imprescindibile sancito a livello costituzionale.
Purtroppo, malgrado i miglioramenti fatti in tema di salute e sicurezza sul lavoro, in Italia si continua a morire e i recenti dati Inail sugli incidenti sul lavoro confermano la tragica media degli ultimi anni.
Come sappiamo, in svariati casi gli incidenti sul lavoro sono imputabili a mancanze (e a volte anche omissioni) dell’azienda, in altri dipendono dalla disattenzione e – forse – scarsa valutazione dei rischi da parte dei lavoratori e delle lavoratrici che si lasciano prendere la mano dall’abitudine di compiere certe azioni sottovalutandone la pericolosità.
A ciò si aggiunge:
• la distrazione umana. Spesso gli incidenti sul lavoro sono dovuti a errori umani difficilmente controllabili, in particolare nel settore manifatturiero, nel settore edilizio, nel settore metallurgico e nel chimico;
• la mancanza di informazione e formazione. Nonostante la formazione costituisca un aspetto critico, non tutte le aziende avviano processi formativi. Infatti solo poco più della metà delle imprese avvia attività di formazione e, in particolare, le imprese di grandi dimensioni e quelle del settore edilizio. Invece, le micro e piccole aziende sono quelle che avviano un numero minore di attività formative e risultano quelle più resistenti all’implementazione della formazione in azienda. Questo dato relativo alle piccole aziende spiega anche il numero maggiore di infortuni proprio in questo tipo di realtà.

Legge di Bilancio 2022: le novità in materia di sicurezza sul lavoro
Rilevanti sono le misure per la sicurezza sui luoghi di lavoro inserite nella nuova Legge di Bilancio:
– “è stato ampliato il sistema di controllo, con l’estensione delle competenze dell’Ispettorato del lavoro dai cantieri edili, di cui già si occupava, a tutti i settori. E’ stato conferito all’Ispettorato nazionale del lavoro lo stesso perimetro di competenze che spetta ai servizi ispettivi delle ASL in materia di vigilanza sulla salute e sulla sicurezza, alle quali, però, nulla è stato sottratto;
– sono potenziati degli organici, con l’assunzione di circa 2000 nuovi ispettori;
– è stato rivitalizzato lo strumento della sospensione dell’attività imprenditoriale per motivi di salute e sicurezza sul lavoro, che si aggiunge allo strumento esistente della prescrizione. Con la recente conversione è stata anche prevista, ai fini della sospensione per lavoro irregolare, l’ipotesi di personale occupato come lavoratori autonomi occasionali, in assenza delle condizioni richieste dalla normativa.
In tema di contestuale verifica della regolarità dei rapporti di lavoro, il decreto-legge ha previsto, da un lato, il rafforzamento dell’attività di coordinamento e ispettiva, avendo come obiettivo quello di prevenire le situazioni di illegalità e di pericolo e, dall’altro, l’inasprimento delle sanzioni nei confronti delle imprese inadempienti, sia di quelle che non abbiamo posto in essere le misure preventive previste dal decreto legislativo n. 81 del 2008 sia di quelle presso le quali si riscontrano dei lavoratori in nero.
Altro fondamentale intervento contenuto nel decreto riguarda la qualità degli interventi ispettivi. Attraverso l’attivazione, finalmente dopo oltre 13 anni dal Testo Unico n. 81 del 2008, del Sistema informativo nazionale per la prevenzione (SINP), si realizza uno scambio di informazioni tra INAIL, Ispettorato del lavoro, INPS e ASL in tempo reale. Un’apposita sezione del Sistema informativo sarà dedicata alle sanzioni irrogate nell’ambito della vigilanza, con il fine di ricostruire la storia e l’evoluzione, sotto il profilo della sicurezza, delle imprese sottoposte a verifiche”.

La formazione: uno strumento necessario per sostenere e rafforzare i comportamenti sicuri
I controlli e le sanzioni in caso di inadempienze possono essere uno strumento, ma probabilmente non sono sufficienti a garantire il rispetto delle norme di sicurezza. La formazione può essere quindi uno strumento per sostenere e rafforzare i comportamenti sicuri. Soprattutto se si considera che la percezione del rischio da parte dei lavoratori spesso non è adeguata.
Un’efficace attività di formazione e informazione di ogni lavoratrice e lavoratore sui rischi connessi alle mansioni da svolgere e sul corretto comportamento da tenere per svolgere la propria attività può fornire un valido contributo preventivo ed essere uno strumento per sostenere e rafforzare i comportamenti sicuri.
AMILI, Ente di formazione accreditato dalla Regione Campania, è impegnato – in sinergia con l’Agenzia per il lavoro CREDICI – su questo delicato e importante tema grazie a un team di docenti altamente qualificati composto esclusivamente da professionisti con competenze multi-disciplinari acquisite sul campo.
Come Ente di Formazione Accreditato, AMILI offre percorsi formativi di tipo aziendale e interaziendale con modalità tradizionale in aula, e-learning, e “blended” ovvero mista, utilizzando un catalogo corsi specialistico o creando appositamente percorsi su misura.
AMILI, inoltre, garantisce a ogni azienda una consulenza gratuita e la gestione della formazione finanziata dai Fondi interprofessionali e bandi regionali, dalla fase di individuazione del bando e progettazione del piano formativo, all’erogazione della docenza fino alla rendicontazione finale.
AMILI ha ideato un percorso metodologico che si propone di verificare in ogni progetto quanto l’iniziativa formativa sia stata efficace per lo sviluppo e il miglioramento delle competenze dei lavoratori e lavoratrici in termini di apprendimento, variazione positiva dei comportamenti e miglioramento del livello di performance dell’organizzazione aziendale raggiunto grazie all’intervento formativo realizzato.
Nelle imprese più sensibili e innovative è ormai assodato che una corretta gestione della sicurezza e tutela dei dipendenti può portare a un miglioramento dell’efficienza complessiva dell’azienda, con la riduzione del rischio di incidenti e di malattie professionali, con conseguenti risparmi economici. Un’azienda più sicura ha inoltre ricadute certamente positive sui propri dipendenti che influiscono sul miglioramento della produttività. Del resto nei luoghi di lavoro sani e sicuri il personale è più motivato e lavora con maggior impegno.

Antonella Pagliuca

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