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22 Aprile 2026
Ortigia tra il barocco siciliano e i sapori autentici del Mediterraneo
Cucina

Ortigia tra il barocco siciliano e i sapori autentici del Mediterraneo

Ho recentemente fatto una gita ad Ortigia per il compleanno di un caro amico ed il mio racconto comincia così…..

Arte e tradizioni gastronomiche

Nel cuore del Mediterraneo, abbracciata dal blu intenso del Mar Ionio, sorge Ortigia, l’antico centro storico di Siracusa, un’isola nell’isola che custodisce secoli di storia, arte e tradizioni gastronomiche, un gioiello di pietra bianca che incanta il visitatore con il suo impianto urbano millenario, i palazzi barocchi ed una cucina che racconta il passaggio di popoli e culture.

Passeggiare per le strade di Ortigia e come sfogliare un libro di pietra, dopo la distruzione del terremoto del 1693, Ortigia come gran parte della Sicilia sud orientale rinasce nel segno del barocco, ma con uno stile tutto suo.

Qui il barocco non è solo ornamento, è dialogo con la luce, con il vento e con il mare.

Il Duomo di Siracusa

Il Duomo di Siracusa, costruito sopra l’antico tempio dorico di Atena, è forse il simbolo più eloquente di questa stratificazione culturale.

La facciata barocca, scolpita in una pietra calcarea che si accende d’oro al tramonto, si erge come un manifesto della potenza artistica dell’epoca.

Il palazzo Beneventano Del Bosco

Accanto, il palazzo Beneventano Del Bosco, con i suoi balconi panciuti e le inferriate in ferro battuto, racconta l’opulenza di un’aristocrazia che fece del barocco il proprio linguaggio d’elezione, ma Ortigia non è solo monumentale è anche molto viva.

Le sue piazze, come piazza Archimede e Piazza Duomo, sono i veri teatri a cielo aperto, dove l’arte si mescola alla vita quotidiana, tra botteghe, caffè e voci che si rincorrono nei vicoli.

Come la sua architettura, anche la cucina di Ortigia è il frutto di un mix culturale: arabi, greci, normanni, spagnoli, tutti hanno lasciato un’impronta nelle ricette tramandate nei secoli, tra mercati, cortili e cucine familiari.

Il mercato di Ortigia

Nel cuore dell’isola si trova il mercato di Ortigia, tappa imprescindibile per chi avesse voglia di comprendere l’anima gastronomica del luogo: tra banchi colorati e voci animate, si trovano i sapori della Sicilia più autentica, pomodori secchi, capperi, agrumi profumatissimi, olio extravergine di oliva, pesce fresco pescato all’alba.

Le tradizioni gastronomiche

I piatti come la pasta alla siracusana con acciughe, olive, capperi e pangrattato tostato; o il tonno alla ghiotta raccontano una cucina semplice ma ricca di gusto, dove l’essenzialità degli ingredienti si trasforma in poesia per il palato.

Non mancano certamente i dolci, eredità araba e spagnola: la cassata, i cannoli, ma anche le meno conosciute pignolata e giuggiulena, esprimono il lato più festoso della tavola artigiana.

Ortigia è più di un centro storico: è un microcosmo. In pochi chilometri quadrati convivono rovine greche come il tempio di Apollo, chiese medievali, palazzi barocchi, cortili nascosti e scorci marini mozzafiato.

Qui, la storia non è da scoprire solo nei musei ma vissuta passeggiando per le sue vie ed è forse proprio questo il segreto del suo fascino: la capacità di essere antica ed attuale allo stesso tempo, aristocratica e popolare, raffinata e genuina.

Ortigia è un luogo dove il passato non è un ricordo, ma un ingrediente vivo della quotidianità: come il profumo del mare che accompagna ogni passo, ogni piatto, ogni pietra.

Visitare Ortigia significa immergersi in un’esperienza sensoriale totale: visiva, gustativa, emotiva. Un luogo che non si limita a raccontare la Sicilia, ma la incarna nella sua forma più pura luminosa.

Come ben sapete per me, ma non solo, anche la parte culinaria merita attenzione ed oggi vi racconterò come sempre avviene, una ricetta che mi è particolarmente cara: semplice, gustosa, realizzata tra gli altri, con un ingrediente che amo mangiare durante tutto l’inverno quasi quotidianamente ed è il broccolo (cavolfiore).

Questa ricetta è la “pasta con i broccoli arriminati (mescolati) alla siracusana”, è una ricetta tipica di questi luoghi ma spesso realizzata anche a Palermo.

Semplice, stagionale e profondamente legata alla tradizione locale, questo primo piatto è realizzato con prodotti facilmente reperibili a novembre in Sicilia come nel resto d’Italia: i broccoli (cavolfiore verde), uvetta, pinoli e pangrattato.

Profuma di Mediterraneo e racconta una cucina povera ma sapiente, cucinate quindi come me con Amore ed un pizzico di profumo.

La ricetta della Pasta con i broccoli alla siracusana

Pasta con i broccoli alla siracusana

Ingredienti

Dosi per quattro persone

  • 320 g di pasta (idealmente bucatini, ma anche pasta corta)
  • Una cipolla rossa di Tropea
  • 4 acciughe sott’olio
  • Due cucchiai di uvetta, passa
  • Due cucchiai di pinoli
  • Pangrattato tostato, quanto basta
  • Olio extravergine di oliva (meglio se siciliano)
  • Sale e pepe
  • Peperoncino

Procedimento

  • lavare il broccolo e dividerlo in cimette;
  • portare a ebollizione una pentola con abbondante acqua salata ed un paio di foglie di alloro per evitare che si formi cattivo odore e soprattutto perché l’alloro renderà più digeribile il broccolo;
  • sbollentare le cimette per circa 78 minuti;
  • scolare, ma non buttare l’acqua di cottura servirà poi a cuocere la pasta;
  • ammollare l’uvetta in una tazza con dell’acqua tiepida per circa 10 minuti poi scolarla;
  • in una padella capiente rosolare la cipolla tritata finemente con olio extravergine di oliva;
  • aggiungi le acciughe e falle sciogliere a fuoco dolce;
  • unire l’uvetta, i pinoli ed il peperoncino (opzionale);
  • aggiungere le cimette di broccolo lessate, con un cucchiaio di legno “arrimina” (mescola energicamente) il tutto, schiacciando parte del broccolo per ottenere una crema grossolana;
  • regola di sale e pepe, lascia, insaporire per 10, 15 minuti a fuoco medio basso;
  • cuocere la pasta nella stessa acqua in cui sono stati cotti i broccoli;
  • scolarla al dente e farla saltare nella padella con il condimento;
  • per ultimo tostare il pangrattato: in un padellino antiaderente tostare 34 cucchiai di pangrattato con un filo d’olio finché diventerà dorato;
  • questo è il tocco finale chiamato in Sicilia ”muddica atturrata” ed usato come sostituto del formaggio grattugiato;
  • impiatta la pasta e cospargi con abbondante pangrattato tostato, a piacere aggiungi un filo d’olio a crudo.

Giorgia Neglia

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