“Ci sono libri che non sono solo pagine da sfogliare, ma compagni di viaggio, fari accesi nelle notti difficili, rifugi di carta dove ritrovarsi. Ogni mese, con la rubrica “Leggi che ti passa”, vi portiamo dentro le storie che stanno emozionando i lettori e scalando le classifiche, perché leggere non è mai solo un passatempo: è un modo per vivere altre vite, esplorare mondi e, a volte, curare le nostre ferite.”
Settembre ha sempre qualcosa di un nuovo inizio. Finiscono le vacanze, riprendono il lavoro e gli impegni quotidiani, cambiano lentamente la luce e le abitudini. Ma è anche il momento in cui si torna a cercare tempo per sé, magari proprio attraverso un libro.
Per questo appuntamento di Leggi che ti passa abbiamo scelto tre storie molto diverse: una ci riporta nell’universo ironico e malinconico di uno dei personaggi più amati del giallo italiano; un’altra ci conduce nella Carnia sconvolta dalla Seconda guerra mondiale; la terza arriva dall’America e racconta qualcosa di apparentemente semplice ma sempre più prezioso: il potere della gentilezza.
Tre libri per ricominciare, dunque. Perché settembre, in fondo, è un gennaio senza i buoni propositi dichiarati.
I tramezzini di Rocco Schiavone – Antonio Manzini
Giallo/racconti/memoria

Basta pronunciare il nome di Rocco Schiavone perché tanti lettori ritrovino immediatamente un vecchio amico: burbero, insofferente alle regole, ironico, malinconico e irrimediabilmente umano.
Questa volta Antonio Manzini costruisce il ritratto del suo vicequestore attraverso una serie di racconti nei quali sono soprattutto i ricordi a prendere la parola. E a riaccenderli è qualcosa di molto semplice: un tramezzino.
Come le madeleine di Proust, sapori e profumi riportano Schiavone indietro nel tempo. C’è la sua infanzia, ci sono gli amici Brizio, Furio e Sebastiano, c’è una Roma popolare ormai lontana e ci sono episodi che aiutano a comprendere meglio l’uomo che il lettore ha imparato a conoscere attraverso tanti romanzi.
Il risultato è un libro che va oltre il giallo. Manzini mette insieme frammenti di una vita e costruisce un dialogo tra presente e passato, tra ciò che siamo diventati e le persone che eravamo. Una lettura particolarmente piacevole anche per chi vuole avvicinarsi per la prima volta al mondo di Rocco Schiavone.
Ed è un poco la notte e un poco l’alba – Ilaria Tuti
Romanzo storico/memoria e umanità

Ci sono pagine della Storia che rimangono ai margini dei libri scolastici e che la letteratura riesce, qualche volta, a riportare alla luce.
Ilaria Tuti ci conduce nella Carnia del 1944. In quelle montagne sopravvive l’antichissima tradizione dei cosiddetti “santuari del respiro”, piccole chiese dove venivano portati i neonati morti senza battesimo nella speranza che manifestassero un ultimo segno di vita.
Serafina cresce dentro questo mondo sospeso tra fede, superstizione, nascita e morte. Ma la guerra arriva anche lì. I cosacchi, giunti da Est, occupano le terre e le case della popolazione locale, sconvolgendo equilibri, tradizioni e certezze.
È dentro questo scenario che il romanzo trova la sua forza più profonda. Perché Ilaria Tuti non racconta soltanto l’invasione e il conflitto, ma ciò che può accadere quando due popoli destinati a considerarsi nemici cominciano invece a riconoscere l’uno nell’altro qualcosa di comune.
Una storia di donne, guerra e memoria, ma soprattutto un romanzo sulla capacità dell’essere umano di conservare uno spazio per la pietà anche quando intorno sembra esserci soltanto violenza.
Theo da Golden e la forma della felicità – Allen Levi
Narrativa internazionale/gentilezza e relazioni

A volte i fenomeni editoriali nascono da gigantesche campagne promozionali. Altre volte cominciano quasi sottovoce, grazie al passaparola dei lettori.
È quanto accaduto al romanzo di Allen Levi, inizialmente autopubblicato negli Stati Uniti e diventato un sorprendente bestseller internazionale prima di arrivare anche nelle librerie italiane.
La storia comincia quando un uomo molto anziano arriva una mattina di primavera a Golden, una piccola cittadina del Sud degli Stati Uniti. Il suo nome è Theo. La sua presenza, apparentemente discreta, finirà però per entrare nelle vite degli abitanti del luogo.
Attraverso incontri, conversazioni e piccoli gesti, il romanzo costruisce un racconto corale sul valore dell’empatia, della comprensione e della gentilezza. Non quella esibita o retorica, ma quella quotidiana, capace di modificare silenziosamente l’esistenza delle persone.
In un tempo nel quale siamo abituati a pensare che per cambiare le cose servano sempre gesti straordinari, Theo da Golden e la forma della felicità propone quasi la tesi opposta: possono essere proprio le attenzioni più piccole a produrre gli effetti più grandi.
Tre storie per ricominciare dalle persone
C’è un filo sottile che lega le tre letture di settembre: le relazioni umane.
Antonio Manzini le cerca nei ricordi e nelle amicizie che hanno costruito l’identità di Rocco Schiavone. Ilaria Tuti le mette alla prova nel momento più drammatico, quando la guerra divide gli uomini tra amici e nemici. Allen Levi, invece, ci ricorda quanto un incontro e un gesto di gentilezza possano cambiare la giornata — e qualche volta persino la vita — di qualcuno.
Tre libri molto diversi, dunque, ma tre modi per tornare a osservare le persone che abbiamo accanto.
Forse è proprio questa la lettura giusta per settembre: mentre tutto riparte e torniamo a correre, ricordarci ogni tanto di fermarci. E di guardare chi sta facendo un pezzo di strada insieme a noi.
