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19/07/2024
Italiani nel Mondo Rubriche

La burrata mania impazza in tutto il mondo

È tonda, bianca e, negli ultimi anni è uno degli alimenti più richiesti in molti Paesi oltre confine. Signore e signori ecco a voi la burrata.

Nata ad Andria all’inizio del ‘900 dall’idea di Lorenzo Bianchino che riutilizzò gli avanzi di lavorazione della pasta filata e la panna, inserendoli in una sfoglia di mozzarella chiusa come se fosse un sacchetto. Da qui si inizia a diffondere la vendita e il consumo di questo nuovo prodotto caseario che prese il nome di “burrata” e che, nel 2016, ha ricevuto la denominazione IGP burrata di Andria.

Numerosi sono i caseifici (in Italia e all’estero) che replicano la ricetta prima descritta, anche se, da una classifica del Gambero Rosso, la top 10 è occupata prevalentemente da caseifici pugliesi, specificatamente della zona d’origine.

In più occasioni è stata indicata dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e dal presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, come una delle eccellenze più rappresentative del nostro Paese anche nell’ultima edizione del Summer Fancy Food, tenutasi lo scorso Giugno nella città di New York.

A rafforzare, inoltre, la teoria della supremazia di questa specialità su altre c’è un sondaggio di una delle maggiori piattaforme di prenotazione di ristoranti online in Europa che, partendo dalla keywords più ricercata negli ultimi 12 mesi, ha potuto constatare come soprattutto in Spagna, Francia e Regno Unito vada per la maggiore.

Lasciandosi alle spalle la cara e vecchia mozzarella, pare che la vendita della burrata sia arrivata a fruttare alle aziende produttrici circa 126.000.00 euro, solo nello scorso anno. Secondo gli esperti, oltre all’impegno dei produttori nella promozione e valorizzazione, il grande salto è stato dato dai “palcoscenici” delle maggiori fiere agroalimentari europee come quella di Colonia e di Parigi.

Annalisa Iaconantonio

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