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25/02/2024
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Scuola Lavoro Scuola: La circolarità dell’apprendimento per una economia basata su conoscenze e competenze

Insegnare ad immaginare il futuro. Come farlo? Con le discipline e i contenuti? Anche, certamente. Ma se la scuola rimane ancorata ai contenuti e non esce in campo per sperimentare nuovi processi metodologici, in stretto collegamento con il contesto economico e sociale il rischio di fallire è fondato. La qualità della vita democratica scaturisce innanzi tutto dalla capacità di porre e porsi domande buone, dalla capacità di dubitare. Questo vale per chi detiene il potere quanto per chi, come il “semplice” cittadino, questo potere non ce l’ha. I cittadini hanno però un diritto che li distingue dai sudditi: il potere di critica, di mettere in dubbio, della sorveglianza, della possibilità di scelta, si spera consapevole. Occorre, per poterne usufruire utilmente, saper ricercare una adeguata informazione e con essa costruire una cassetta degli attrezzi ma, prioritariamente, acquisire le necessarie conoscenze e competenze per saperla usare. La Scuola può implementare le giovani menti con questi strumenti, senza dare un decalogo, un elenco di cose da fare o dire, mettendo invece in luce il valore aggiunto educativo, variabili come la qualità del curriculum e l’efficacia dei processi didattici, metodologici e di supporto, il coinvolgimento delle famiglie e della comunità, lo sviluppo professionale delle risorse umane e la motivazione dei docenti, l’esistenza all’interno della scuola di condizioni di sviluppo organizzativo, quali il lavoro di gruppo, la leadership distribuita, la propensione al miglioramento continuo.

Nascono così protocolli di collaborazione, con CREIS Aps e con il CNR da ormai un triennio, con il Politecnico di Torino da quest’anno scolastico, un fil rouge per un percorso che l’Istituto Artom di Asti porta avanti in sinergia con il territorio volto ad offrire a studenti e studentesse un orientamento post diploma che possa fornire loro chiavi di lettura e di comprensione che aprano le porte del loro futuro. Come? Con iniziative di confronto come il Convegno-tavola rotonda, organizzato dall’ Istituto Tecnico Industriale A. Artom di Asti, in collaborazione con CREIS Aps, di cui è sede regionale, che ha messo insieme le diverse sfaccettature: la Regione Piemonte per gli ITS, il Rettore del Politecnico di Torino per il percorso universitario che maggiormente coinvolge i diplomati dell’istituto tecnico, CEO e AD di Spa e Srl del territorio, Consulenti del lavoro e Agenzie per l’impiego. Una sintesi dei lavori può essere utile esempio di buona pratica. Il convegno dal titolo “Scuola Lavoro Scuola: la circolarità dell’apprendimento. Per una Economia basata su Conoscenze e Competenze”, moderato dal giornalista Fulvio Lavina, ha voluto proporre, come ha illustrato il Dirigente Scolastico Franco Calcagno, un percorso di orientamento, per gli studenti maturandi, partendo dalla constatazione che lo stereotipo “Liceo prepara per l’Università, Istituto Tecnico al mondo del lavoro, Istituto professionale e formazione professionale al settore lavorativo per chi non ha voglia di studiare”, è superato da tempo. “Una moderna concezione della professionalità richiede, oltre al possesso delle competenze tecniche, competenze comunicative, relazionali e la capacità di saper collegare la cultura tecnica alle altre culture, saper riflettere sulla natura del proprio lavoro, saper valutare il valore e le conseguenze dell’uso delle tecnologie nella società” spiega Calcagno. “l’Artom, cosi conosciuto nella provincia da migliaia di studenti e famiglie, ha formato altrettanti tecnici che nei decenni hanno lavorato nelle aziende del territorio e favorito il loro sviluppo ed ora guida molti suoi studenti e studentesse ai test di accesso al Politecnico di Torino. Scuola tecnica, certamente, ma innovativa con nuove proposte e nuovi progetti. Abbiamo bisogno di formare tecnici e futuri professionisti senza dubbio preparati e competenti, ma non chiusi in un bozzolo di ingranaggi o di fili elettrici, davanti ad un monitor o intenti ad analizzare sostanze in laboratorio. Al contrario ci sforziamo di aiutarli a diventare uomini e donne completi, responsabili, nella pienezza della consapevolezza di vivere nel mondo”. Teresa Valentino, Settore Standard formativi e Orientamento professionale Direzione Istruzione, Formazione e Lavoro, Regione Piemonte, ha illustrato quanto messo in campo con i Programmi attuativi del PNRR, il sistema di orientamento permanente e il sistema di formazione professionale con particolare attenzione alla Formazione superiore (IFTS e ITS), il sistema Duale, le Academy di filiera. “Rispetto alle programmazioni negli anni precedenti con le risorse aggiuntive PNRR sul Duale è aumentato il numero di allievi coinvolti, favorendo così poli di transizione tra il mondo della scuola e il mondo del lavoro per consentire ai giovani, ancora inseriti in un percorso di diritto-dovere all’istruzione e formazione, di orientarsi nel mercato del lavoro acquisendo competenze spendibili e accorciando i tempi di passaggio tra l’esperienza forma va e quella professionale”. Le nove nuove Academy che saranno attivate nella Regione tra il 2023 e il 2026 si svilupperanno sui seguenti settori: Agrifood, Costruzioni, infrastrutture e manutenzione del territorio orientate alla sostenibilità, Sistemi della logistica, a valore aggiunto e per l’e-commerce, Turismo (servizi, ristorazione, ospitalità, artigianato), Commercio e artigianato di servizi, Tecnologie informatiche e digitali, Chimica, farmaceutica e biotech, Welfare, coesione e innovazione sociale. Atteso e coinvolgente l’intervento del Rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco: “Il mio lavoro in questi anni è stato quello di indirizzare il Politecnico ad uscire da quella torre eburnea costruita sin dalla sua costituzione nel lontano 1859. Io stesso, ingegnere chimico, nonostante le oltre quaranta offerte di lavoro ricevute appena laureato ho preferito restare nell’ambiente accademico. L’università produceva “semilavorati”, laureati con forti basi ma che non conoscevano la realtà del mondo lavorativo in cui erano poi chiamati a operare. Abbiamo modificato l’attività di ricerca rendendola interdisciplinare, perché oggigiorno lo sviluppo di nuove tecnologie dipende molto spesso dalla congiunzione di diversi saperi. Questo specialmente nel mondo digitale, che sta condizionando tanti modi di produrre, tante modalità di realizzare prodotti e di metterli in connessione. Abbiamo infine eccelso nella cosiddetta terza missione, ovvero quella nuova missione delle università che punta al trasferimento tecnologico, alla creazione di nuove imprese di proprietà intellettuale, ma anche alla condivisione di conoscenze con la società, perché i cittadini e le cittadine abbiano fiducia nel fatto che, grazie alla scienza e alla tecnologia, grazie ai centri di ricerca e alle università che si dedicano a supportare lo Stato e le imprese in questo momento di particolare intenso cambiamento dovuto anche alle tecnologie, si possano risolvere i problemi che assillano le persone, supportando i cambiamenti radicali nel mondo del lavoro”. Concetti che si ritrovano nel libro scritto a quattro mani, dal Rettore Guido Saracco e dal filosofo Maurizio Ferraris, Docente di Filosofia teoretica all’Università di Torino come si evince dall’abstract di presentazione del testo all’Ateneo torinese: “Quanto più la tecnologia e l’umanesimo sapranno interagire, tanto più l’umanità solcherà positivamente la strada del progresso. È questa l’idea che ispira questo libro, frutto della collaborazione tra un filosofo e un tecnologo. Entrambi, infatti, promuovono un giudizio positivo sulla tecnologia perché se è vero – seguendo l’etimo greco – che è insieme un veleno e un rimedio, è innegabile che la capacità tecnologica appartiene all’umanità sin dalle sue origini. E risiede in essa la capacità di conservare e moltiplicare il valore dei suoi beni materiali e culturali a beneficio delle generazioni future.” La ricercatrice Elena Belcore, del Dipartimento di Ingegneria dell’ambiente, ha illustrato a studenti e docenti il Protocollo di intesa sottoscritto tra il Politecnico e l’Istituto Artom: “Politecnico e Artom hanno interesse ad avviare una collaborazione per sostenere processi di sviluppo fondati sulla conoscenza e promuovere la disseminazione della cultura scientifica sul territorio, in particolare sulle tematiche della sostenibilità ambientale, agricoltura di precisione, cambiamento climatico e tecnologie innovative applicate ai processi produttivi, in quest’ottica collaboreranno sulla didattica per lo sviluppo e il supporto in particolare per la Laurea Magistrale Agritech Engineering, al fine di preparare studenti a una carriera di successo nell’agricoltura tecnologicamente avanzata.” Sottolinea il Dirigente Calcagno: “l’Istituto Artom ha come finalità la formazione di tecnici in grado di inserirsi facilmente in realtà produttive caratterizzate da rapida evoluzione, sia tecnologica che organizzativa, figure non limitate ai ruoli esecutivi, ma in grado di partecipare in modo autonomo e consapevole ai processi produttivi; dall’altro lato il processo formativo dell’intero quinquennio guarda alla prosecuzione degli studi a livello universitario soprattutto tecnico fornendo tutte le competenze che possono renderla agevole e ricca di soddisfazioni; dopo anni di collaborazione informale Politecnico e Artom hanno condiviso l’opportunità di instaurare rapporti di collaborazione istituzionale e scientifica per iniziative riguardanti attività di ricerca scientifica e di formazione nell’ambito di aree disciplinari connesse ai settori informatico, robotico, agricolo e chimico”. Il saper costruire un bilancio delle competenze che integri la descrizione contenuta nel tradizionale curriculum vitae con le proprie peculiarità nell’ambito della leadership, del problem solving, del lavoro di gruppo, del time management, del public speaking, della creatività, requisiti che vengono tenuti sempre in maggiore considerazione nella valutazione di un candidato oltre alle competenze specifiche relative ai corsi di studi frequentati deve prendere le mosse dal conoscere il mondo imprenditoriale, le richieste e le aspettative affinché il punto di equilibrio sia fonte di soddisfazione per entrambi gli attori. Il convegno, dunque, ha acquisito una veste seminariale passando il testimone alla realtà del mondo del lavoro per affrontare il tema “Scuola e impresa: aspettative e risposte” con interventi di Marmo CEO Marmoinox Srl, Lorenzo Rosselli AD Rubino & Galandrino Spa, Carlo Bosticco CEO Format Sr società benefit, Raffaella Baldi e Ilaria Bozzini Sinergy Spa e Alessandro Rota Porta Consulente del lavoro e Collaboratore “Il Sole 24 Ore“. Sintetizza bene quanto esposto da imprenditori e agenzie l’intervento di Alessandro Rota Porta: “Prendendo spunto dalla mia esperienza non ho ricette magiche da consigliarvi ma indubbiamente provate a seguire la vostra passione e soprattutto a metterci tanto impegno. A me piace l’alpinismo e vi suggerisco un libro scritto da un alpinista che si intitola “I sogni non sono in discesa”: occorre impegnarsi perché senza impegno, senza sacrificio non si va da nessuna parte, ma soprattutto imparate a essere molto chiari nei vostri obiettivi. Prendete un foglio, scrivete quali sono i vostri sogni, quali sono gli obiettivi. È una tecnica che sicuramente aiuta a riflettere, a lavorarci sopra nel tempo, ad aggiustarli ma a renderli soprattutto concreti e non semplici idee astratte. Uno stereotipo da demolire: molte volte si punta il dito addosso ai giovani dicendo che sono fannulloni, che non hanno voglia. Nel mio lavoro ho in staff con me delle persone giovani e posso dire esattamente il contrario: sono volenterosi, portano innovazione e danno quella ventata di nuovo che non fa mai male nelle aziende. Una seria autoanalisi dovrebbero farla tante aziende: quelle presenti oggi sono degli esempi per il nostro territorio e non solo, sono aziende virtuose e illuminate, ma la maggior parte delle imprese molte volte sono in difetto rispetto ai giovani. Perché? Perché lo stesso imprenditore, lo stesso datore di lavoro responsabile delle risorse umane dovrebbe formarsi rispetto ai cambiamenti che sono in atto rispetto a un mondo che è mutato, ha esigenze di persone che siano diverse, originali. Quindi punto fondamentale per l’avanzamento dell’economia è considerare queste esigenze per saper attrarre i talenti, riuscire a creare dei percorsi di carriera ben definiti in modo che i giovani possano essere motivati nel team building, fornire formazione continua”. Non ultime, in una scuola dove, per il primo anno, si è costituita una classe, nell’indirizzo chimico, in cui le studentesse superano di numero i compagni, le riflessioni sulle pari opportunità e sulla disparità di genere, fenomeno molto presente in Italia sia in termini retributivi e di carriera, che in termini di scelta del percorso di studi. Un tema che riguarda da vicino il settore delle scienze e delle tecnologie, in cui vi è tuttora una grave carenza di occupazione rispetto alla media europea, specialmente per le donne. Attività che promuovono la presenza femminile nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) sono già state messe in campo sia dal Politecnico, con il programma WeAreHERe, sia presso l’Istituto Artom con borse di studio rivolte proprio alle studentesse che affrontano questi indirizzi grazie al supporto di stakeholders locali e internazionali.

Prof.ssa Chiara Cerrato
Componente Direttivo APS CREIS ETS
Già Consigliera di parità Provincia di Asti
Componente Commissione Regionale Pari Opportunità Regione
Docente discipline giuridiche ed economiche, Referente Ed. civica e cittadinanza attiva, Staff Itis ARTOM Asti

 

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