Il decreto sul Fondo unico per l’inclusione è rivolto anche agli Enti del terzo settore che possono realizzare progetti finalizzati alla tutela e all’inclusione delle persone con disabilità.
La Ministra della disabilità, Alessandra Locatelli, parlando dei provvedimenti a favore delle persone con disabilità, ha affermato che, a partire dal 2026, sono previste nuove norme e nuovi aiuti a loro tutela.
Integrazione sociale e sanitaria
In particolare, ha annunciato che, in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale sulle Condizioni delle Persone con Disabilità, si intende realizzare una “strategia condivisa per l’accessibilità universale e la valorizzazione delle potenzialità di ogni persona”.
Una iniziativa che intende assicurare, al massimo, l’integrazione sociale e sanitaria a tutti i diretti interessati.
Il piano operativo di azione triennale
A tal fine è stato previsto il piano operativo di azione triennale basato sui seguenti principi:
1) Accessibilità universale. Un’iniziativa finalizzata a garantire a tutte le persone riconosciute disabili pari opportunità di accesso agli spazi pubblici, ai servizi digitali ai trasporti e alla cultura;
2) Salute e benessere. Per raggiungere questo obiettivo, si intende predisporre dei piani di cura personalizzati, fondati sulla prevenzione e sulla promozione del benessere psicofisico;
3) Inclusione lavorativa, che può essere raggiunta solo attraverso l’inserimento nel mondo del lavoro delle persone disabili, favorendone, attraverso incentivi e formazione professionale, la piena integrazione;
4) Istruzione e formazione. Per raggiungere questo scopo è necessario garantire a tutti la massima inclusione nel mondo scolastico e universitario ed è assicurare, a loro, i sostegni necessari per il passaggio dalla scuola al lavoro;
5) Progetto di vita. Questo obiettivo è sicuramente quello più interessante perché prevede la possibilità di individuare, per ognuna delle persone coinvolte, un progetto individuale che ne risalti le potenzialità e le capacità garantendone la piena integrazione sociale e la massima tutela e protezione dei loro diritti;
6) Strumenti per valutare l’efficacia. Per realizzare gli scopi annunciati è necessario seguire con la massima attenzione le specifiche politiche ed aggiornare i dati, evidenziando l’eventuale criticità e le difficoltà che si incontrano lungo il percorso.
L’integrazione scolastica
Per quanto riguarda l’integrazione scolastica, degli alunni con disabilità, ricordiamo che nel nostro paese esiste la figura dell’insegnante di sostegno, ossia, di una figura professionale che è in grado non solo di fornire le istruzioni scolastiche, ma di assicurare l’integrazione nell’ambito della scuola.
Il nuovo fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità
Oltre a questa risorsa, sono state predisposte le borse di studio specifiche e il nuovo fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità.
Quest’ultimo strumento viene messo a disposizione dei comuni, per garantire, di poter offrire, il miglioramento dei servizi di assistenza e tutela dei giovani disabili nelle scuole, ed una parte è destinata a favore degli Enti del Terzo settore, iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) in possesso di specifici requisiti, che sono i rappresentati oltre alla costituzione da almeno 5 anni e alla iscrizione nel registro, alla presenza, sul territorio nazionale, con sedi territoriali in grado di poter offrire, per finalità statutaria esclusiva o prevalente, attività volta alla tutela e alla difesa dei diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari, in almeno 8 regioni.
Tutela dei minori
Inoltre, è opportuno ricordare che, allo scopo di raggiungere l’obiettivo di tutela dei minori ci sono una serie di strumenti di cui possono usufruire i genitori, in particolare ci riferiamo a:
a) la scelta della sede del lavoro, che deve essere il più vicino possibile al domicilio della famiglia con un figlio disabile;
b) l’esonero del lavoro notturno, Inteso come l’attività che si svolge dalle ore 24 alle 6 del mattino;
c) il divieto di trasferimento in un’altra sede, senza il consenso dello stesso genitore;
d) Bonus libri scolastici e trasporti. I primi sono buoni regionali E vengono riconosciuti soltanto da alcuni comuni e alcune regioni.
Risorse
Il fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità e stato disciplinato dalla legge 30 dicembre 2023, n. 213, la quale all’articolo 1, recita: “Al fine di assicurare un’efficiente |programmazione delle politiche per l’inclusione, l’accessibilità e il sostegno a favore delle persone con disabilità, a decorrere dal 1° gennaio 2024 è istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità con una dotazione di euro 552.177.454 per l’anno 2024 e di euro 231.807.485 annui a decorrere dall’anno 2025.”
Finalità delle iniziative
Il comma 213 precisa: Le risorse di cui al comma 210 sono destinate a finanziare iniziative collegate a una delle più seguenti finalità;
a) Potenziamento dei servizi di assistenza all’autonomia e la comunicazione per gli alunni con disabilità della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado;
b) promozione e realizzazione di infrastrutture, anche digitali, per le politiche di inclusione delle persone con disabilità, anche destinate ad attività ludico-sportive;
c) inclusione lavorativa e sportiva;
d) turismo accessibile;
e) iniziative dedicati alle persone con disturbi del neurosviluppo e dello spettro autistico;
f) interventi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare;
g) promozione della piena ed effettiva inclusione sociale delle persone sorde e con ipoacusia, anche attraverso la realizzazione di progetti sperimentali per la diffusione di servizi di interpretariato in lingua dei segni italiana, nonché per favorire l’uso di tecnologie innovative finalizzate all’abbattimento delle barriere alla comunicazione;
h) promozione di iniziative e di progetti per l’inclusione, l’accessibilità e il sostegno a favore delle persone con disabilità, di particolare rilevanza nazionale o territoriale, realizzati da enti del terzo settore o con il collegamento degli stessi, in attuazione del principio di sussidiarietà.
Progetti e iniziative di inclusione, accessibilità e sostegno per le persone con disabilità, realizzati da enti del Terzo settore
Come precisato dal Ministero per la disabilità, con un nuovo decreto registrato alla Corte dei Conti il 6 marzo 2025, sono state determinate le modalità di utilizzo di una parte del Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità, destinato a finanziare progetti e iniziative di inclusione, accessibilità e sostegno per le persone con disabilità, realizzati da enti del Terzo settore.
Le finalità di questo nuovo decreto sono quelle di “Promuovere progetti sperimentali di rilevanza nazionale o territoriale per l’inclusione delle persone con disabilità”. Come abbiamo anticipato, i destinatari sono gli Enti del Terzo settore iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) in possesso dei sopraricordati requisiti.
Per questi progetti sono stati stanziati 20 milioni di euro, con un massimo che può raggiungere 1,6 milioni di euro per progetto.
Si precisa altresì che, gli enti che realizzano i progetti, devono coprire, con risorse proprie, almeno il 10% del costo totale, gli stessi progetti devono avere una durata compresa fra 18 e 36 mesi.
Carlo Fantozzi
