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24/07/2024
Primo Piano

Nel business della robotica

Il visionario imprenditore Elon Musk in occasione dell’evento Tesla AI Day, dedicato all’intelligenza artificiale ha presentato il suo nuovo ambizioso progetto: un automa umanoide chiamato Tesla Bot.
Dal punto di vista tecnico, il prototipo presentato mediante un video esplicativo, ha sembianze umane, è alto circa 175 centimetri per un peso di 56 chili, è in grado di trasportare un carico di 20 chili ed ha una velocità di camminata massima di 8 chilometri all’ora (corrispondente all’andamento di una persona).
Il corpo sarà costituito da giunzioni mobili e verrà mobilitato da 40 attuatori elettromeccanici di cui 36 saranno collocati equamente nelle gambe, nelle mani e nelle braccia, i restanti, due nel collo e due nel torso.
Tesla Bot sarà basato sul supercomputer Dojo che viene utilizzato per addestrare le auto Tesla a guidare in modo autonomo sulle strade.
Sul capo, sarà presente un grande schermo per far visualizzare le informazioni dall’utilizzatore.
Nella zona dello schermo verranno integrate delle telecamere utilizzate nel sistema di visione, nella zona del torso verrà invece installato il computer FSD, cioè il computer per la guida autonoma completa (Full Self Driving). Per la scheda madre, il cuore del Tesla Bot, l’hardware sarà nel petto.
Affinché il robot si possa muovere agilmente e possa replicare movimenti umani, ci saranno sensori per l’equilibrio, per rilevare ostacoli, persone, animali o qualsiasi oggetto.
Le applicazioni che Musk immagina per il Tesla Bot vanno ben oltre i task lavorativi.
L’obiettivo dichiarato è quello di mettere a disposizione un robot in grado di sostituire gli operatori nell’esecuzione di compiti pericolosi, come ad esempio in ambienti industriali con elementi tossici e nocivi, compiti ripetitivi come per le catene di montaggio ad alta produttività o più semplicemente compiti noiosi.
Un robot progettato per affiancare l’uomo e aiutarlo nei lavori più gravosi, ma l’obbiettivo di Musk non è quello di sostituire l’uomo da ogni mansione, piuttosto agevolare la vita umana, evitando situazioni di pericolo, guadagnando tempo prezioso e delegando compiti quotidiani come ad esempio la spesa, la fila alle poste o il ritiro degli acquisti.
Un umanoide da affiancare non solo allo stress e al pericolo del lavoro, ma che potrà fornire assistenza h24 e “accudire” persone in difficoltà.
Si prospetta un robot che possa assistere gli umani in operazioni di salvataggio ed emergenze, in caso di disastri ambientali oppure crolli di edifici.
Possiamo immaginare quanto in un periodo di pandemia, dove il contatto umano è stato il nostro peggior nemico, avrebbe fatto comodo un Tesla Bot in grado di svolgere tutte le commissioni necessarie e inderogabili; di potersi avvicinare a pazienti malati senza contrarre alcun virus e comunicare in maniera tempestiva informazioni senza correre rischi.
Il robot sarà sviluppato affinché possa comprendere un linguaggio naturale, diventando più autonomo possibile, senza che debbano essere impartite troppe istruzioni.
Il traguardo da raggiungere è proprio questo: addestrare l’intelligenza artificiale a riconoscere l’ambiente circostante utilizzando il feedback delle telecamere, permettendo al sistema Autopilot di prendere decisioni in tempo reale.
Secondo le previsioni di Musk, il prototipo del Tesla Bot dovrebbe essere pronto il prossimo anno, non ci resta che attendere il suo prossimo passo!

Maura Malato

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