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07/12/2022
Salute

Pelle, Sole e Prevenzione

La pelle è considerata un vero e proprio organo il più grande del nostro corpo: la superficie della pelle di una persona adulta è di circa 2 metri quadrati.

Principali funzioni della pelle
La cute svolge diverse funzioni: quella più importante è la protezione del nostro organismo da ogni tipo di agente esterno, come ad esempio microrganismi, sostanze chimiche, oggetti o corpi estranei. Ma altre funzioni svolte dalla cute sono fondamentali per la nostra sopravvivenza: la funzione sensoriale, ovvero la capacità di percepire il caldo e il freddo, la secrezione del sudore, la produzione di cheratina e di pigmenti come la melanina che ci protegge dai raggi ultravioletti, la regolazione della temperatura dell’organismo, attraverso l’irradiazione e la conduzione di calore, la permeabilità che garantisce il bilancio idro-elettrolitico, la funzione immunitaria.

Struttura della pelle
La pelle è costituita da due componenti: una superficiale, detta epidermide, e una più profonda che si chiama derma, una sorta di impalcatura di sostegno irrorata da una fitta rete di vasi sanguigni.
A separare queste due componenti vi è una sottile struttura detta membrana basale o giunzione dermo-epidermica, che ha un aspetto ondulato in quanto il derma si incastra nell’epidermide come una sorta di puzzle per garantire una migliore coesione tra le due strutture (vedi figura).

La melanina “materia prima” dell’abbronzatura
L’abbronzatura è la conseguenza della reazione della pelle all’esposizione al sole ed è innescata dai melanociti, un tipo di cellule presenti nello strato basale dell’epidermide, nel derma e a livello del follicolo pilifero. La funzione dei melanociti è quella di sintetizzare la melanina, pigmento a cui si deve in parte il colore della cute. La melanina svolge un’importante funzione protettiva perché ha la capacità di assorbire i raggi UV del sole limitando i danni che essi indurrebbero al DNA delle cellule cutanee.

Il fototipo
Ogni persona reagisce in modo diverso alle radiazioni ultraviolette. Il fototipo ci permette di avere una esposizione al sole in base alle nostre caratteristiche e alla risposta che abbiamo ai raggi solari

CLASSIFICAZIONE DEI FOTOTIPI
I soggetti a fototipo chiaro sono generalmente di etnia caucasica di tipo nord europeo, i soggetti a fototipo scuro sono di etnia caucasica di tipo mediterraneo, i soggetti molto scuri sono rappresentati dalla etnia asiatica per il fototipo 5 e dalla popolazione nera per il fototipo 6.

Che cos’è la luce del sole?
La luce del sole consiste di uno spettro di raggi di diversa lunghezza d’onda. La luce del sole ha una lunghezza d’onda che varia tra 400-700 nm, mentre gli ultravioletti invisibili (UV) hanno una lunghezza d’onda minore (280-400 nm), e gli infrarossi hanno una lunghezza d’onda maggiore (700 nm – 1 mm).
I raggi UV ci raggiungono in tre forme diverse, ultravioletti A (UVA), ultravioletti B (UVB) e ultravioletti C (UVC):
Gli UVB forniscono alla pelle l’energia necessaria per produrre la vitamina D, ma sono anche responsabili delle scottature solari e dei danni diretti al DNA.
Gli UVA contribuiscono anche a causare danni alla pelle, in particolare l’invecchiamento cutaneo prematuro.
Gli UVC vengono bloccati dall’atmosfera terrestre e perciò non raggiungono la pelle.
La luce del sole, soprattutto i raggi UVA e UVB possono causare scottature solari, invecchiamento cutaneo prematuro, danni agli occhi, un indebolimento del sistema immunitario, reazioni fotoallergiche e fototossiche, e addirittura tumori della pelle. I medici e i dermatologici continuano sempre più ad informare sulla stretta correlazione fra la frequenza di insorgenza del tumore della pelle e l’eccessiva esposizione al sole.

ALCUNI EFFETTI NEGATIVI DELL’ESPOSIZIONE AL SOLE

Scottatura solare
La scottatura solare è caratterizzata da arrossamento, infiammazione e presenza di vescicole. Rappresenta la forma più comune di danno solare ed è principalmente causata dai raggi UVB. È caratterizzata da rossore, infiammazione e vescicole. Questi sintomi possono non apparire immediatamente e potrebbero essere necessarie fino a cinque ore per manifestarsi. La scottatura solare può essere prevenuta riducendo l’esposizione al sole quando i raggi UV sono al massimo della potenza (fra le 10 del mattino e le 4 del pomeriggio), con l’uso di prodotti “doposole” che rinfrescano e leniscono la pelle e con creme o latte solare contenenti filtri fino a 50+ o 100+ di indice protettivo.

Allergie solari: compaiono uno o due giorni dopo l’esposizione e possono far parte anche di forme di orticaria solare nei soggetti sensibili o predisposti per varie cause che solo lo specialista dermatologo può individuare.

Fotosensibilità causata dai farmaci
Quando un farmaco interagisce con il sole si possono manifestare reazioni fotoallergiche
Le reazioni fototossiche e fotoallergiche si possono sviluppare quando un farmaco, che normalmente non causa sensibilità, quando interagisce con i raggi UV può causare manifestazioni cutanee. Le reazioni fotosensibili possono essere causate sia da farmaci ad uso orale (sistemici) o da prodotti applicati a livello topico o cosmetico.

L’invecchiamento cutaneo prematuro può essere scatenato dall’esposizione al sole e può comparire sotto forma di sottili rughette e pelle ruvida. Gran parte dell’invecchiamento cutaneo prematuro è causato dall’esposizione al sole. Fra le conseguenze ci sono le lentiggini e le cosiddette cheratosi attiniche. (Vedi più avanti)

Tumori della pelle
Il tumore della pelle ha una maggiore probabilità di colpire la pelle che è stata più esposta al sole, e quindi la pelle del viso è ad alto rischio. Poiché la cheratosi attinica è una lesione pre-cancerogena, alcune cheratosi possono degenerare. Le cheratosi attiniche sono aree di pelle secca e desquamata causate dai danni di anni di esposizione al sole. Esse possono apparire di colorito marrone o lievemente scure e variano di ampiezza da 0.5 a 3cm. Si trovano più spesso sul viso (soprattutto sulle labbra, sul naso e sulla fronte), sul collo, sull’avambraccio e sul dorso delle mani e (negli uomini) sulle punte delle orecchie e sul cuoio capelluto calvo e (nelle donne) sulle gambe sotto le ginocchia.
I carcinomi delle cellule basali appaiono come piccole protuberanze che crescono lentamente, lucide, violacee o eritematose. Se non si curano, tendono a formare una crosta, a sanguinare o a degenerare in un’ulcera. Si trovano prevalentemente su viso, collo, orecchie, mani, spalle e schiena. I carcinomi delle cellule squamose sono di solito delle piccole escrescenze violacee, con un’area centrale infiammata, di consistenza dura aspetto verrucoso, e possono insorgere da cheratosi attiniche non trattate. Si trovano più spesso sul viso, collo, labbra, orecchie, mani, spalle, braccia e gambe. Essi possono sanguinare facilmente e degenerare in un’ulcera.

Melanoma
Il melanoma cutaneo è un tumore che deriva dalla trasformazione tumorale dei melanociti. In condizioni normali i melanociti possono dar luogo ad agglomerati scuri visibili sulla superficie della pelle e noti come nei (nevi è il termine medico).

Quanto è diffuso
Il melanoma cutaneo è piuttosto raro nei bambini e colpisce soprattutto attorno ai 45-50 anni, anche se l’età media alla diagnosi si è abbassata negli ultimi decenni.
In Italia i dati AIRTUM 2017 (Associazione italiana registri tumori) stimano circa 7.300 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 6.700 tra le donne. L’incidenza è in continua crescita ed è addirittura raddoppiata negli ultimi 10 anni.

Chi è a rischio
Il principale fattore di rischio per il melanoma cutaneo è l’esposizione eccessiva alla luce ultravioletta, che arriva fino a noi sotto forma di raggi UVA e UVB, ed è principalmente veicolata dai raggi del sole. Esporsi troppo al sole rappresenta un pericolo, perché può danneggiare il DNA delle cellule della pelle e innescare la trasformazione tumorale. È importante ricordare che anche le lampade e i lettini solari sono sorgenti di raggi ultravioletti e devono quindi essere utilizzati con estrema attenzione e senza abusarne. Altri fattori di rischio noti sono l’insufficienza del sistema immunitario (dovuta, per esempio, a precedenti chemioterapie o a trapianti) e alcune malattie ereditarie (per esempio lo xeroderma pigmentoso, nel quale il DNA non riesce a riparare i danni causati dalle radiazioni). Il rischio aumenta anche nelle persone con lentiggini o con molti nei, in quelle con occhi, capelli e pelle chiara e in quelle che hanno un parente stretto colpito da questo tumore o che hanno avuto un precedente melanoma cutaneo.

Sintomi
Il segno principale del melanoma cutaneo è il cambiamento nell’aspetto di un neo o la comparsa di uno nuovo. Le caratteristiche di un neo che possono indicare l’insorgenza di un melanoma sono riassunte nella sigla ABCDE:
A come Asimmetria nella forma (un neo benigno è generalmente circolare o comunque tondeggiante, un melanoma è più irregolare);
B come Bordi irregolari e indistinti;
C come Colore variabile (ovvero con sfumature diverse all’interno del neo stesso);
D come Dimensioni in aumento, sia in larghezza sia in spessore;
E come Evoluzione del neo che, in un tempo piuttosto breve, mostra cambiamenti di aspetto.
Altri campanelli d’allarme che devono essere valutati da un medico sono un neo che sanguina, che prude o che è circondato da un nodulo o da un’area arrossata.

Prevenzione
Alcuni comportamenti possono ridurre il rischio di sviluppare tumori della pelle. È fondamentale innanzitutto esporsi al sole in maniera moderata fin dall’età infantile, evitando le ustioni. In generale, bisogna proteggere la pelle non esponendosi durante le ore più calde (tra le 10 e le 16) ed evitando o riducendo al minimo l’uso di lampade o lettini abbronzanti. Sotto il sole è consigliabile indossare cappelli e occhiali da sole e usare creme protettive adeguate al proprio tipo di pelle, applicandole più volte in modo da assicurare una copertura continua. Queste attenzioni vanno riservate soprattutto ai bambini, molto sensibili alle scottature: il processo di trasformazione tumorale è molto lungo e spesso può derivare da un’alterazione che è avvenuta in età pediatrica.
È inoltre necessario controllare periodicamente l’aspetto dei propri nei, sia consultando il dermatologo, sia autonomamente guardandosi allo specchio e facendosi guardare da un familiare nei punti non raggiungibili col proprio sguardo.

Diagnosi
La diagnosi precoce del melanoma cutaneo non dipende solo dal medico: un auto-esame periodico della pelle permette in molti casi di identificare cambiamenti dei nei e di rivolgersi per tempo al dermatologo. Lo specialista effettua, in primo luogo, una visita completa nella quale valuta la storia familiare e la presenza di segni e sintomi tipici del melanoma cutaneo. L’esame visivo della pelle è reso più accurato grazie all’uso oggi di un dispositivo chiamato Dermoscopio o Dermlite, attraverso il quale lo specialista seleziona quei nevi particolari che necessitano di un ulteriore esame denominato: epiluminescenza, una speciale tecnica di ingrandimento e illuminazione della pelle. Con questa metodica viene applicata la Valutazione dermoscopica detta 7 Point Check List. Si basa sull’evidenziazione dei criteri morfologici che il dermatologo di esperienza valuta dall’osservazione di ogni nevo.
Ad ogni criterio è stato assegnato un punteggio su base statistica per presenza di melanoma. La diagnosi certa di melanoma cutaneo ovviamente richiede, una biopsia o l’escissione della lesione con relativo esame istologico.

IN CONCLUSIONE
Esporsi al sole in modo corretto è salutare e fa bene anche all’umore, fare attenzione ai piccoli cambiamenti di lesioni cutanee e rivolgersi allo specialista competente per ogni dubbio: in fondo ci vuole solo un colpo d’occhio.

Dott. Nicola Di Caprio
Specialista Dermatologo

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