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23/07/2024
Rubriche Sport

A tu per tu con Maëlle Frascari

Come è nata la tua passione per la vela?

La passione per la vela l’ho ereditata dalla mia famiglia, dai miei genitori e anche dai miei nonni. Mio nonno paterno costruiva per hobby barche in legno, mentre mio nonno materno commerciava in wind-surf, la tavola a vela che andava fortissimo negli anni 80 e della cui classe abbiamo in Italia una campionessa olimpica, Alessandra Sensini, che è la mia attuale presidente di circolo. Con la mia famiglia passavamo le vacanze in barca. Poi ho cominciato con l’Optimist, la barca pensata per i più piccoli, e in breve sono passata a fare regate sul wind-surf.

Tanti ragazzi crescendo vedono diminuire la propria passione per gli sport, anche se fatti a livello agonistico, perché arriva un momento in cui si vuole “uscire” e anche fare tardi la sera come fanno gli altri coetanei.  E’ successo anche a te?

La passione non mi ha abbandonata mai, non solo per la competizione, ma proprio per il rapporto con il vento e l’acqua. Sono cresciuta in città, a Roma, ma oggi mi è difficile stare lontana dal mare per più di due giorni. Parte della mia famiglia è francese della Bretagna, perciò amo molto anche l’oceano, che è più tosto e più duro. Amo anche le condizioni estreme, non temo il freddo.

La tua carriera, quindi è cominciata sulla tavola a vela?

Fino a 14 anni ho partecipato a gare di wind-surf. Ho vinto regate di coppa Italia, in competizione mista (con i ragazzi), e sempre tra le prime nella categoria delle ragazze. Poi sono passata al Laser Radial, che è una imbarcazione che si governa in singolo: anche qui nella classifica nazionale ero sempre ai primi posti e sono anche entrata in squadra olimpica. Poi ho conosciuto il mio timoniere, Vittorio Bissaro, con il quale è nata una bella partnership sul Nacra17, un catamarano (una barca con due scafi) volante. E’ una barca particolare perchè raggiunta una certa velocità gli scafi si staccano dall’acqua e l’imbarcazione comincia a volare, il cosiddetto foiling, e sono solo le derive e i timoni a rimanere in acqua. Lo stesso principio del foiling, ma con un solo scafo, è utilizzato da Luna Rossa che ha appena sfidato, con risultati sorprendenti, il team di New Zeland. Lo stesso principio vale per il circuito Sailgp che ha cominciato riutilizzando ex catamarani di Coppa America 2017 a Bermuda, super seguito in questo momento è il circuito Pro più ambito.

Una continua crescita come velista che oggi ti vede impegnata principalmente in equipaggi misti?

La mia evoluzione come velista è legata all’equipaggio di due o più persone ed al genere misto. Avevo ottimi risultati in singolo, su cui a volte torno per qualche tappa Widsurfer, e Laser Radial femminile. Le regate nella flotta più popolare al mondo sono state maestre di vita ma il futuro della vela e della velocità era altrove. Il panorama multiscafi-foiling mi ha accolto con calore, l’ambiente è incredibilmente amichevole e popolato da grandi lavoratori. Uno di questi è Vittorio Bissaro, mio timoniere in Nacra 17 e equipaggio di Luna Rossa per la prossima Coppa America, insieme vinciamo tappe di coppa del mondo, saliamo sui podi di campionati europei e riportiamo da Auckland 2019 il titolo di campioni del mondo nell’anno preolimpico.

Altri bei ricordi?

Ricordo un altro titolo magnifico in doppio con mia sorella Lucille nella Classe Snipe femminile Juniores, ai mondiali sul lago di Bracciano. Ma anche l’avventura con il trimarano Diam 24, storica barca del Tour France a la voile, che è atterrato a Genova nel 2021 per rilanciare il Giro d’Italia sponsorizzato dalla Marina Militare. In quella occasione ho cercato sponsor con Laura Marimon e, grazie a Intesa San Paolo, Oceanbird ed il mio Circolo, il Canottieri Aniene, concludiamo al terzo posto con Luna Rosa la competizione in cui sono stata skipper, manager e timoniera.

Quali sono i prossimi progetti che ti aspettano?

Ora sono di nuovo col piede sull’acceleratore nella preparazione olimpica per Marsiglia 2024, con all’attivo in questa stagione 1 titolo Italiano assoluto e due podi nei circuiti internazionali. Altro mio sogno realizzato è legato al SailGP. Da fan del circuito SailGP sono diventata in questi ultimi mesi, con le regate di Christchurch NZL e San Francisco USA, l’unica italiana, dopo Francesco Bruni, a regatare sugli F50 con il team francese pilotato da Quentin Delapierre.

Uomini e donne sulla stessa barca, una realtà che inizia a diventare una non più novità?

Gli equipaggi misti ritornano prepotentemente nella mia esperienza! Questo formato mi calza a pennello! Il binomio uomo-donna da un bilanciamento solido all’interno degli equipaggi di alto profilo in termini di maturità, visione globale, visione positiva e propositiva. In una prima fase di approccio ho sempre sentito e trovato rispetto da parte dei miei teammates, perciò la voglia di lavorare bene, dalle due parti, è salita alle stelle!

Come è Maelle Frascari nella vita privata e a bordo?

Amo scherzare e ho un’attitudine al gioco che crea relax se capita al momento giusto. Queste partnership hanno spesso tirato fuori le qualità migliori delle persone, non senza scontri duri o momenti in cui si accetti un compromesso in ottica performance. La cosa bella è che di fondo sono me stessa e sto crescendo ogni giorno: incredibile fortuna e bellezza.

Chi è Maelle Frascari

Nata in Francia il 1/12/1995 e cresciuta in Italia, studente di filosofia all’Università Roma Tre.
Atleta dinamico appassionato di skateboard, surf, windsurf, stile di vita sano e soprattutto navigazione.
“La velocità è un elemento indispensabile quindi essere tra i più veloci al mondo con Vitto sul Nacra 17 è un grande motivo di orgoglio per me”.

Risultati

1° e 5° classificato al mondo nel 2019 e 2020 con il Nacra 17
1 titolo mondiale Nacra 17 Foil
1 titolo mondiale Snipe Juniores Donne
1 medaglia di bronzo campionato del mondo Snipe World Donne
1 medaglia di bronzo Campionato Europeo Nacra 17
1 medaglia di bronzo Campionato Italiano Laser Radial
Nel 2021 l’esperienza maturata regatando in Classe Windsurfer, Classe IRC, Persico 69 F, fanno di Maelle il leader che ha portato sul podio il Luna Rosa Sailing Team nel Giro d’Italia in barca a vela con il Diam 24
Socio onorario del Circolo Canottieri Aniene dal 2019
Protagonista della docu-serie Infinity: 58 bpm

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