Secondo un’indagine condotta da l’Osservatorio Sanità di una importante compagnia assicuratrice, meno della metà degli italiani si sottopone a controlli del sangue regolari e spesso lo fa solo in caso di malessere. Ma questo non giova alla salute. Bisognerebbe prevenire le malattie e non aspettare i sintomi perché questo comportamento non solo può diminuire l’aspettativa di vita ma va anche a gravare sulla Sanità Pubblica. Perciò, introdurre questi esami nel controllo, che dovrebbe avvenire almeno una volta l’anno, costituisce un gesto concreto per il nostro benessere.
I nostri esami di routine
Nei nostri ceck-up routinari esistono degli esami che conosciamo molto bene. Si pensi all’emocromo, a quelli per la glicemia, il colesterolo o i trigliceridi. Ma ce ne sono altri che, nonostante siano fondamentali per un corretto esito diagnostico, non vengono presi in considerazione. Eppure questi test potrebbero rappresentare una risorsa nella scoperta di una malattia silente, con un tempestivo e provvidenziale intervento di cura.
Quali sono gli esami fondamentali per la prevenzione
Ad oggi ci sono 5 esami del sangue che vengono prescritti solo allorquando ci sia una certa familiarità a determinate malattie o in caso di specifica sintomatologia, ma se prescritti anche in soggetti virtualmente sani, possono rappresentare degli efficaci strumenti di medicina preventiva. Scopriamo quali sono.
Emoglobina Glicata, HOMA Index, Lipoproteina A, Omocisteina e Proteina PCR-hs, dovrebbero essere introdotti regolarmente nella routine di prevenzione.
Emoglobina Glicata (HbA1c)
Una spia della glicemia
L’Emoglobina Glicata, diversamente dall’esame della Glicemia a digiuno che fornisce un dato istantaneo, ci evidenzia la media del valore glicemico degli ultimi 2 o 3 mesi, fornendo un dato completo relativo al metabolismo degli zuccheri nel sangue. Ad esempio, anche se il valore della glicemia a digiuno rientra nella norma, valori di Emoglobina glicata compresi tra 5,7% e 6,4% segnalano una condizione di prediabete.
Quindi, in presenza di familiarità, condizioni di sovrappeso, pressione alta o stile di vita sedentario, controllare regolarmente questo valore ci può consentire di individuare, in maniera precoce, eventuali squilibri del metabolismo. Gli esperti consigliano un ceck annuale per i soggetti sani e, per quelli potenzialmente a rischio, ogni 3-6 mesi circa.
HOMA Index
Rivela la resistenza insulinica prima che sia troppo tardi
L’Homeostasis Model Assessment (HOMA Index) determina la sensibilità del nostro organismo all’insulina.
La presenza di valori che superano 2,5, indica che le nostre cellule stanno reagendo meno alla presenza di questo ormone e che il nostro pancreas è costretto ad un iper lavoro proprio per riuscire a mantenere stabile la glicemia. È una minaccia silenziosa, che può sfociare in malattie come diabete di tipo 2, problemi cardiovascolari, sindrome metabolica e obesità viscerale. Ma la buona notizia è che possiamo intervenire prima che sia troppo tardi. Come? Con esercizio fisico regolare, particolarmente di tipo aerobico e HIIT (High Intensity Interval Training, ovvero allenamento intervallato ad alta intensità), una alimentazione a basso indice glicemico, buon sonno e riduzione dello stress.
Lipoproteina A
Rivelatore di problemi cardiaci
Molecola simile al colesterolo LDL, per intenderci quello cattivo, la Lipoproteina A, o Lp(a), è ancora più pericolosa! Se presente nel sangue in quantità elevata, contribuisce alla formazione di placche aterosclerotiche, all’aumento del rischio di ictus, infarti e trombosi. La sua presenza (e concentrazione) è principalmente determinata dalla genetica (sino al 90%) e purtroppo al momento non esistono farmaci (approvati) in grado di abbassarla in maniera specifica. Comunque, essere a conoscenza di un suo valore elevato ci permette di adeguare il nostro stile di vita e agire sui fattori di rischio. Cercare, appunto, di ridurre il colesterolo cattivo (LDL), introducendo nella dieta fibre e grassi buoni; provare a modificare alcuni comportamenti abitudinari inserendo quotidianamente tecniche di gestione dello stress e mantenersi in movimento. Esame quindi utile non solo a chi ha familiarità con patologie cardiovascolari ma anche a chi vuole prevenire problemi cardiaci.
Omocisteina
Connessione tra cuore, cervello e vitamine
Questo tipo di esame è conosciuto principalmente dalle donne che assumono anticoncezionali, i quali costituiscono, in soggetti predisposti, un fattore di rischio circolatorio. L’omocisteina è un aminoacido che, per l’appunto, se presente in quantità elevata rappresenta un fattore di rischio, oltre che per l’apparato cardiocircolatorio (infarto, ictus e trombosi) anche per malattie di tipo neurologico (demenza e declino cognitivo). La sua presenza in grosse quantità può anche significare carenza di vitamine del gruppo B, particolarmente B6, B9 (acido folico), e B12, che sono fondamentali, oltre che per la protezione cardiovascolare, neurologica e della pelle, per assicurarci l’energia necessaria allo svolgimento delle attività quotidiane. È possibile tenerla sotto controllo? Si. Adottando una alimentazione equilibrata, ricca di verdura a foglia verde, agrumi, proteine di tipo vegetale quali legumi ma anche uova, pesce e latticini, anche se talvolta si rende necessaria un’azione mirata. Questo esame è utile sia a coloro che hanno familiarità con malattie cardiovascolari sia a coloro che hanno sintomi di stanchezza e difficoltà cognitive.
Proteina PCR-hs
Indicatore dell’infiammazione nascosta
La PCR-hs, Proteina C Reattiva ad alta sensibilità, calcola l’infiammazione: quella di grado basso, la cronica e la sistemica. Questo tipo di infiammazione può non essere vista per molto tempo, addirittura anni e determinare malattie autoimmuni, metaboliche oltre che favorire l’aterosclerosi. Se i valori superano i 3 mg/L, dobbiamo iniziare a preoccuparci. Anche in questo caso, possiamo intervenire? Certo e le azioni da mettere in atto sono diverse: possiamo seguire, innanzitutto, una alimentazione antinfiammatoria inserendo nella dieta elementi come omega-3, fibre e polifenoli ma, soprattutto, limitare gli zuccheri ed eliminare i cibi ultraprocessati, oltre che praticare regolare attività fisica, tenere a bada lo stress e curare il sonno. Così facendo terremo sotto controllo il livello infiammatorio e avremo un aiuto nella prevenzione delle malattie croniche.
Per quanto riguarda la salute è bene non rimandare a lungo perché, la prevenzione e il monitoraggio costante, sono elementi fondamentali per migliorare la qualità e la durata della vita.
Monica Cinti
