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12/04/2021
Primo Piano

Serve ripensare il nostro Servizio Sanitario

In questi giorni le Commissioni parlamentari sono al lavoro sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che rappresenta una importante svolta per la sanità nei prossimi 30 anni. Ritengo che ci siano alcuni punti fondamentali da evidenziare e da migliorare.

La crisi sanitaria conseguente al diffondersi del Covid-19 ha messo in luce le carenze della medicina territoriale e dell’assistenza domiciliare.

Bisogna ripartire dal rafforzamento di entrambi, ripensando il ruolo delle strutture sanitarie locali, del medico generale e della medicina generale stessa.

La casa deve essere il primo luogo di diagnosi, cura e prevenzione, non un’alternativa al ricovero ospedaliero, ma un vero e proprio servizio di gestione del paziente cronico e/o non autosufficiente continuo per ogni aspetto necessario alla gestione e alla cura.

L’assistenza del malato deve essere messa in atto prioritariamente a casa, ove vi sia la disponibilità di familiari ed affini per i quali non vi siano controindicazioni della ASL, che assumerà la responsabilità del progetto domiciliare e formulerà di intesa con gli interessati un Protocollo di cura.

Le RSA devono essere parte integrante del Sistema Sanitario nazionale per la cura dei malati cronici.

Così anche gli ospedali di comunità devono essere rafforzati ed estesi.

Gli interventi e i ricoveri in tali strutture devono essere coordinate da centrali operative territoriali e devono essere istituite delle centrali territoriali per la povertà sanitaria nelle aree deprivate.

Infatti non è importante soltanto la guarigione dal paziente ma anche la cura della malattia cronica, soprattutto se associata a non autosufficienza. Spesso le dimissioni tempestive non permettono il pieno recupero del malato cronico che si dovrà, quindi, rivolgere ad altre strutture del SSN.

Si ritiene altresì cruciale investire sull’accesso alle cure in quei settori in grado di generare risparmi a lungo termine come le terapie avanzate che con una sola applicazione sono in grado di curare e trasformare in maniera significativa la storia clinica di un paziente con una sola applicazione.

Finalmente nel Piano di Ripresa viene in rilievo lo stretto connubio tra salute ed ambiente: la salute dei cittadini passa per la salute dell’ambiente perciò risulta necessario mitigare l’impatto dei fattori inquinanti ed istituire un Sistema Nazionale Prevenzione Salute Ambiente Clima (SNPSA) con conseguenti atti applicativi ed attuativi che consentano di gestire la tematica Salute Ambiente e Clima in sinergia con lo sviluppo economico e sociale del Paese e in piena integrazione con l’esistente Sistema Nazionale Protezione Ambientale (SNPA).

A tal fine si prevede di finanziare otto borse di studio universitarie in Salute Ambiente e Clima e di prevedere una specializzazione medica post -laurea in materia di medicina ambientale oltre che di istituire, all’interno dei dipartimenti di prevenzione, unità operative di medicina ambientale, costituite da medici specialisti che affrontino questioni trasversali di salute.

Un altro pilastro importante della ripresa è la digitalizzazione: bisogna istituire l’obbligatorietà per tutto il personale sanitario che opera all’interno del SSN di registrare e comunicare i dati sanitari su piattaforme digitali, anche attraverso l’assunzione di personale dedicato per sgravare da tali incombenze il personale sanitario a cui lasciare più tempo per l’assistenza.

Bisogna estendere il Fascicolo Sanitario Elettronico in tutto il territorio attivare e completare il percorso e-health.

Giuseppe Pisani
Senatore Movimento 5 Stelle

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