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13 Settembre 2026
Agricoltura

Olio extravergine, stretta sulle etichette: nuove regole per la miscelazione

Cambiano le regole per uno dei simboli della dieta mediterranea e del Made in Italy. Da oggi un prodotto potrà essere commercializzato e etichettato come “olio extra vergine di oliva” solo se ottenuto esclusivamente da olio di oliva di categoria superiore, senza miscelazioni con olio vergine.

Lollobrigida: “Più tutela per consumatori e produttori

È quanto prevede la nuova circolare del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf), firmata dai capi dipartimento competenti e pubblicata per fornire indicazioni operative agli operatori del settore. L’obiettivo è rafforzare la trasparenza delle etichette, garantire una corretta informazione ai consumatori e tutelare una delle produzioni più rappresentative dell’agroalimentare italiano.

Stop alla denominazione “extravergine” per gli oli miscelati

La principale novità riguarda la classificazione dei prodotti ottenuti dalla miscelazione degli oli. Secondo le nuove disposizioni, un olio ottenuto mescolando olio extra vergine di oliva e olio di oliva vergine non potrà più essere commercializzato con la denominazione di “olio extra vergine di oliva”, anche se la componente prevalente della miscela è costituita da olio extravergine. La denominazione sarà quindi riservata esclusivamente ai prodotti che rispettano integralmente i requisiti qualitativi previsti dalla normativa per questa categoria merceologica. La misura punta a evitare possibili equivoci sul mercato e a garantire che la dicitura riportata in etichetta corrisponda effettivamente alla qualità del prodotto contenuto nella bottiglia.

Più trasparenza per chi acquista

L’intervento del Ministero nasce dalla volontà di rendere le informazioni riportate sulle confezioni sempre più chiare e comprensibili. L’olio extravergine rappresenta uno degli alimenti più presenti sulle tavole degli italiani e costituisce un elemento centrale della dieta mediterranea. Per questo motivo, secondo il Masaf, è fondamentale che il consumatore possa distinguere con certezza un prodotto ottenuto esclusivamente da olive di categoria superiore da uno derivante dalla miscelazione di diverse categorie di olio. Una maggiore trasparenza dovrebbe inoltre rafforzare il rapporto di fiducia tra produttori e consumatori, valorizzando le aziende che investono nella qualità.

Lollobrigida: “Tuteliamo salute, agricoltori e Made in Italy

Commentando la pubblicazione della circolare, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida ha sottolineato il valore strategico del comparto olivicolo italiano. “L’olio è alla base della nostra dieta ed è usato quotidianamente da tutte le famiglie italiane. Per questo c’è bisogno di regole certe per chi produce e imbottiglia e di informazioni chiare per chi acquista e consuma“, ha dichiarato il ministro. Lollobrigida ha ricordato come l’olivicoltura rappresenti uno dei patrimoni agricoli del Paese, con oltre un milione di ettari coltivati a olivo, sottolineando che l’introduzione di regole più rigorose e il rafforzamento dei controlli costituiscono una garanzia sia per i cittadini sia per le imprese agricole. “Assicurarsi che ciò che viene chiamato olio extravergine di oliva italiano lo sia davvero significa tutelare la salute, il benessere dei cittadini e il lavoro dei nostri agricoltori“, ha aggiunto.

Un settore strategico per l’economia italiana

L’Italia è tra i principali produttori mondiali di olio d’oliva e vanta decine di denominazioni DOP e IGP riconosciute a livello europeo. Il comparto coinvolge migliaia di aziende agricole, frantoi e imprese di trasformazione, rappresentando una componente fondamentale del Made in Italy agroalimentare. La qualità dell’olio extravergine costituisce inoltre un importante fattore competitivo sui mercati internazionali, dove la provenienza italiana è spesso associata a standard elevati di produzione, tracciabilità e sicurezza alimentare.

Più controlli e maggiore valorizzazione della qualità

La nuova disciplina si inserisce in un percorso più ampio volto a rafforzare i controlli lungo tutta la filiera agroalimentare e a contrastare pratiche che possano generare confusione nei consumatori o penalizzare le produzioni di qualità. L’obiettivo del Ministero è garantire che la denominazione “olio extra vergine di oliva” continui a rappresentare un marchio di eccellenza riconoscibile e affidabile, valorizzando il lavoro delle imprese che rispettano i più elevati standard produttivi e offrendo ai consumatori uno strumento in più per compiere scelte di acquisto consapevoli.

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