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25/02/2024
Cucina Rubriche

A carnevale non perdetevi in “chiacchiere”

Amo moltissimo il Natale, un po’ meno il capodanno e direi quasi per nulla il carnevale.

Quando qualcosa non mi piace ne prendo atto e cerco di vivere nel rispetto comunque di chi invece alcune di queste cose, tra cui la festa di carnevale, ama trascorrerle nel pieno del loro significato.

Sono però molto curiosa e quindi sempre pronta ad informarmi sulla storia che contraddistingue le nostre feste nazionali.

È proprio il carnevale che suscita in me diverse domande alle quali cercherò di dare delle risposte che potrebbero essere interessanti anche per voi.

L’unico vero ricordo del mio carnevale risale a quando ero ragazzina e mia madre mi comprò l’abito di Rossella O’hara per andare alla festa organizzata dalla mia insegnante di danza Eliana, ho ancora le foto di me in posa davanti alla finestra della Scuola, un neo disegnato sulla guancia destra, cappello ed abito Bianco, quest’ultimo sorretto da una mia mano per far vedere quanto fossi brava con i piedi posizionati “alla quarta” (così si dice in danza classica quando assumi una delle cinque posizioni dei piedi).

Ecco, lì fu la prima volta che indossai un travestimento carnevalesco, pensate che la mia seconda festa in maschera l’ho vissuta quarant’anni dopo e cioè quest’estate a casa di mio cugino Roberto per i suoi sessant’anni.

Il tema della festa era “Hollywood” ed io e mio marito ci siamo travestiti rispettivamente da Mercoledì Addams (con tanto di trecce) e Neo di Matrix.

Fu anche divertente ma davvero mi rendo conto, ancora oggi, di non amare per nulla i travestimenti, piuttosto, ne amo i significati.

Le origini del carnevale risalgono alle feste dionisiache che erano organizzate nella Grecia antica: giornate in cui si celebrava il Dio Dioniso con banchetti, maschere e spettacoli teatrali.

Nell’antica Roma queste giornate si trasformarono nei Saturnali, ovvero giornate dedicate alla celebrazione del Dio Saturno, che prevedevano sfrenati banchetti.

La funzione primaria del carnevale era quindi di liberare il popolo da obblighi e pensieri, l’usanza delle maschere serviva a coprire il volto degli schiavi e prigionieri che potevano quindi liberarsi dal loro obbligo quotidiano.

Nel medioevo il carnevale si legò alle ricorrenze religiose della chiesa ed i festeggiamenti furono spostati da dicembre a febbraio per collegarlo all’inizio della Quaresima.

Il termine carnevale deriva dal latino “carnem levare” ovvero “togliere la carne“.

Questo vuole infatti, che durante tutto il periodo della Quaresima i credenti non consumino carne, quindi l’ultimo banchetto previsto a base anche di prodotti animali è quello del “martedì grasso”, giorno prima del Mercoledì delle Ceneri che precede, appunto, la prima domenica di Quaresima, periodo di digiuno e penitenza che conduce alla Pasqua.

Fin qui piccole nozioni di storia del carnevale, ma per tornare a noi, cosa cuciniamo in questo periodo?

Direi che niente di più buono per allietare le nostre giornate “carnevalesche” delle famose “chiacchiere“.

Croccanti e delicate sfoglie fritte o al forno tipiche di questa festa. A seconda delle regioni vengono chiamate in maniera diversa: ad esempio in Lombardia “cenci”; in Toscana “donzelle”; in Emilia “frappe”; in Piemonte “bugie”; da noi in Sicilia si chiamano “chiacchiere” ed oggi ve ne proporrò una personale variante.

Durante il periodo di carnevale ci sono ricette all’insegna delle antiche tradizioni, a partire proprio da questo dolce che vi consiglio di preparare per concludere con gusto un festeggiamento pomeridiano o serale con i vostri amici e con i vostri figli, soprattutto nel giorno del martedì grasso.

Saprete come sempre stupire gli ospiti con deliziosi dolcetti che con il loro rumore tra i denti sembra proprio stiano chiacchierando…

Cucinate quindi come me, con amore ed un pizzico di “scrocchiarella”!!!

Chiacchiere al forno con cioccolata calda

Ingredienti per 8 persone

Per le chiacchiere

250gr farina di farro (o farina 0)
80 ml vino bianco
30 gr zucchero di canna
25 gr burro
1 uovo
5 gr lievito in polvere per dolci
Scorza di mezzo limone bio
1 pizzico di sale
Zucchero a velo per decorare
Cocco rapè per decorare (facoltativo)

Per la cioccolata calda

1,100 Lt. Latte di mandorla o avena
100 gr cioccolato fondente al 70%
40 gr cacao amaro in polvere
50 gr fecola di patate
100 gr zucchero semolato
40 gr zucchero di canna
2 cucchiaini di cannella
1 cucchiaino di aroma di vaniglia

Procedimento delle chiacchiere

Sciogliere il burro in un pentolino e lasciare raffreddare.

Mettere in una ciotola la farina, creare un buco al centro ed aggiungere il lievito in polvere, lo zucchero, il vino, il burro, l’uovo, la scorza di limone grattugiata finemente ed un pizzico di sale. Amalgamare inizialmente con una forchetta e poi lavorare a mano finché l’impasto risulti compatto ed omogeneo.

Avvolgere l’impasto con un po’ di pellicola trasparente e lasciare riposare per 30 minuti a temperatura ambiente.

Trascorsi di 30 minuti prendere un po’ di impasto e stenderlo con il matterello, se è necessario cospargere il piano da lavoro con un po’ di farina. La sfoglia dovrà risultare sottile ma non troppo. Cominciate a tagliare la sfoglia ottenuta 10 cm x 5 cm con una rotella dentellata (quella che si usa per fare i ravioli) ed incidete ogni rettangolo ottenuto centralmente con due tagli di circa 2 cm.

Disponete man mano che sono pronte le chiacchiere su una placca da forno rivestita con della carta forno. Proseguite così finché avrete realizzato tutte le chiacchere da infornare.

Disporre la placca per circa 20 minuti in frigorifero, questo aiuterà attraverso uno shock termico, una volta infornate, a far formare le classiche bolle che si notano nella superficie di questi dolcetti.

Cuocere a 190° per 7/8 minuti.

Procedimento Per la cioccolata calda

Tritare la cioccolata fondente e tenerla da parte per utilizzarla alla fine della realizzazione della ricetta.

In un pentolino mettere il cacao amaro e la fecola di patate setacciati, lo zucchero semolato e quello di canna, la cannella ed amalgamare con un cucchiaio di legno.

In un altro pentolino scaldare senza portare ad ebollizione il latte di mandorla o di avena. Aggiungere alla bevanda calda il cucchiaino di vaniglia ed incorporare quindi la bevanda calda a filo nel pentolino contenente le polveri, sempre a fuoco spento ed amalgamare bene con una frusta, in maniera tale che non si formino grumi.

A questo punto accendere il fuoco e portare dolcemente a bollore la bevanda, non appena noterete delle bolle in superficie spegnere e mescolare ancora per 30 secondi, incorporare alla cioccolata calda il cioccolato fondente precedentemente tritato, mescolare bene e versare nelle tazze singole.

Servire insieme alle chiacchiere.

Giorgia Neglia

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