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20/04/2024
Italiani nel Mondo Rubriche

Da Bari a Manhattan tutti pazzi per le cere firmate Introna

E a me sembra che tu abbia vissuto la tua vita come una candela al vento cantava Elton John con la sua Candle in the wind, dedicata all’attrice Marilyn Monroe scomparsa prematuramente. La leggerezza della candela e della sua fiamma che rischiara le vite altrui furono il tema che diede vita a questa bellissima canzone ed è, appunto, di candele e oggetti in cera che ci occuperemo in questo nuovo numero. Volata oltreoceano, grazie all’esperienza e alla bravura dei suoi artigiani, la cereria Ingroia di Bari è in esposizione con i suoi pezzi più esclusivi nella sezione dedicata alle cere del museo Moma di New York.

Nata nell’800 dall’idea di Nicola Ingroia, puntando sulla devozione religiosa tipica del sud Italia, l’azienda ha da subito ricevuto un riconoscimento notevole e, fornito un suo tratto distintivo, col passare del tempo passò dall’essere un piccolo riferimento da parte di fedeli e parroci locali a diventare (col passaggio generazionale) un importante laboratorio artigianale e artistico riuscito, poi agli inizi del 2000, a ricoprire delle posizioni di rilievo nei mercati internazionali. Maestri nella lavorazione della cera, sono specializzati nella realizzazione di tantissimi soggetti esclusivi che fanno ormai parte dei loro “cataloghi” come le famosissime “finte” torte e altri prodotti alimentari. Il loro lavoro non si limita a questo ma si concentra anche sulla creazione di oggetti studiati a tavolino con il cliente. Ogni candela è un lavoro lungo che vede coinvolti quattro artigiani ognuno specializzato nel proprio ruolo che va dalla lavorazione dei materiali alla pittura. Le materie prime utilizzate, dalla paraffina agli stoppini in cotone che consentono alla cera di non gocciolare, sono di altissima qualità, altro punto di forza, che ha garantito l’aumento di richiesta tanto da rendere indispensabile l’assunzione di nuovo personale in aggiunta a quello precedente. La clientela nazionale, e non, che spazia dall’Asia agli Stati Uniti d’America ha permesso all’azienda di avere menzioni speciali su riviste di grande rilevanza quali il New York Times e diventare un oggetto di tendenza da esporre nei salotti più modaioli. Protagonisti nelle fiere dedicate al settore nelle città di Tokyo, Parigi e Francoforte l’azienda conta ad avere ulteriori aumenti di fatturato da qui al 2026 e, perché no, entrare a far parte delle nostre “wish list”.

Annalisa Iaconantonio

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