“Ci sono libri che non sono solo pagine da sfogliare, ma compagni di viaggio, fari accesi nelle notti difficili, rifugi di carta dove ritrovarsi. Ogni mese, con la rubrica “Leggi che ti passa”, vi portiamo dentro le storie che stanno emozionando i lettori e scalando le classifiche, perché leggere non è mai solo un passatempo: è un modo per vivere altre vite, esplorare mondi e, a volte, curare le nostre ferite.”
Ottobre è il mese in cui l’autunno prende davvero possesso delle nostre giornate. La luce cambia, le sere arrivano prima e torna quella voglia di casa che durante l’estate avevamo quasi dimenticato. È anche uno dei momenti più belli dell’anno per leggere: una poltrona, una luce accesa, magari una tazza di tè e un libro capace di farci dimenticare per qualche ora tutto il resto.
Per questo appuntamento di Leggi che ti passa abbiamo scelto tre romanzi appena arrivati in libreria. Tre storie al femminile molto diverse, che ci portano dalla Palermo del Novecento a una misteriosa biblioteca di Verona, fino a una casa milanese dove otto donne provano a inventare un modo diverso di vivere insieme.
Le ali in una stanza – Milena Palminteri
Narrativa italiana/famiglia, storia e rinascita

Dopo il successo di Come l’arancio amaro, Milena Palminteri torna nella sua Sicilia e ci conduce nella Palermo del 1914, una città attraversata dall’eleganza del Liberty e dalla sensazione che il futuro possa essere ancora tutto da costruire.
È qui che si incontrano Giulio Jacona e Irene Scordato. Lui è un giovane e brillante architetto che rinuncia alla possibilità di lavorare con Ernesto Basile per inseguire un sogno: trasformare l’Hotel Kemonia, ereditato dal padre, in un luogo moderno e bellissimo. Irene condivide con lui il desiderio di andare oltre ciò che gli altri hanno già deciso per loro.
Ma la Storia entra prepotentemente nelle loro vite. Prima la Grande Guerra, poi la poliomielite, infine una Palermo del dopoguerra ferita e attraversata dalla crescente presenza della mafia.
Palminteri racconta così una famiglia e, attraverso di essa, una città intera. Ma soprattutto racconta la capacità di rialzarsi quando gli eventi sembrano averci tolto ogni possibilità di volare. Un romanzo di sentimenti, memoria e resistenza, nel quale la bellezza diventa una forma di speranza.
La curatrice di libri antichi – Cristina Caboni
Narrativa/libri, memoria e segreti

Per Manon i libri non sono mai stati semplicemente oggetti. A insegnarglielo è stato suo padre, nei pochi anni trascorsi insieme: dentro ogni volume esiste una voce, una storia, qualcosa che aspetta soltanto di essere ascoltato.
Diventata esperta di libri antichi, Manon riceve l’incarico di catalogare e valutare una biblioteca privata. Ma quella collezione ha qualcosa di diverso. È composta interamente da opere di donne: scrittrici forti e ribelli che i secoli hanno spesso dimenticato o deliberatamente cancellato.
Più Manon entra nelle loro storie, più comprende che quella biblioteca potrebbe avere un legame inatteso con la sua stessa famiglia. Insieme a Rafael, giovane libraio antiquario, comincia allora una ricerca che attraversa libri, passato e segreti.
Cristina Caboni costruisce un romanzo che sembra fatto apposta per chi ama leggere: una storia sul potere delle parole, sulla memoria e sulla necessità di salvare dall’oblio le voci che qualcuno ha cercato di cancellare.
E forse contiene anche una bella definizione di ciò che facciamo ogni volta che apriamo un libro: permettiamo a una voce lontana di tornare a parlare.
Otto ragazze – Aurora Tamigio
Narrativa italiana/donne, amicizia e nuove famiglie

Villa Debora è una villetta Liberty un po’ sfiorita nel cuore di Milano. Quando Argenta vi arriva ha quattordici anni e sua madre Sara porta con sé un progetto ambizioso: trasformare quella casa in un luogo di co-residenza per sole donne.
L’idea è semplice e rivoluzionaria allo stesso tempo: vivere insieme, aiutarsi, condividere lavoro, difficoltà e quotidianità.
Poco alla volta la casa si popola. Arrivano donne sole, donne in difficoltà, donne che stanno cercando di ricominciare. Tra loro ci sono Valeria, che fugge da un marito violento, e sua figlia Adele, coetanea di Argenta.
Le due ragazze sembrano inizialmente incompatibili. Ma l’insofferenza si trasforma lentamente in complicità e amicizia, mentre intorno a loro prende forma questa singolare comunità femminile.
Poi qualcosa comincia a incrinarsi. Le regole stabilite da Sara non sembrano più così indiscutibili e Argenta e Adele iniziano a interrogarsi sulle loro madri e sul significato stesso di famiglia.
Aurora Tamigio racconta così non soltanto otto donne, ma un’idea contemporanea di famiglia: quella che qualche volta ereditiamo e quella che, altre volte, scegliamo di costruire.
Tre libri, una parola: libertà
A prima vista sono tre storie lontanissime. Eppure c’è qualcosa che le unisce.
I personaggi di Milena Palminteri cercano la libertà di inseguire i propri sogni anche quando la Storia sembra volerli spezzare. Manon, nel romanzo di Cristina Caboni, restituisce libertà e voce a donne che il tempo aveva condannato al silenzio. Le protagoniste di Aurora Tamigio provano invece a liberarsi dai modelli tradizionali per costruire nuovi legami e nuove forme di famiglia.
Tre libri e tre modi diversi di ricordarci che la libertà non è sempre una grande conquista rumorosa. A volte comincia da una scelta, da una porta che decidiamo di aprire, da una voce che finalmente ascoltiamo. O semplicemente da un libro.
E ottobre, con le sue prime sere davvero autunnali, potrebbe essere il momento giusto per aprirne uno.
