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25/02/2024
Arte e Spettacolo Rubriche

Il curatore d’arte, gli artisti e la sperimentazione di nuove strutture museali sul territorio e nelle periferie

La diffusione delle arti sul territorio ed in particolar modo nelle periferie, assume oggi un’importanza sempre più rilevante. Attraverso la forza del linguaggio artistico il curatore d’arte e gli artisti possono valorizzare l’ambiente urbano migliorandolo e creando anche nuove forme museali sempre più interattive ed inclusive. Il curatore si trasforma in un playmaker delle arti che plasma il quartiere portando le opere fuori dagli spazi espositivi tradizionali in luoghi più insoliti, farmacie, cantine, case, chiese, centri sportivi, centri commerciali o altri ambienti, dove l’arte non arriva. Stimola i giovani artisti a creare e a sviluppare nuove potenzialità facendoli esporre in ambienti polifunzionali e favorendo l’interazione fra loro e le opere. Crea nuove strutture museali per esempio delle video-gallerie o biblioteche-museo dove le testimonianze della storia di un quartiere entrano in relazione al linguaggio di artisti emergenti che vogliono creare valore su quel territorio. Si viene così a creare una rete di piccoli musei di quartiere che interagiscono fra loro portando le persone ad una maggiore cooperazione sociale e al recupero del rapporto con l’altro. Il curatore d’arte guida i giovani verso dei percorsi culturali ed artistici che alternano l’uso della multimedialità con la realtà. Per esempio durante la visita ad una mostra si alterna la visione di film od opere d’arte leggendo brani ad alta voce commentandoli con gli altri. L’organizzazione di una mostra d’arte è caratterizzata da aspetti tecnici di notevole importanza come la movimentazione delle opere d’arte, il rapporto con i restauratori, la compilazione di condition report (per verificare le condizioni di integrità dell’opera) quando l’opera viene disimballata e dopo l’esposizione, la recensione del catalogo d’arte. Il curatore non è soltanto un tecnico ma anche un umanista dei linguaggi artistici. In qualità di curatore d’arte ho avuto modo di realizzare diverse mostre nella periferia romana, in particolar modo al Centro per le Arti Mitreo di Iside di Corviale di via Marino Mazzacurati. L’esposizione che ho realizzato con Monica Melani, pittrice energetica e direttrice della Galleria, è stata un percorso in cui pittura, scultura, fotografia e video hanno coinvolto sensorialmente lo spettatore portandolo a capire che Corviale è anche un quartiere che ama lo sport, la natura, i sentimenti. La pittura energetica di Monica Melani è una fonte di calore, di energia positiva che riscalda e rinnova la periferia. È uno sguardo verso il futuro. Ci porta a scoprire il mondo invisibile della materia, le sue vibrazioni e movimenti in relazione a quello che prova l’essere umano. L’uomo è una cosa che sente e dai suoi sentimenti e stati d’animo, la materia disegna la memoria collettiva. Sono tante le significazioni, le figurazioni che emergono da tale memoria: la riproduzione, gli indiani, la condizione della donna (la sua bellezza ma anche la sua denigrazione), la pace e l’armonia con la natura. Il nostro pensiero, le sue frequenze, emozioni e l’energia dei nostri chakras si sintonizzano con quelle del colore. Ognuno di noi è un unico e irripetibile artista della natura, con le sue potenzialità ed energie creative. La pittura energetica non conosce generi, classificazioni, differenze sociali, privilegi. Una pittura interattiva nella quale possiamo vedere il modo in cui la natura ci parla. L’acqua elemento intelligente, veicola la materia, la rende creativa, la rivitalizza, la porta verso una metamorfosi continua ed infinita. Il ciclo della vita di ogni cosa. L’esperienza della pittura energetica ci insegna che la periferia non dovrebbe essere la fine di tutto ma l’inizio di un’arte nuova all’insegna della pace e della libertà.

Piermarco Parracciani

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