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19/07/2024
Salute

Scrivere a mano o usare la tastiera?

Per il nostro cervello sono due cose differenti

Scrivere a mano è una pratica sempre più rara e questo, non è un bene. I dispositivi digitali stanno sempre più sostituendo l’utilizzo di carta e penna tanto che anche prendere appunti a mano sta diventando sempre più sporadico negli istituti scolastici. L’utilizzo della tastiera verrebbe privilegiato per la sua velocità ma la scrittura manuale, oltre a migliorare l’accuratezza ortografica, apporterebbe al cervello notevoli vantaggi, come il richiamo alla memoria. Questo è quanto risulta da uno studio norvegese dell’Università di Scienza e Tecnologia: la scrittura manuale consente una più ampia connessione cerebrale rispetto alla digitazione su tasti.

Scrittura manuale e connettività cerebrale

Lo studio suggerisce quanto sarebbe necessario per gli studenti programmare un numero maggiore di attività che prevedano la scrittura a mano. Gli scienziati per capire se il processo di composizione delle lettere a mano, ha una maggiore connessione cerebrale, hanno sottoposto a studio le reti neurali implicate nei due metodi di scrittura. “Abbiamo dimostrato che quando si scrive a mano, i modelli di connettività cerebrale sono molto più elaborati rispetto a quando si scrive a macchina su una tastiera“: ha dichiarato Audrey van der Meer, ricercatrice sul cervello presso l’Università norvegese di Scienza e Tecnologia e coautrice dello studio.

Come si è svolto l’esperimento

La van der Meer ha continuato così: “Questa connettività cerebrale diffusa è nota per essere cruciale per la formazione della memoria e per la codifica di nuove informazioni e, quindi, è benefica per l’apprendimento”. Durante l’esperimento sono stati raccolti i dati EEG (elettroencefalogramma) di 36 studenti universitari, cui è stato domandato, continuamente, di scrivere o digitare una parola apparsa su uno schermo. Quando scrivevano a mano (obbligatoriamente in corsivo) usavano una penna digitale su un touchscreen; quando utilizzavano una tastiera utilizzavano un solo dito. Nel corso del test, sulla testa degli studenti sono stati posizionati 256 piccoli sensori cuciti in una rete, per misurare l’attività elettrica del cervello. Ebbene, quando i partecipanti scrivevano a mano, la connettività di diverse regioni cerebrali aumentava, ma non succedeva quando usavano la tastiera. “I nostri risultati suggeriscono che le informazioni visive e di movimento, ottenute attraverso movimenti della mano controllati con precisione nell’usare una penna, contribuiscono ampiamente ai modelli di connettività cerebrale che promuovono l’apprendimento“, ha evidenziato van der Meer.

La risposta sta nell’attenzione nella formazione delle lettere

Nonostante dai partecipanti sia state utilizzate delle penne digitali, il processo di scrivere a mano, a detta dei ricercatori, sarebbe il medesimo dello scrivere su carta e con una penna normale.

Abbiamo dimostrato che le differenze nell’attività cerebrale sono legate all’attenta formazione delle lettere quando si scrive a mano, facendo un uso maggiore dei sensi”, ha chiarito van der Meer. E’ proprio il movimento delle dita, durante la formazione delle lettere, a promuovere la connettività cerebrale, e questo fa prevedere che la scrittura a mano abbia benefici simili a quelli della scrittura corsiva sull’apprendimento. Invece, il semplice movimento di premere ripetutamente un tasto con lo stesso dito, non è stimolate per il cervello. “Questo spiega anche perché i bambini che hanno imparato a scrivere e leggere su una tavoletta possono avere difficoltà a distinguere tra lettere che sono immagini speculari l’una dell’altra, come la ‘b’ e la ‘d’: non hanno letteralmente provato con il loro corpo cosa si prova a produrre quelle lettere“, ha spiegato van der Meer. Gli autori dello studio hanno inoltre dichiarato che “I risultati dimostrano la necessità di dare agli studenti l’opportunità di usare le penne, piuttosto che farli scrivere a macchina durante le lezioni“.

Un passo adeguato sarebbe il garantire delle linee guida affinché gli studenti ricevano almeno un minimo di istruzione sulla scrittura a mano. A tal riguardo già in molte aree degli Stati Uniti, all’inizio dell’anno, è stata reintrodotta l’educazione alla scrittura corsiva. Questo non significa che non sia importante tenersi al passo con i tempi e seguire gli sviluppi tecnologici che sono in continua evoluzione. Bisogna solo essere consapevoli che la scrittura (corsiva) a mano offre maggiori vantaggi. Per esempio “È dimostrato che gli studenti imparano di più e ricordano meglio quando prendono appunti scritti a mano, mentre l’uso di un computer con tastiera può essere più pratico quando si scrive un testo o un saggio lungo“, ha concluso van der Meer.

E, a proposito di scrittura a mano, sempre meno bambini utilizzano il corsivo

Questo è il problema di 1 alunno su 5. Tablet e computer non vanno demonizzati ma è di fondamentale importanza esercitarsi con carta e penna. Oggi la scrittura in corsivo rischia di scomparire. Il 20% degli studenti delle scuole primarie, fatica a scrivere in corsivo. Sono i dati di un recente studio pubblicato su “Occupational therapy in health care” (importante rivista sanitaria). Quello che risulta dai dati conferma quanto l’ipertecnologia in età infantile possa influenzare negativamente i processi di sviluppo, evolutivo e cognitivo.

Per l’esattezza, il 21,6% dei bambini è a rischio di sviluppare problemi di scrittura, con un 10% che ha una scrittura imprecisa e disordinata. Ma la scrittura è un’arte che si impara e lo scrivere bene rappresenta anche una fase fondamentale nello sviluppo psicomotorio del bambino. Infatti, è provato che la scrittura aiuti nel coordinare i movimenti muscolari (soprattutto di braccia, mani o dita per fare movimenti piccoli o complessi) e promuovere la destrezza.

I disturbi relativi all’apprendimento

Lo stesso studio fa emergere che, dei bambini osservati, il 5% soffre di disturbi legati alla coordinazione motoria e di dislessia (difficoltà e lentezza nella lettura e nella sua comprensione) e soffre di disturbi dell’apprendimento una percentuale di bambini che va dal 5 al 15, in base all’età. Di fatto, la scrittura è il precursore dell’apprendimento: se manca lo sviluppo psicomotorio essenziale associato alla scrittura, il bambino non sarà in grado di assimilare argomenti r materiali delle lezioni.

Scrivere (carta e penna alla mano)

Sicuramente in questi ultimi anni (anche a causa della DAD –Didattica A Distanza) i bambini hanno preso l’abitudine a scrivere su pc, tablet e cellulari, ma ciò non toglie che la scrittura a mano con carta e penna resti fondamentale per lo sviluppo neuro-motorio. La tecnologia è importante ma non è giustificabile dimenticare quanto sia importante la scrittura per quanto riguarda una corretta maturazione psico-fisica. Non possiamo demandare tutto alla tecnologia perché è provato scientificamente che scrivere a mano rimane una parte fondamentale nello sviluppo psicocognitivo di ogni bambino.

Monica Cinti

 

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