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25/02/2024
Arte e Spettacolo Rubriche

Blu

La musica, in ogni sua piccola parte, è bella, ma, in fondo, lo è perché è varia. Forse una delle cantanti che alla veneranda età di 51 anni sta più spaziando con la sua arte è proprio Giorgia. Nata a Roma nel 1972, solo nell’autunno del 1993, con la partecipazione a Sanremo Giovani, portando il brano “Nasceremo”, otterrà il successo che tanto merita. In effetti la sua estensione vocale si avvicina alle 4 ottave e nella rivista “USA Billboard”, viene definita come la quarta voce più grande al mondo.  La sua carriera non si è mai interrotta e l’ultimo suo album “Blu” sta riscontrando un notevole successo.

Per presentare il suo atteso lavoro discografico, a sette anni da “Oro Nero”, Giorgia ha scelto queste parole: “Tra anima e ragione, tra cielo e terra, tra lo spirito e la mente in bilico, leale io credo al sentimento anche nel dubbio, nello sbaglio, vincerà il cielo con le sue forme di stelle, il cielo sopra il cielo dentro, un infinito un mistero, profondo, blu”.

E’ un disco molto sincero e anche un po’ coraggioso” ha raccontato Giorgia a proposito di questo suo prossimo lavoro “Siamo stati sinceri e assolutamente onesti rispetto a tutto quello che abbiamo fatto in questo, cercando di restituire qualcosa di quello che siamo e un pochino di quello che vorremmo essere”.

Pubblicato il 17 febbraio, l’ultimo disco, prodotto da Big Fish, contiene 9 brani:
-Meccaniche celesti
-Normale
-Atacama
-Parole Dette Male
-Senza Confine
-Sì o no
-Se
-Ogni chance che hai (feat. Gemitaiz)
-Tornerai

Gli autori, oltre alla stessa Giorgia, sono Elisa, Francesca Michielin, Mahmood, Dardust, Jake La Furia, Ghemon, Sissi, Jacopo Ettorre, Alberto Bianco e Francesco Roccati.

Il primo brano “Meccaniche celesti” sembra far riferimento ad Alex Baroni, ex marito della cantante, morto dopo 35 giorni di coma causati da un incidente stradale nel marzo del 2002.

E su tutte quelle cose che non ho più di quando c’eri tu che adesso non mi servono più”, quasi a voler sottolineare che morendo si è portato via una parte di lei, una parte che però, risposandosi con Emanuel Lo Iacono, riscoprendo sé stessa, è riuscita a mettere da parte.

La seconda traccia dell’album riflette sul significato del termine “normale“, in un mondo in cui le relazioni sociali si basano su stereotipi e la cognizione di sé viene prima filtrata attraverso gli occhi e l’opinione altrui. Già pubblicato il 4 novembre del 2022, la canzone è stata accompagnata da un cortometraggio, diretto da Rocco Papaleo, nel quale viene chiesto ai passanti di Roma cosa sia per loro la normalità.

“Atacama” è forse uno dei brani più particolari del disco, che utilizza la metafora della sete nel deserto per spiegare un amore tira e molla, “e ci lasciamo e poi ci riprendiamo, facciamo sbagli che dimentichiamo”.

Il singolo, che potremmo definire il pilastro dell’album, è stato l’inedito grazie al quale Giorgia è arrivata sesta alla 73° edizione del Festival di Sanremo, diretta da Amadeus e vinta da Marco Mengoni, suo grande amico. “Parole dette male” è una canzone d’amore, anche se al centro del brano c’è, più che altro, il ricordo di una relazione sentimentale finita (anche in questo caso si fa riferimento ad Alex Baroni). È un vero e proprio invito a lasciare andare un dolore, cercando di trasformarlo in qualcosa di vitale. La stessa Giorgia, nei brevi video di presentazione per il Festival su Raiplay, descrive così la canzone: “Parla di una capacità di lasciare andare qualcosa che fa parte di un percorso che non c’è più, quindi avere uno sguardo sul futuro e sul presente e trasformare questa malinconia in qualcosa di costruttivo”.

La traccia “Senza confine” si spiega da sé: “Studiano schemi, algoritmi, tutti buoni filiamo dritti […] Cerchiamo sogni, vogliamo ali, nei casini tutti uguali”. La vita può metterci davanti a tante difficoltà, talvolta che si celano dietro l’abitudine. Sta a noi rincorrere i nostri sogni e affrontare le nostre paure.

Tra le abitudini, però, potrebbe esserci quella con la persona amata. E’ proprio ciò che viene raccontato nella canzone “Sì o no”: “A volte siamo come estranei nello stesso letto, niente di più […] Ho lasciato il cielo per un posto più sicuro, ma ho perso la Luna in una nuvola di fumo”.

Talvolta l’amore può anche essere sofferenza. Amare qualcuno è forse una delle cose più difficili; comprendere chi hai davanti, accettarlo per ciò che è. Il problema è che ci si ama in due, e non tutti hanno la forza di mettersi nei panni dell’altro. Questo concetto viene descritto in “Se”, una delle canzoni più toccanti dell’album: “E basterebbe che ci fossi tu, ma io lo vedo, non mi cerchi più; ho chiesto all’anima di spingermi più su per vedere fino al mare”.

L’unico featuring presente nell’album è “Ogni chance che hai” e la voce angelica della cantante viene accompagnata da Gemitaiz, uno dei più famosi volti nel panorama rap italiano. Questo brano è un malinconico sguardo al passato che può essere rivissuto attraverso gli occhi di una persona cara. Al contempo, però, esprime anche la necessità di ringraziare quello stesso passato per tutto ciò che ci ha insegnato, per vivere al meglio il presente.

L’ultima traccia è “Tornerai”, annunciata già a settembre dell’anno scorso. L’amore per una persona non perfetta, che compie errori ma che è pronta a tornare sui propri passi; è pronta a cambiare per correggere ciò che è stato e per ridare una possibilità alla propria amata. La cantante vuole, almeno per un giorno, almeno per qualche momento, riassaporare la felicità di un’unione totale.

Insomma, con questo album la nostra artista ci ha fatto vivere le sue emozioni, prendendoci per mano e immergendoci nel suo “Blu”, un misto tra R&B e Pop, tra acuti e basi innovative. Giorgia ce l’ha dimostrato ancora una volta: la musica è bella in ogni sua parte e in fondo lo è perché è varia.

Flavia Amorosini

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