Dal 2008 a oggi la mobilità italiana – soprattutto quella giovanile – ha cambiato pelle più volte. A cambiare, insieme ai flussi e alle motivazioni di chi parte, sono stati anche i modi in cui l’Italia prova a dialogare con le proprie comunità all’estero.
Un percorso complesso, fatto di reti, progetti e nuove forme di partecipazione, che il Rapporto Italiani nel Mondo 2025 invita a leggere “oltre la fuga e la retorica”.
Il focus, oggi, è su un’Italia che vive anche fuori dai confini, in un ecosistema di “talenti diversamente presenti” legati al Paese da un intreccio di relazioni quotidiane.
Le iniziative
È questa la chiave interpretativa che accompagna tre iniziative curate dall’Agenzia Italiana per la Gioventù negli ultimi anni, indicate nel Rapporto come esempi virtuosi di attenzione verso le comunità italiane e di origine italiana nel mondo.
Tre progetti che riconoscono queste realtà come “parte costitutiva, vivace e attiva, dell’unica e sola Italia”.
Il valore della partecipazione e l’importanza della formazione civica
Il primo pilastro è stato un ciclo di incontri formativi e informativi realizzati tra Brasile, Argentina, Uruguay e Stati Uniti: un ponte tra giovani italiani e italo-discendenti, rappresentanze diplomatiche, università, associazioni e Comites.
Un dialogo aperto su cittadinanza, partecipazione, identità culturale e cooperazione – anche in chiave europea.
A questa fase di ascolto è seguito un percorso formativo online rivolto alle nuove generazioni della diaspora, pensato per aiutarle a riscoprire la Nazione d’origine e a comprendere più a fondo cosa significhi essere cittadini italiani ed europei, anche a distanza.
Il terzo tassello è il concorso artistico-letterario “Pensando all’Italia”, dedicato ai giovani iscritti Aire tra i 18 e i 25 anni.
I vincitori, nelle quattro categorie previste, hanno avuto l’opportunità di visitare l’Italia e Bruxelles nel giugno 2025: un viaggio simbolico e concreto allo stesso tempo, tra memoria e futuro.
Per Federica Celestini Campanari, presidente dell’Agenzia, queste iniziative rappresentano “una triplice scommessa sul valore della partecipazione e sull’importanza della formazione civica”.
Un filo diretto con la storica Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo del 2008 alla Fao, che riunì oltre 400 delegati da tutto il pianeta e produsse cinque documenti ricchi di proposte, idee e provocazioni culturali.
Da allora il mondo è cambiato e con esso le traiettorie della mobilità. Eppure, queste tre esperienze recenti restano buone pratiche esemplari: promuovono lingua e cultura, rafforzano il legame con l’Italia e sostengono una cittadinanza attiva e consapevole.
Riconoscere un ruolo centrale ai giovani italiani all’estero,
Soprattutto riconoscono un ruolo centrale ai giovani italiani all’estero, visti come parte integrante del tessuto nazionale contemporaneo, con tutto il portato di diritti, doveri e opportunità.
Guardando al futuro – suggerisce il RIM 2025 – serve continuare a valorizzare questa rete globale di italiani “diversamente presenti”, non come semplici ambasciatori del Paese, ma come interlocutori a pieno titolo.
Ascoltare esigenze, visioni e aspettative degli expat e costruire con loro un dialogo strutturato – secondo il metodo europeo a cui l’Agenzia stessa si ispira – resta una rotta imprescindibile.
La navigazione, insomma, continua.
Con un’Italia che si ridefinisce non solo entro i propri confini, ma attraverso i legami e le comunità transnazionali che la animano.
