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05/07/2022
Italiani nel Mondo Rubriche

Graziano Benedetto: Un avvocato italiano in Ucraina

Gli equilibri mondiali socio politici stanno cambiando a causa di questo nuovo conflitto. Per questo numero abbiamo scelto di intervistare l’avvocato Graziano Benedetto tanto per il suo valore quanto per il luogo in cui opera: l’Ucraina.

Ci racconti un pò di lei.
Mi sono avvicinato all’Ucraina quasi per caso. Il tutto dopo aver avuto un incarico per un cliente italiano per questioni tra Kharkiv e Poltava. Questo è successo circa 7 anni or sono. Il destino ha fatto il resto.

Dove vive attualmente e perché ha scelto proprio questo Paese?
Fino a prima dell’inizio dell’attacco in Ucraina, vivevo tra Poltava e Kiev. Ricopro diversi incarichi in Ucraina. Sono avvocato di riferimento dell’Ambasciata d’Italia a Kiev, referente della Camera di Commercio ed Industria di Poltava, assistente della Corte Penale Internazionale ed altri incarichi.

Di che si occupa nello specifico in Ucraina?
Sono avvocato abilitato tanto in Italia che in Ucraina. Sono uno dei 30 avvocati stranieri riconosciuti in Ucraina e l’unico italiano.
Il mio studio www.legalgb.com è una realtà di primo piano per gli interessi di italiani in Ucraina.

Secondo lei quali sono le principali differenze tra il mondo del lavoro in Italia e in Ucraina?
In Italia svolgevo e svolgo la professione. Ovviamente, nell’ultimo quinquennio ho notevolmente selezionato la mia clientela italiana. Come penalista in Italia ho seguito anche processi da prima pagina e tutt’oggi ne seguo. Però, in Italia c’è un muro di gomma che ti costringe ad allearti alla politica o star fuori dai giri che contano. Infatti, nonostante il mio curriculum italiano non da poco, non ho mai avuto un incarico da pubblica amministrazione, banche o assicurazioni. Di converso, in Ucraina, se vali, hai più spazi che in Italia.

Stiamo vivendo un momento storico molto particolare che ci riporta indietro nel tempo al secolo scorso. Una guerra crudele che ci ha colto dopo due anni di pandemia. Com’è cambiata “l’anima” di questo Paese secondo lei?
Purtroppo, i popoli hanno il morale a terra. Governanti che hanno avuto il privilegio di gestire le nostre esistenze, sono inadeguati. Basti pensare al panorama italiano (molto simile a quello ucraino), dove non si è riusciti a nominare un presidente della Repubblica o eleggere democraticamente il presidente del consiglio dei Ministri. Purtroppo, il populismo governato dai mass media ha una grossa responsabilità.
Per quanto attiene all’Ucraina, qualunque sarà l’esito della guerra, essa imporrà profondi cambiamenti ed adattamenti almeno per una decina d’anni.

Quali erano, prima dell’attacco armato, le posizioni economiche dell’Ucraina e quali saranno le conseguenze?
L’Ucraina stava avendo uno sviluppo impressionante. Basti pensare che dal 2019 era iniziato il controesodo dell’emigrazione. Erano più gli ucraini che rientravano che quelli che uscivano dall’Ucraina. Chiunque aveva voglia di lavorare trovava lavoro ed anche mediamente ben retribuito.

Gli italiani potranno ancora continuare a scegliere questo Paese per costruire un nuovo capitolo della propria vita?
L’Europa dell’Est è un modo a sé. Molti italiani venivano in Ucraina credendo che avrebbero fatto i ricchi. Alla fine, dal 2015, l’Ucraina aveva messo il turbo nello sviluppo. Il livello culturale medio è superiore a quello italiano e le risorse di questa nazione sono ben note.
Sicuramente, cessato il conflitto si riapriranno autostrade di possibilità, specie con la ricostruzione. Ma occorre conoscere il territorio.
In Ucraina occorre diffidare ed evitare “assolutamente” soggetti che millantano amicizie altolocate. Sul punto in questione, passi l’espressione, c’è veramente da ridere. Ci sono individui, spesso italiani, che millantano conoscenze presso le “alte sfere” delle amministrazioni dell’Ucraina. Peccato che all’occorrenza questi “VIP” non sono mai disponibili o quantomeno visibili “almeno” per una stretta di mano: sono entità praticamente astratte. In Ucraina c’è un detto che afferma: “sono tutti cugini del capo”. Chi ha orecchie per intendere intenda!

Concludiamo l’intervista con una domanda più leggera e le chiediamo cosa consiglierebbe ai giovani che hanno voglia di mettersi in gioco e vorrebbero seguire il suo stesso percorso.
Consiglio di studiare le lingue. Paradossalmente, nell’Europa dell’est l’inglese è utile ma non essenziale. Ma come detto è utile. Poi, affidarsi sempre a realtà consolidate, vivere in un posto per un periodo di tempo e poi decidere.
Non rimpiango nulla di quel che ho fatto ed appena possibile torno in Ucraina.

Annalisa Iaconantonio

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